Il focus sulla Juventus di Massimiliano Allegri
L'analisi sui bianconeri e sul cammino della squadra allenata dall'ex centrocampista del Delfino.
Dopo la sosta per le nazionali riprende il campionato e, ovviamente, il cammino del Pescara verso la salvezza. Un cammino che ultimamente sta diventando più arduo del previsto, soprattutto dopo i quattro schiaffi presi dall’Empoli nell’ultima giornata di campionato. Una sconfitta che ha scatenato, oltre alla delusione, la rabbia della piazza per una partita persa contro una diretta concorrente nella corsa salvezza. La sosta è servita alla squadra di Oddo per lavorare duro e ricaricare le batterie in vista dello sprint che porterà alla pausa natalizia; sei partite nelle quali sarà vietato sbagliare.Â
Sabato sera il Delfino dovrà vedersela con la Juventus capolista, in una trasferta che sembra essere proibitiva almeno sulla carta. Sulla panchina bianconera siede Massimiliano Allegri, un personaggio molto amato in riva all’Adriatico. L’allenatore toscano, da calciatore, indossò la casacca biancazzurra dal 1991 al 1993 e successivamente dal 1998 al 2000, collezionando 110 presenze condite da 20 gol. Con la maglia del Pescara Allegri, inoltre, riuscì ad ottenere una promozione in Serie A nella stagione 1992/1993 con Galeone in panchina, vero e proprio mentore per il tecnico livornese.Â
La Juventus non ha certo bisogno di presentazioni. È una squadra partita con l’obiettivo di conquistare il sesto scudetto consecutivo, un’impresa mai riuscita a nessuno, e soprattutto la Champions League che manca all’ombra della Mole dal 1996. I bianconeri sono primi in campionato con 30 punti e hanno la miglior difesa del torneo con soli 9 gol subiti. In Champions League, invece, sono secondi nel girone con 8 punti alle spalle del Siviglia che ne ha 10. Finora dunque sono perfettamente in linea con gli obiettivi stagionali. Nonostante ciò anche la squadra di Allegri non è stata esente da critiche in questo avvio di stagione per il gioco non sempre brillante. Eppure la qualità non le manca, visto che in estate sono arrivati calciatori del calibro di Higuain, Dani Alves, Pjanic e Benatia, che si sono aggiunti ai già presenti Dybala, Bonucci, Marchisio, Khedira e Alex Sandro, tanto per citarne alcuni.Â
La Juventus è solita schierarsi con un 3-5-2 anche se, nelle mente di Allegri, c’è sempre stata l’idea di passare alla difesa a quattro che nel corso dei due anni a Torino ha proposto sporadicamente, principalmente in Champions League. La forza della Juventus, come denotano le statistiche, è la difesa composta da Bonucci Barzagli e Chiellini a protezione di Buffon. Tuttavia nel match di sabato non ci sarà Barzagli per infortunio. Al suo posto probabilmente giocherà un altro calciatore di caratura internazionale come Benatia, a dimostrazione del fatto che le alternative di qualità in casa Juve non mancano di certo. Negli ultimi anni ovviamente è stato fatto, frequentemente, il paragone tra la Juve di Conte e quella di Allegri. Sicuramente rispetto alla squadra di Conte, quella di Allegri è cambiata notevolmente, soprattutto per quanto riguarda la gestione della gara ed è questo forse l’aspetto che spesso le permette di vincere alcune partite pur non giocando benissimo. Questa squadra, infatti, è capace di addormentare il match per poi accelerare improvvisamente grazie alla rapidità dei suoi esterni innescati dai tanti centrocampisti di qualità presenti in rosa. Non che la Juve di Conte giocasse un bellissimo calcio, però era una squadra costretta a mantenere sempre alta l’intensità per ottenere il massimo risultato. La concezione di calcio di Allegri è completamente diversa. Oggi, forse, la squadra ha una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e sa che prima o poi, in un modo o nell’altro, il gol arriverà . Questo grazie anche alle tantissime individualità presenti in rosa. Giocatori capaci di risolvere la partita con una giocata, come ad esempio è accaduto nell’ultima sfida contro il Chievo. La partita, dopo il pareggio dei clivensi, non si era messa benissimo, ma la Juventus è riuscita a vincerla ugualmente grazie alla bellissima punizione di Pjanic. Pertanto sabato al Pescara servirà la partita perfetta per provare a riportare a casa dei punti da Torino. Una partita scontata sulla carta, ma si sa che nel calcio nulla è impossibile.
Giovanni Di Felice
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da unoqualunque
Quanto cazzo sei forte!!!!!...Ma sabato una bella EMORROIDE nni ti putess vini porca troiaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!
