La banda del Profeta e Rocco il Magnifico
Torna l'appuntamento con i vostri racconti per gli 80 anni del Pescara.
ATTENZIONE: questo racconto contiene diverse parti che non rispettano precisamente il nostro regolamento. Abbiamo, tuttavia, scelto di lasciarle per l'ironia e la genuinità con cui sono state scritte. Auspichiamo che anche da parte degli utenti ci sia comprensione: chi l'ha scritto non voleva offendere nessuno, ma solo far ridere un po' ricordando qualcosa di bello. Ci scusiamo se qualcuno dovesse sentirsi offeso o turbato.
Domenica 16 gennaio 2005, mezzanotte o giù di lì. Italia 1.
A Controcampo c’è Paolo Maldini, bello come il sole d’agosto sul nostro Adriatico, che medita su una domanda appena fattagli dal moviolista di turno. “Dicci, Paolo: chi è stato l’avversario più difficile nei tuoi venti anni di Milan?”
Sandro Piccinini passeggia per lo studio pensando a nuovi termini per arricchire il suo vocabolario fatto di “sciabolate morbide” e di “mucchi selvaggi”, Mughini sembra una statua di sale che si accenderà solo al prossimo insulto della platea, la Canalis bella più che mai sembra stare lì più per sbaglio che per lavoro, meditando anche lei sui “mucchi selvaggi”…e poi il Totem rossonero risponde…”ce n’è uno che a parte i grandissimi, mi ha sempre creato problemi…Pagano".
Silenzio di tomba in studio, gli ospiti si guardano sgomenti, io salto in piedi sul divano e mi mangio il calendario di Frate Indovino a morsi, dopodiché eiaculo ripetutamente nelle mutande, manco avessi assistito dal vivo ad una performance della mitica Selen. Pagano chi???
Pagano Rocco da Sannicandro Garganico, 4 serie dalla C2 alla serie A attraversate nel corso della sua carriera, finita a dare calci ad un pallone ancora oggi nelle serie minori e dilettantistiche abruzzesi, per continuare a divertirsi. Mi prende una emozione indicibile…caro capitano, potevi dire Rummenigge, potevi dire Maradona, potevi dire Batistuta…hai detto, con la tua flemma e il tuo savoir faire, semplicemente 3 sillabe: Pa…ga...no. E la mia mente di colpo vola. Il mio cuore gelido si scalda… E torna indietro alle fantastiche gesta della banda del Profeta Giovanni Galeone (unica e incommensurabile unità di misura per quanto riguarda il giudizio sugli allenatori succedutisi alla guida del Pescara). Il Messia, colui il quale tutto vede e tutto può, colui per merito del quale i pescaresi parlano di calcio come della Bibbia, usando il calendario Galeoniano (avanti Giovanni e dopo Giovanni). L’uomo delle 2 promozioni, quella 86/87 e quella 91/92, l’uomo del 4-3-3 offensivo, l’uomo del “Perché allenarsi? Ubriachiamoci e andiamo tutti a mignotte”. L’unico capace nel 92/93, e forse in tutto il 20° secolo, di segnare 4 gol al Milan del Generale di Ferro Fabio Capello (e di perdere dopo essere stati in vantaggio 4-2, perché lui non si è mai coperto in difesa, piuttosto ne prendiamo 8 ma andiamo ad insegnare calcio in tutti gli stadi d’Italia).
Come dimenticare questo signore con la sigaretta perennemente in bocca, la tosse perennemente catarrosa, la capigliatura perennemente scompigliata e la nomea di perenne Trombatore (da noi circolano ancora voci maligne sul suo esonero a Perugia e sulle corna del presidente, altrimenti nessuno si spiega come abbia potuto quel vecchio segaiolo di Gaucci esonerare un allenatore che ti sta portando in Europa con una banda di scalmanati come giocatori) che arrivò a Pescara nell’anno del Signore 1986, prese una banda di ragazzini della Primavera timidi che avevano appena saputo di dover disputare un massacrante campionato di serie B invece di una tranquilla C1 (altro storico ripescaggio) e li portò nell’Olimpo del Calcio Che Conta a colpi di schemi offensivi e di estetismo esasperato.
Io, che andavo all’Adriatico con mio padre nel settore “distinti” come lo chiamavamo noi, o Tribuna Adriatica Laterale come lo chiamavano gli addetti ai lavori, sin da quando avevo 8 anni, non ho mai dimenticato certe storiche partite viste qui a Pescara sotto la guida del Messia. Come non ho mai dimenticato fenomeni e brocchi portati in riva all’Adriatico da quel terrone ignorante (che riposi in pace, buonanima, tu si che hai dato tutto per questo sport) di Pietro Scibilia, calabrese trapiantato in Abruzzo a produrre gelati di una famosissima marca portata agli onori delle cronache proprio per quelle 3 lettere che campeggiavano sulle maglie biancazzurre durante i riflessi filmati di Novantesimo Minuto.
