Sebastiani: «A fine anno posso lasciare»

Molto arrabbiato il presidente del Pescara: «Capisco le contestazioni ma non accetto che si vada sul personale. Le porte sono aperte, chi verrà dopo di me farà meglio»

da Redazione
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Sebastiani: «A fine anno posso lasciare», foto 1

Tuona forte Daniele Sebastiani al termine di Pescara-Lazio. Ai microfoni della stampa, il presidente ha rilasciato dichiarazioni di fuoco, soprattutto in risposta alla contestazione da parte dei tifosi: «Rido quando sento che i tifosi sono arrabbiati, perché lo siamo anche noi. Quando si perde una partita del genere siamo tutti arrabbiati. Mi possono contestare quanto vogliono, ma non devono toccarmi personalmente. Mi sono rotto le scatole, a fine anno posso lasciare perché non me l'ha ordinato il medico. Non lascerei danni ma una società pulita. Qualcun altro si prenderà il compito di iscrivere il Pescara al prossimo campionato, sicuramente farà meglio di me. Le porte sono aperte ma nessuno bussa. Io sono rimasto deluso da un secondo tempo dove non abbiamo avuto attenzione. Avevamo recuperato due gol a una delle squadre più forti del campionato e per questo dovevamo avere più entusiasmo. Abbiamo preso un terzo gol che non avrei preso nemmeno io. Oddo guiderà la squadra fino alla fine dell'anno, poi decideremo insieme».

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da Rocco_Tan

@1PE cartman cartman cartman cartman una chiusura TOP

da 1PE

"Caro" Presidente, Qui siamo davvero al ridicolo. C'è qualcosa di farsesco -da teatro dell'assurdo- nelle sue ultime dichiarazioni. Lei che minaccia di lasciare, perché, a suo dire, sarebbe stanco. In altre occasioni ha già oltraggiato verbalmente la tifoseria di Pescara, ma tutto le è stato perdonato, in ragione di una presunta comunità di intenti. Contestualmente sta anche oltraggiando la storia di questa maglia e questo non possiamo permetterglielo. Da ragioniere e proprietario di un'azienda finanziaria lei ha attenzione e occhio per le contabilità, per gli aspetti finanziari e sicuramente questo le va riconosciuto; un’azienda, una società, non si porta avanti con buoni propositi e bei sentimenti, neanche con la dedizione assoluta, se non c’è anche chi fa quadrare i conti. Ma, d’altro canto, una società sportiva non si porta neanche avanti guardando solo ai conti. Quegli elementi di sentimento e passione, sono anche essi fondamentali, tanto quanto saper delegare dopo aver scelto persone capaci intorno a sé. Ma torniamo a parlare di quella comunità di intenti per la quale le abbiamo perdonato tante cose. Il calcio è cambiato e tanto. L’estrema professionalizzazione dell’intero settore, ampiamente in contrasto con la visione del tifoso tradizionale, hanno portato alla scomparsa di molte figure che un tempo erano gli attori fondamentali di questo sport. Il giocatore bandiera è oramai una rarità, la partita alla domenica pomeriggio non è più un appuntamento fisso, bensì un’eventualità, così come il presidente tifoso, appassionato, che ama i propri colori, la propria squadra e fa follie per essa. Consci di questo cambiamento abbiamo accettato la sua presidenza, sapendo che il suo interesse non era da appassionato, da tifoso, ma da imprenditore, da persona che voleva guadagnare con questa squadra, facendo bene. Ma nella nostra semplice mente di tifosi, per guadagnare bisogna costruire, formare calciatori, farli crescere, predisporre processi e strutture per la loro crescita, ottenere risultati sul