La strana storia di Colonnello: esonero per ''troppa professionalità''
L'ex biancazzurro esonerato dai greci dell'Episkopi.
Gianluca Colonnello, ex calciatore biancazzurro, da qualche anno ha intrapreso la carriera di allenatore, ottenendo anche buoni risultati nelle ultime due stagioni con i greci dello Zakynthos, nella Serie B greca. Quest'anno si è spostato a Creta, ingaggiato dall’Episkopi, appena retrocesso nella terza serie del campionato ellenico. Esperienza, tuttavia, durata poco ma non per risultati deludenti bensì, incredibilmente, per "troppa professionalità". A spiegare la vicenda è lo stesso Colonnello sul sito del noto esperto di mercato Alfredo Pedullà: "Ho portato il mio bagaglio di esperienza a dei calciatori che avevano una mentalità troppo dilettantistica. E i risultati, dopo le prime settimane di lavoro, iniziavano ad intravedersi. Ho cercato di infondere degli input fondati soprattutto sulla meritocrazia, anche i giornali locali apprezzavano il lavoro dedicandoci articoli e approfondimenti. In tre settimane qualcosa stava cambiando, il presidente mi ha mostrato tutta la sua soddisfazione". Ma, nonostante questo, il triste epilogo: "dopo l’ultima partita, vinta 2-1 in trasferta, il presidente mi ha chiamato per dirmi che altri dirigenti lo stavano pressando per allontanarmi, perché troppo professionale. Una cosa incredibile".
Una storia grottesca, ma Colonnello, forte del buon lavoro fatto, sta già ricevendo altre offerte da club ellenici. Con la speranza, un giorno, di avere la sua occasione in Italia.
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da Nu1974
Mitico Germanodacuneo!
da BROGGEDDO
GIPSY...PERCHÉ NON CI PIACE..NE QUANDO ERA CALCIATORE NE X LE COSE CHE DICE QUANDO VA OSPITE NELLE TRASMISSIONI TELEVISIVE
da GIPSY
NON CONOSCO LA VICENDA DI COLONNELLO MA NON VEDO PERCHE' MANCARGLI DI RISPETTO
da GESSA
2 sconfitte
da GESSA
REDAZIONE VORREI SEGNALARVI CHE LA PARTITA VINTA DI CUI PARLA COLONNELLO è ANCHE L'UNICA... LO SCORE DI QUESTA SATGIONE, CHE LO VEDEVEDE AL 4 ULTIMO POSTO, è PARI A 3 PUNTI CON 1 PAREGGIO UNA VITTORIA ED UN SCONFITTE..... SICURAMENTE LO SI POTEVE TENERE ANCORA UN PO MA NEANCHE STIAMO PARLANDO DI UN GENIO INCOMPRESO
da amicodelbannato
grazie Germano da un pescarese vero come te. Ti capisco, confermo la tua nostalgia, mi compiaccio per il tuo scrigno chiuso a doppia mandata con dentro tutti ( dico tutti ) i ricordi di una pescara che non c'è più. Io faccio lo stesso, anzi, alcune cose nemmeno mi va di raccontarle, voglio custodirle, nè aria, nè luce NE' COMMENTI DI CHICCHESSIA. GRAZIE ANCORA. MARIO
da amicodelbannato
grazie Germano da un pescarese vero come te. Ti capisco, confermo la tua nostalgia, mi compiaccio per il tuo scrigno chiuso a doppia mandata con dentro tutti ( dico tutti ) i ricordi di una pescara che non c'è più. Io faccio lo stesso, anzi, alcune cose nemmeno mi va di raccontarle, voglio custodirle, nè aria, nè luce NE' COMMENTI DI CHICCHESSIA. GRAZIE ANCORA. MARIO
da Marcobeach
Colonnello sguardo falso mezzo chirtino
da johnny-blade
ah no Germà..mi so sbaijat
da osvaldosoriano
Anche a me pare una cazzata. Credo sia più probabile che la squadra non lo gradisca per i metodi di allenamento forse inadatti al clima vacanziero permanente di Episkopi
da GermanodaCuneo
Ah!... m'arcord in tre parti: GermanodaCuneo ricorda Eriberto (+20/10/2008) nel Settennale della sua tragica morte e di una Pescara che non c'è più. (Terza parte) Finito la stagione invernale pescarese del 1956, si passa alla stagione estiva del 1959, dove inizia il mio terzo incontro con Eriberto. Perché mi ricordo proprio il 1959?: è stato l’anno di quando mi sono diplomato geometra frequentando l’Istituto Tecnico “Tito Acerbo” del Preside Michele Balice. In quell’anno si disputò il “1° Torneo dei piedi scalzi” sulla spiaggia in corrispondenza dell’attuale stabilimento balneare Zara. La spiaggia era libera, per mancanza di stabilimenti balneari, dalle 4 Vele all'Ondamarina, che era di mia zia. Il campo era tracciato sulla sabbia, aveva misure regolamentari e con le porte munite di reti. La spiaggia allora era abbastanza larga, ma meno di come è attualmente. Le squadre erano formate da giocatori dei vari rioni: quella del rione di Zanni aveva in porta Gabriele Cantagallo che giocò anche in serie A con Spal e Bologna; quella del rione di Sant’Antonio era capitanata da Monticelli con la sua ragazza sempre seduta sul muretto; quella del rione di via Venezia capitanata da Marinaro; quella del rione San Francesco, sponsorizzata dal pastificio Spiga, dove giocavano Piero Ruscitti, il padre di Davide Ruscitti del Pescara di Galeone, e Luigi Di Felice detto “Gino la mopa” che si allenava a indurire “li ditun” dei piedi battendoli contro il muretto della riviera, per poter meglio calciare il pallone di punta. Queste erano le squadre formate da buoni giocatori che facevano già parte di squadre del campionato dilettanti e che avevano la possibilità di mettere ai