E allora come non ricordare Blaz “Baka” Sliskovic, baffetto geometricamente perfetto dedito più all’importazione illegale e al consumo di alcolici che al calcio effettivamente giocato, ma che quando si accendeva regalava magie epiche, o il vecchio Leo Junior, che nessuno si ricorda che avesse mai avuto i capelli neri, tanto era grigio e anziano, che visse la sua seconda giovinezza in riva all’Adriatico giocando costantemente all’interno del cerchio di centrocampo, e che andava in trasferta sino al limite dell’area solo per sbattere fenomenali traiettorie a foglia morta sotto l’incrocio dei pali.
E ancora gente del calibro di Gasperini, di Max Allegri (che segnò dopo 60 secondi netti in quel famoso/tragico Pescara-Milan), “Cavallo Pazzo” Gaudenzi, che nella sua carriera calcistica si è procurato più calci di rigore di quello spacca fighe effeminato di Pippo Inzaghi…
E poi lui. Rocco Pagano. Non un’ala qualunque. L’ala destra di Dio, la freccia nell’arco del Messia dell’Adriatico, che saltava difensori come birilli (eh si, caro capitan Maldini, qualche volta ha saltato anche te, altrimenti non te lo ricorderesti così bene). Il protagonista nel tridente insieme a Berlinghieri e Rebonato di quella fantastica promozione nel 1986, e successivamente della seconda scalata al vertice nel 1991.
Cresciuto nelle giovanili della Juve, fin da quando approdò a Pescara, sapevamo tutti che era un predestinato: in Abruzzo se ti chiami Rocco hai sicuramente una marcia in più (e nemmeno vi sto a spiegare la battuta).
La perla della sua carriera calcistica (e della mia carriera da tifoso dei colori del mare e del cielo, passione viscerale che prosegue nonostante tutto) risale sicuramente al giorno 7 febbraio 1988.
PESCARA-JUVENTUS: L’Adriatico è un catino infernale, la Vecchia Signora ha ricevuto l’accoglienza che meritava. Nel primo tempo ci tiene in piedi il buon vecchio Zinetti, autore di un paio di miracoli a tu per tu con Rush prima e con Alessio poi. Ad inizio ripresa è capitan Leo Junior a far esplodere la piazza freddando Tacconi con una rasoterra di destro al volo e a esibirsi in una esultanza sfrenata saltando sotto la Nord come nemmeno Edmundo al Carnevale di Rio quando si esibiva nel salto della quaglia da un trans a un altro.
Poi, dopo mezz'ora di assedio, a 8 minuti dalla fine, succede l’incredibile: Bergodi (eh si, a Pescara di futuri allenatori ne sono passati tanti) svetta di testa su un traversone da metà campo, in mezzo a 4 attaccanti bianconeri (per l’occasione in maglia gialloblu). Il rinvio finisce quasi per caso tra i piedi del buon Rocco, che si stava beatamente facendo i cazzi suoi nei pressi del cerchio di centrocampo. Appena si rende conto di avere il pallone tra i piedi, il numero 7 spalanca gli occhi incredulo ed inscena una fuga in stile gazzella inseguita dai leoni nel bel mezzo della savana. In cinque falcate entra in area inseguito vanamente da due difensori. Potrebbe darla al buon Baka Sliskovic, che ha seguito l’azione e si trova al centro dell’area di rigore pronto per il più facile dei tap-in. Ma lui si chiama Rocco, e non può smentirsi con un semplice assist in quella che sente essere l’occasione della sua vita. E allora fa la cosa meno ovvia: chiude gli occhi e spara una sassata che va a morire sotto l’incrocio dei pali. Il resto è storia, tripudio, bandiere, fumogeni, Pagano attaccato alla recinzione sotto la curva Nord a raccogliere l’abbraccio dei caldissimi e passionali tifosi biancazzurri, e il coro Galeone-Gale-Galeone (che i successivi allenatori del Pescara ancora oggi maledicono) che riecheggia in tutto lo stadio.
Oggi, nel 2016, ho 38 anni, il Delfino in mano a una cordata di imprenditori pescaresi vive di alti e bassi (la promozione in A con il maestro Zeman, 100 gol e 100 punti, e la successiva umiliante stagione culminata con una retrocessione in B che non abbiamo ancora smaltito) e io non vado più tanto allo stadio come quando ero piccolo. Però certe cose ti restano dentro, e ti sorprendi ad emozionarti ancora vivendo di quei ricordi.