campo, creare un ciclo virtuoso. Nel 2012 grazie ad un arrembante Zeman siamo saliti in serie A. Abbiamo accolto quella promozione con il massimo della gioia. Che bello essere primi in serie B! Abbiamo poi guardato un po’ perplessi alla campagna acquisti, all’ingaggio del nuovo allenatore, inesperto per la categoria, a fantomatici giocatori che arrivavano all’Adriatico.. Abbiamo tifato, sperato, ci siamo disperati e infine siamo retrocessi. Ma nonostante qualcuno avesse già capito tutto e puntasse il dito contro di lei, abbiamo perdonato. Abbiamo ritenuto il tutto un problema di gioventù, di inesperienza, del resto era presidente da poco e la serie A è ben diversa dalla B, era un tentativo. E poi un sogno. Un allenatore di Pescara prende la nostra squadra, riproviamo ad andare in serie A. Ci carichiamo con lo spareggio di Bologna, ci ritroviamo tutti insieme a soffrire e tifare nel caldo di quel settore ospiti. Quella sconfitta ci fa crescere, ci riunisce e ci fa capire che l’anno successivo ce la faremo, non per caso, ma per una precisa volontà. Crediamo davvero ci sia comunione di intenti. E crediamo anche che Mister Oddo sia la persona giusta, al di là delle capacità tecniche – fa un bel calcio – crediamo davvero possa fungere da “guardiano” da garante, uno di noi messo lì, a controllare anche l’operato di un presidente più attento ai soldi che al resto. “Quest’anno non faremo la figuraccia dell’ultima serie A” è la frase che nell’estate 2016 si sente un po’ dovunque in città. Anche i più pessimisti che parlano di retrocessione quasi certa, sono sicuri di questo. E qualcuno sogna l’Europa League… E invece, le illusioni ben presto si scontrano contro una realtà più amara del peggior incubo di qualsiasi tifoso. Ecco se c’è stato un momento in cui abbiamo sbagliato tutti, compresi noi tifosi, è stato quello, l’estate 2016. Abbiamo sbagliato a darle fiducia, a pensare che ci fosse una reale comunità di intenti. Abbiamo sbagliato, ingenuamente, nel credere che Mister Oddo potesse essere lì da pescarese, e nel credere nelle sue capacità tecniche. Questa è la nostra, imperdonabile, colpa. Avremmo dovuto marcarla stretto, pretendere giocatori, fare casino. Con il suo italiano stentato probabilmente ci avrebbe tacciati di disfattismo, ci avrebbe dato dei gufi, avrebbe detto che non sappiamo costruire nulla, solo criticare, ma almeno avremmo salvato un po’ di dignità, quantomeno la nostra. Ci troviamo adesso a inizio febbraio con 6 punti ottenuti sul campo. 6 punti in 23 giornate, una media di 0,26 punti a partita, una vergogna. Non c’è altra parola e c’è poco da aggiungere. Ed è qui che probabilmente si dovrebbe guardare indietro e dire “Abbiamo sbagliato!” e chiedere scusa. Le scuse non cambiano nulla, non riparano i cocci, non riportano la situazione ad essere positiva, ma la dicono lunga sulle persone. E invece di chinare il capo, cercare di salvare il salvabile, dare conto della fiducia ricevuta, lei torna – sempre con il suo italiano stentato – ad accusare, a fare l’offeso, a parlare. E’ l’ultima difesa di chi non sa più dove sbattere la testa, l’attacco insensato e fuori luogo, immotivato, avulso da ogni contesto – teatro dell’assurdo – quindi. Perdonarla ancora sarebbe imperdonabile – giochiamo un po’ con le parole – da parte nostra. Lei parla per parlare, dice tante cose, offende, fa l’orgoglioso, siamo abituati. Ma per una volta le chiediamo di dare seguito alle sue parole, lasciare stare, andare, mettere in vendita. Riesce per una volta a dare seguito alle sue parole?

