Caso Ascoli-Perugia, il Comune: ''Nessun condizionamento dalla tifoseria''
L'Amministrazione Comunale: ''Avevamo già detto no prima del comunicato dei tifosi''.
L'Amministrazione Comunale non ci sta e respinge le accuse. Dopo la decisione di non far disputare la partita di Serie B Ascoli-Perugia allo stadio Adriatico di Pescara, sono piovute lamentele e polemiche, anche dalla stessa Lega di B, con l'accusa di aver preso la decisione dopo le pressioni della tifoseria organizzata biancazzurra. Accusa priva di fondamento, sempre secondo l'Amministrazione di Pescara, che con un comunicato ha voluto specificare come sono andati realmente i fatti:
“Pescara era e resta una città accogliente. Anche sotto il profilo sportivo e calcistico è stato ed è così: questo il presidente Abodi lo sa bene, sia perché grazie ai rapporti di piena collaborazione conosce altrettanto bene la nostra città, la collocazione e situazione dello Stadio e le difficoltà di organizzare una partita come quella Ascoli-Perugia in meno delle 48 ore previste per una partita a rischio in una zona dove erano stati per tempo programmati eventi e attività istituzionali.
Peraltro da parte del Comune, così come non è mai stata data la disponibilità salvo verificarla, non è mai stata nemmeno negata la possibilità di svolgere l'incontro a porte chiuse, per queste ragioni risulta davvero incomprensibile il tono preso dalla vicenda e le polemiche che la stessa Lega ha sollevato a mezzo stampa quando abbiamo manifestato il nostro diniego, cosa accaduta poche ore dopo la richiesta e non a 24 ore dall'incontro, come qualcuno afferma.
Non esiste alcun tipo di condizionamento, poi, da parte delle tifoserie, anche perché la richiesta ci è giunta giovedì pomeriggio e le tifoserie si sono espresse quando l'avevamo già declinata: alle 13 ce lo hanno chiesto e alle 20 abbiamo detto che non era possibile farla a porte aperte perché troppe erano le controindicazioni logistiche e sulla sicurezza, nonché gli eventi previsti nell'area. Non solo ai vertici della Lega abbiamo risposto da subito che avremmo dovuto verificare la fattibilità della cosa, perché è impensabile che si possa disporre di una struttura che non appartiene a noi, ma alla città, né che si possa pretendere di condizionare la vita e i programmi di un'area vasta, densamente abitata e piena di attività commerciali e strutture culturali, a meno di 48 ore dal verificarsi di un evento che ne avrebbe richiesto la blindatura.
Questi i fatti. Nessuna preclusione o pregiudizio: in ogni caso, va ripetuto, non è mai venuta meno da parte nostra la possibilità di svolgere la partita a porte chiuse, perché questo non avrebbe creato problemi alla città e agli eventi”.
Pescara, 19 novembre 2016
Il sindaco Marco Alessandrini
Il vice Sindaco e responsabile sicurezza dello Stadio Enzo Del Vecchio
L'assessore allo Sport Giuliano Diodati"
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