E qualche volta il profeta Galeone torna a Pescara. Il club Donne Biancazzurre gli organizza tutti gli anni una cena per festeggiare il suo compleanno, e sono tutte ancora innamorate di lui come a fine anni 80 e a inizio anni 90. Lui non allena più da un pezzo, fuma sempre come un turco e scatarra come ai bei tempi. Appena può va a pesca nel nostro Adriatico. Se lo incontri e gli chiedi perché non allena più, ti risponde che lui non ha mai allenato. Semmai ha insegnato calcio. E nel frattempo, con aria modesta, mentre pesca a piedi nudi, molla una scoreggia in mezzo all’acqua, perché l’Adriatico è sempre stato anche un po’ suo.
Mi scuso da ora se ci sono inesattezze storiche.
Blasco ‘78
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da Dariolino
Seguo il sito da anni e non scrivo mai , oggi faccio un'eccezione per ringraziarti del'emozione che mi hai dato riportandomi indietro di 30 quando appena ventenne provavo quelle sensazioni che tu hai magistralmente descritto.Grazie e sempre Forza Pescara.
da Zerocomment
Voglio la rubrica del Blasco... Se non la fate sponsorizzò io un blog
da Blasco78
Redaziò: facciamo la rubrica del
Blasco???
da Artur de Coimbra
TE LO GIURO MI SONO COMMOSSO
da tusciabruzzese
STANDING OVATION!!!!
da madelib
Blasco78, sei da E N C O M I O!!!!!! Perfetto! Ho 46 anni e ricordo nitidamente le gesta da te evocate! Complimenti per essere riuscito a trasmettere con autentico pathos le emozioni che ABBIAMO vissuto (in particolare, nel 1986/87, quando avevi solo 8/9 anni, a dispetto dei miei 16/17 dell'epoca)! Bravo! Stamperò il tuo "articolo" (da esempio, anche sintattico, per molti che credono di saper scrivere in italiano...)! Complimenti!
da VENEZIA65126
Grazie BLASCO 78! PESCARESE STATE OF MIND
da Blasco78
Mo mi stet a fa commuove addaver
da amicodelbannato
.... e per finire la scureggia in mare..... GENIALE ! Che tempi, che orgasmo continuo .... felice di averli vissuti e.... rivissuti.... GRANDE BLASCO
da Rangers1
Un mito, sei un mito.......... scusa ma ho fatto un copia incolla su FBK perchè hai scritto qualcosa di sublime
da Zerocomment
Blasco ho la fortuna di conoscerti e di averti come compagno di squadra...grandissimo racconto...emozionante e sensoriale xke sembra di rivivere quei momenti. Conoscevo già le tue doti da narratore ma ti sei superato. Uno smacco x tutti quei giornalai di professione...prendete ad esempio questo articolo ed appendetevelo accanto al comodino. Grandissimo
da Blasco78
Grazie davvero a tutti per gli apprezzamenti, sono commosso. Una piccola precisazione per chi me lo ha chiesto: l'articolo fu pubblicato qualche mese fa dalla pagina facebook "football nostalgia novanta", ma sono stati loro a modificarlo per esigenze interne. L'originale è questo, e ringrazio la redazione per averlo pubblicato integralmente e senza ripulirlo. Volevo solo rendere l'idea di un calcio e di un modo di viverlo che non esistono piu, purtroppo...Grazie davvero.
da un vecchio amico
GRANDE RACCONTO......AMICO MI HAI FATTO TORNARE INDIETRO NEL TEMPO...GRAZIE!!
da giulio0808
Caro ALEX_74, non credo che quello che per es può raccontare GERMANODACUNEO, a me che ho forse 15 anni meno di lui, mi può dispiacere perchè me lo sbatte in faccia, invece mi fa emozionare perchè mi fa vivere un'epoca dove io non c'ero. Così quindi noi che siamo del 60/70 non sbattiamo in faccia ai più giovani i ricordi, li facciamo partecipi di quelle che erano e restano emozioni, già solo a scriverle.
da emigratotriste
Va beh però per dovere di cronaca......maldini ha detto "a parte i grandissimi"......è ovvio che non poteca dire Maradona e compagnia bella!!