piedi, per meglio calciare, le cavigliere. Chi aveva le cavigliere era una persona benestante! Allora le squadre erano formate da 13-14 giocatori perché non c’erano ancora le sostituzioni. Parecchi giovani, tra cui io, desiderosi di giocare non avevano una squadra. A questo punto intervenne Eriberto che fece una sua squadra con noi “rimasugli” che però era sempre la più applaudita, all’inizio e alla fine della partita, anche in caso di sconfitta. Come mai? Eravamo la squadra più giovane e simpatica. Le altre squadre arrivavano sul campo a piedi e alla spicciolata, mentre la nostra che si chiamava “Albatros”, ricordate?, scritta sulle magliette di color arancione, arrivava sul campo in barca-bus. Si proprio in barca. Ci imbarcavamo presso lo stabilimento “Albatros” di Eriberto e con lui al posto di comando, dopo un tratto di circa trecento metri sbarcavamo al centro del campo da dove facevamo l’ingresso tra gli applausi della gente. Dopo la partita si faceva il percorso inverso e giunti presso lo stabilimento, Eriberto ci premiava, anche se sconfitti, con una bottiglietta di birra. Per terminare desidero aggiungere una nota personale. Dopo una partita, al mio ritorno a casa mia madre mi apostrofò:<Mi sembravate tante Gine Lollobrigida, con quelle magliette troppo scollate! Vi ho visto da dietro il muretto>. Effettivamente le magliette con l’uso si erano talmente dilatate che ci lasciavano quasi il petto scoperto e per fortuna non mi sono accorto della presenza di mia madre che mi avrebbe sicuramente deconcentrato! Tornando a Pescara e, passeggiando sulla riviera, mi fermavo presso il suo stabilimento, dove lo trovavo impegnato, quando era libero dai suoi molteplici impegni, in qualche accanito doppio di tennis con i suoi amici. Durante l’incontro, ogni tanto, dava spettacolo con una finta arrabbiatura o con una sceneggiata per una palla contestata. Si poteva vedere anche in sella al suo fedele motorino col megafono in mano a gridare sempre qualcosa a qualcuno. Sono venuto a conoscenza, rimanendo scosso prima per il suo investimento, da parte di uno scooter e, in seguito, l’anno dopo, della sua prematura morte, tramite i commenti dei tifosi del Pescara del sito di forzapescara.com. Con Eriberto è scomparso un pezzo della Pescara più autentica e si è perso un personaggio e un simbolo della pescaresità, che non tutti possono e potranno vantare. Nei tre episodi che ho descritto ho voluto far notare alcune caratteristiche della figura di Eriberto. Il suo coraggio e serietà nel primo, la sua spericolatezza e fantasia nel secondo e nel terzo, bontà e bernoccolo degli affari. Fu generoso con noi allestendo la “sua” squadra di calcio, ma ben sapendo, mettendo il nome del suo stabilimento balneare sulle magliette, di farsi una pubblicità non tanto occulta ma ben evidente alla luce del sole. Posso dire che Eriberto sia stato un precursore nel campo pubblicitario. Eriberto R.I.P. Anche Pescara è cambiata in questo periodo, credo in meglio, perché il progresso avanza, ma stritola tanti sogni di quei personaggi che vorrebbero restare sempre dei Peter Pan. Si può ancora tuffarsi e fare il bagno nel fiume, sciare in città in caso di nevicata abbondante o fare un torneo di calcio, con 11 giocatori, sulla spiaggia occupando tutto lo spazio dal muretto fino alla battigia? Allora, circa 60 anni fa, si poteva fare ed era un momento di svago e di aggregazione a buon prezzo. Tutto ciò, adesso, non si può più fare perché il fiume è inquinato dagli scarichi industriali, la collina che sovrasta Pescara è diventata un formicaio di ville e la spiaggia è diventata una striscia ininterrotta di sdraio, ombrelloni e palme. Termino dicendo che la città di Pescara ha fatto tanti progressi dal lato economico e industriale, ma nello stesso tempo questi progressi hanno ucciso tante belle cose che non costavano niente e che non torneranno mai più. Queste belle cose possono tornare, per farle conoscere ai più giovani, solo tramite i racconti di chi le ha vissute. Spero di esserci riuscito. Un caro saluto a tutti i tifosi pescaresi di forzapescara.com da un loro concittadino, da più di quarantacinque anni in esilio, che ha goduto della propria città per solo trent’anni, ma impregnando la sua mente, come una spugna, di tanti begli episodi e ricordi. GermanodaCuneo
da BROGGEDDO
RUSCITTI?? AHAHAHAHAHA FACEVA I CAMBI A ODDO??? FORSE GLI CAMBIAVAI LACCI DELLE SCARPE!!! ODDO NON DEVE IMPARARE NIENTE DA NESSUNO E NESSUNO DEVE SUGGERIRGLI NIENTE!!
da SGT1936
Si si dalfin84........sto vedendo i grandi risultati che sta ottenendo! Ma pi piacer' va!!!
da BROGGEDDO
NON MI PIACE COLONNELLO
da alex__74
MI SEMBR NA CAZZAT
da dalfin84
SGT1936:
Lei che parla di Ruscitti in questo modo da che l'anno scorso era lui a fare tutti i cambi a Oddo non sbagliandone uno..mutando i moduli a seconda delle sostituzioni!!!
da SGT1936
Certo e' che se allena ruscitti la primavera del Pescara non vedo perche' non si possa prendere colonnello!!!
da vittorioMi