..........ovviamente Il Rocco Volante, per chi come noi ha avuto il piacere di vederlo in quegli anni, rimarrà sempre un mito!!!!!
da PESCARAPE1936
PESCARA!!!!!!!
da 433offensivo
Splendido racconto dei "nostri mitici anni 80 e 90". .complimenti sinceri all'autore. Aggoungo: Galeone è più Pescarese di tanti pesaresi perché pochi interpretano la"pescaresità" come lui. È stato è e resterà il MESSIA
da robert
a me dispiace solo che i ventenni di oggi
non potranno mai vivere quei momenti,
quelle partite in curva senza seggiolini,
quella perenne febbre, malattia che ti
prendeva tre ore prima di entrare, la
partita durava 6 ore, per non parlare
delle trasferte, aia aia aia ai.....
da alex__74
CREDO CHE NON SIA NEANCHE GIUSTO SBATTERE IN FACCIA I NOSTRI SPLENDIDI ANNI AI RAGAZZI CHE HANNO VISSUTO SOLO LE EPOCHE DI PINCIONE E SEBASTIANI.. NON E' GIUSTO PERCHE' NOI TANTE STRONZATE LE POTEVAMO ANCHE FARE ORA NON PIU'.. PERO' UNA COSA VOGLIO DIRE A STI GIOVANI.. DETEV NA SVIAT.. E' VERO IL CALCIO ALLA FINE E' NA STRUNZAT, UN GIOCO PERO' E' ANCHE GRAZIE AL CALCIO CHE PESCARA E' RISPETTATA IN TUTTA ITALIA, SENNO' ERAVAMO SOLTANTO PESCARA PROVINCIA DI PS. ORGOGLIO E APPARTENENZA
da 1936xsempre
Io aspetto da un momento all'altro una
storia di Willyrancitelli..... Il protagonista
credo sia scontato.....
da miltonTita
che ricordi… che bei tempi… mi sting a fa
"maturo"
.. ad ogni goal
t'arvutichive giù' per i gradoni…..era na
festa
da savino69
Che ricordi, che emozioni...grande!!!
da Oriundo
Splendido affresco!
da alex__74
PYTO NA VOT A UN GOL MI SO RTRUVAT QUASI AI DISTINTI.. STORIE DI GRAVITAZIONE INVOLONTARIA
da pyto
io c'ero, ho 40 anni... la curva all'inizion degli anni novanta era davvero incredibile... quando facevamo gol mi ritrovavo sempre almeno 2-3 gradoni di sotto o di sopra.. più di sotto però... era un bolgia... ovviamente non c'erano seggioline solo cemento, crudo cemente e tante mamme di famiglia! ahahahahahha
da GIPSY
GIOVANNI GALEONE = MODELLO DI PESCARESITA'
da esspaball
...chi non ha visto l'Adriatico di quei tempi dovrebbe ascoltare queste storie fatte di passioni vere vissute allo stadio oppure sentite dentro al cuore che saliva in gola solo per la voce uscita da una radiolina sempre attaccata all'orecchio. Non c'era sky e forse non c'era neanche cultura di oggi. Ma quelle storie insegnano un po' di vita. UscI mio padre da una 850 special blu... io avevo una bandiera che tenevo stretta tra il finestrino a manovella e l'aria della riviera che la faceva sventolare con i suoi colori dell'immenso. Non stavo nella pelle e l'Adriatico aveva scaldato una città intera. Domenica pomeriggio... clacson ovunque il bianco e l'azzurro erano scesi dal cielo. Le parole di mio padre "ohhh è serie A" urlate contro mia madre che teneva un passeggino con una sorella troppo piccola per capire". Sono ancora seduto con la mente in quella piccola macchina blu senza cintura senza poggia testa senza radio senza pulsanti senza nulla... ma con degli occhi grandi come finestre a fissare ancora quella bandiera.
da GIPSY
LATINA = SCHERZO IMMONDO DELLA
STORIA
da 1936xsempre
Il mio essere stato bambino tifoso del Pescara posso dire che é riassunto in questo testo. Dal mio paese negli anni '80 al tempo di Galeone si facevano gli autobus per venire all'Adriatico.
da giulio0808
Se volete leggere questo racconto (con qualche parola cambiata) e altri bellissimi, andate su https://www.facebook.com/Footb
allNostalgiaNovanta/photos, poi cercate la foto di Galeone e trovate proprio questo pezzo. Mi chiedo solo perchè lo hai cambiato visto che era ancora più bello quello scritto lì sopra
da cuorevero
Ahahah troppo fregno questo racconto, mi ci sono calato dentro con i ricordi con una frega di risate e anche una lacrimuccia....bellissimo, grazie!
da Ale-Firenze-
anche io ho scritto un racconto riguardante un preciso momento storico del pescara al quale sono molto legato... probabilmente non verrà pubblicato perché troppo lungo, ma sono contento di averlo scritto e di pensare che comunque molti di noi condividono questi pezzi di cuore che formano l'unico, grande e immenso delfino!!! forza pescara!
da KattiviK
Mi hai riportato indietro di trent'anni, emozioni su emozioni di una Pescara che purtroppo non c'è più... Bravo complimenti!
da prunekki
Bravo. NU SEM NU e... quello che abbiamo vissuto
da 1936xsempre
Questi racconti sono speciali. Ho inviato anch'io un ricordo ma che é anche un omaggio ad un grande che ha vestito la nostra maglia. Storie che sono un patrimonio. Onorato di poterle leggere e vivere con voi tifosi del Pescara.
da Ale-Firenze-
al di là dei regolamenti e delle espressioni colorite, questo racconto lo apprezzo tantissimo... lo voto come il più bello letto finora! anche perché mi fa tornare in mente che al buon Rocco fu anche dedicata una puntata di Sfide dal titolo "la solitudine dell'ala destra"... mi sembra che andò in onda nel 2001 o giù di lì, insomma molti anni dopo, ma una bellezza... su youtube potete anche trovarla!!! grande blasco, apprezzo anche perché siamo della stessa generazione, ho solo un anno meno di te!
da lanordesulta
Non è un racconto ma un'opera d'arte contemporanea di chiara origine pescarese. Complimenti davvero all'autore, ho visto consegnare premi Pulitzer per molto molto meno.
da MagicoPe
Bravo Blasco, emozionante passionale e soprattutto genuino
da alex__74
I VARI DE CAROLIS E COMPAGNIA BELLA PRENDESSERO ESEMPIO DA QUESTO RAGAZZO PER COME SI SCRIVE UN PEZZO APPASSIONANTE E PRIVO DI BANALITA'.. STANDIND OVATION
da Badboys1985
ONORE A CHI HA PASSATO I TEMPI CHE HA PASSATO BLASCO..IO IN QUEGLI ANNI HO VISTO AL MASSIMO 3/4 PARTITE,IL MIO VERO AMORE È INIZIATO L'ANNO PRIMA DI DE CANIO E DA ALL'ORA DI PARTITE INTERNE IN 18 ANNI NE AVRÒ ZOMBATE AL MASSIMO 15 SOLO X MOTIVI SERI...FORZA IL PESCARA OLTRE OGNI CATEGORIA E PRENDIAMOCI QUELLO CHE CI APPARTIENE....LA SERIE A!!!
da galeone4-3-3
da giulio0808
ma sei quello che ha scritto quasi il medesimo articolo su facebook?
https://www.facebook.com/Footb
allNostalgiaNovanta/photos/a.6
04426652952899.1073741829.5985
84640203767/991807607548133/#!
/FootballNostalgiaNovanta/phot
os/a.604426652952899.107374182
9.598584640203767/991807607548
133/?type=1&theater
da 4everPe
complimenti bellissimo
da GermanodaCuneo
Bravo Blasco '78. Il tuo scritto è un racconto-visivo, perché sembra di essere in poltrona per vedere un bel film....Eccezziunale veramente! Ritorna all'Adriatico per raccontarci altre tue belle sensazioni.
da DAsempre
Poetico. Ho vissuto tutto, ma proprio tutto, quello che hai raccontato magistralmente. Altri tempi, altro tifo. Altra Pescara. Ma forse è meglio così. Custodisco gelosamente, questi ricordi indelebili, in un cassetto del mio cuore. E li resteranno per sempre. Grazie del racconto Blasco '78.
da lafestadeicolli
sono tuo coetaneo e il tuo racconto è favoloso. i miei ricordi allo stadio iniziano da quella famosa annata 86/87, ogni tanto rivedo su youtube i video di quella serie B e della successiva serie A...ore prima allo stadio tutti ammucchiati, tamburi, fumogeni,striscioni, sudore, passione...vorrei tornare ragazzino e rivivere quei momenti
da LUPESCE
*emozionarci
da LUPESCE
Rivoglio le scarpette nere i calzettoni scesi e i pantaloncini corti e poi...allo stadio gente come te Blasco 78 perché abbiamo necessità di tornare ad emozionarsi. Come prima!
da gips
Bravo!
da Ndokojo Kojo
Davvero eccellente! Lo leggi, chiudi gli occhi e torni indietro nel tempo. Bravo.
da PRmontesilvano
So tre volte che lo rileggo troppo forte
da WillyRancitelli!
Bellissimo racconto!!! Bravissimo Blasco!! Voglio stringerti la mano!!
da giulio0808
complimenti per la penna genuina!