da 1PE

"Caro" Presidente, Qui siamo davvero al ridicolo. C'è qualcosa di farsesco -da teatro dell'assurdo- nelle sue ultime dichiarazioni. Lei che minaccia di lasciare, perché, a suo dire, sarebbe stanco. In altre occasioni ha già oltraggiato verbalmente la tifoseria di Pescara, ma tutto le è stato perdonato, in ragione di una presunta comunità di intenti. Contestualmente sta anche oltraggiando la storia di questa maglia e questo non possiamo permetterglielo. Da ragioniere e proprietario di un'azienda finanziaria lei ha attenzione e occhio per le contabilità, per gli aspetti finanziari e sicuramente questo le va riconosciuto; un’azienda, una società, non si porta avanti con buoni propositi e bei sentimenti, neanche con la dedizione assoluta, se non c’è anche chi fa quadrare i conti. Ma, d’altro canto, una società sportiva non si porta neanche avanti guardando solo ai conti. Quegli elementi di sentimento e passione, sono anche essi fondamentali, tanto quanto saper delegare dopo aver scelto persone capaci intorno a sé. Ma torniamo a parlare di quella comunità di intenti per la quale le abbiamo perdonato tante cose. Il calcio è cambiato e tanto. L’estrema professionalizzazione dell’intero settore, ampiamente in contrasto con la visione del tifoso tradizionale, hanno portato alla scomparsa di molte figure che un tempo erano gli attori fondamentali di questo sport. Il giocatore bandiera è oramai una rarità, la partita alla domenica pomeriggio non è più un appuntamento fisso, bensì un’eventualità, così come il presidente tifoso, appassionato, che ama i propri colori, la propria squadra e fa follie per essa. Consci di questo cambiamento abbiamo accettato la sua presidenza, sapendo che il suo interesse non era da appassionato, da tifoso, ma da imprenditore, da persona che voleva guadagnare con questa squadra, facendo bene. Ma nella nostra semplice mente di tifosi, per guadagnare bisogna costruire, formare calciatori, farli crescere, predisporre processi e strutture per la loro crescita, ottenere risultati sul campo, creare un ciclo virtuoso. Nel 2012 grazie ad un arrembante Zeman siamo saliti in serie A. Abbiamo accolto quella promozione con il massimo della gioia. Che bello essere primi in serie B! Abbiamo poi guardato un po’ perplessi alla campagna acquisti, all’ingaggio del nuovo allenatore, inesperto per la categoria, a fantomatici giocatori che arrivavano all’Adriatico.. Abbiamo tifato, sperato, ci siamo disperati e infine siamo retrocessi. Ma nonostante qualcuno avesse già capito tutto e puntasse il dito contro di lei, abbiamo perdonato. Abbiamo ritenuto il tutto un problema di gioventù, di inesperienza, del resto era presidente da poco e la serie A è ben diversa dalla B, era un tentativo. E poi un sogno. Un allenatore di Pescara prende la nostra squadra, riproviamo ad andare in serie A. Ci carichiamo con lo spareggio di Bologna, ci ritroviamo tutti insieme a soffrire e tifare nel caldo di quel settore ospiti. Quella sconfitta ci fa crescere, ci riunisce e ci fa capire che l’anno successivo ce la faremo, non per caso, ma per una precisa volontà. Crediamo davvero ci sia comunione di intenti. E crediamo anche che Mister Oddo sia la persona giusta, al di là delle capacità tecniche – fa un bel calcio – crediamo davvero possa fungere da “guardiano” da garante, uno di noi messo lì, a controllare anche l’operato di un presidente più attento ai soldi che al resto. “Quest’anno non faremo la figuraccia dell’ultima serie A” è la frase che nell’estate 2016 si sente un po’ dovunque in città. Anche i più pessimisti che parlano di retrocessione quasi certa, sono sicuri di questo. E qualcuno sogna l’Europa League… E invece, le illusioni ben presto si scontrano contro una realtà più amara del peggior incubo di qualsiasi tifoso. Ecco se c’è stato un momento in cui abbiamo sbagliato tutti, compresi noi tifosi, è stato quello, l’estate 2016. Abbiamo sbagliato a darle fiducia, a pensare che ci fosse una reale comunità di intenti. Abbiamo sbagliato, ingenuamente, nel credere che Mister Oddo potesse essere lì da pescarese, e nel credere nelle sue capacità tecniche. Questa è la nostra, imperdonabile, colpa. Avremmo dovuto marcarla stretto, pretendere giocatori, fare casino. Con il suo italiano stentato probabilmente ci avrebbe tacciati di disfattismo, ci avrebbe dato dei gufi, avrebbe detto che non sappiamo costruire nulla, solo criticare, ma almeno avremmo salvato un po’ di dignità, quantomeno la nostra. Ci troviamo adesso a inizio febbraio con 6 punti ottenuti sul campo. 6 punti in 23 giornate, una media di 0,26 punti a partita, una vergogna. Non c’è altra parola e c’è poco da aggiungere. Ed è qui che probabilmente si dovrebbe guardare indietro e dire “Abbiamo sbagliato!” e chiedere scusa. Le scuse non cambiano nulla, non riparano i cocci, non riportano la situazione ad essere positiva, ma la dicono lunga sulle persone. E invece di chinare il capo, cercare di salvare il salvabile, dare conto della fiducia ricevuta, lei torna – sempre con il suo italiano stentato – ad accusare, a fare l’offeso, a parlare. E’ l’ultima difesa di chi non sa più dove sbattere la testa, l’attacco insensato e fuori luogo, immotivato, avulso da ogni contesto – teatro dell’assurdo – quindi. Perdonarla ancora sarebbe imperdonabile – giochiamo un po’ con le parole – da parte nostra. Lei parla per parlare, dice tante cose, offende, fa l’orgoglioso, siamo abituati. Ma per una volta le chiediamo di dare seguito alle sue parole, lasciare stare, andare, mettere in vendita. Riesce per una volta a dare seguito alle sue parole?

da Holden

Le capacità di oddo si sono viste nella gestione di muntari che aveva fatto un buon primo tempo ma non era assolutamente in grado di tenere i 90 minuti! Io non ce l'ho con Oddo che voglio anche in serie B e spero faccia parte di un progetto a lunga scadenza ma da tifoso amo la società pescara gli allenatori e i giocatori vanno e vengono il pescara resta nei nostri cuori! Però smettiamola di cercare capri espiatori quando le cose vanno male e fischiare un nostro giocatore al primo passaggio sbagliato i giocatori vanno aiutati anche con il calore del tifo e negli ultimi anni ho notato che si fa il tifo solo quando la squadra vince.

da Mimmopescaracolli

Quella di Sebastiani che potrebbe lasciare è l'unica buona notizia della giornata di ieri. Purtroppo però non ci credo. La speranza è l'ultima a morire comunque e l'idea che il nostro ragioniere possa cedere la squadra, spero a De Cecco, allieta questo lunedì. E' GIUNTO IL MOMENTO DI CAMBIARE PRESIDENTE

da Pescaravola

Mi unisco anch'io alla vicinanza al nostro capitano memu. Un grandissimo abbraccio capitano.

da BANDIERA@ROTTA@@@

Bastiano tuona...direi di no...sta solo in cascetta...ad un ragioniere si addice al massimo il ruggito del coniglio...considerato che ha la faccia come il culo, ha solo scoreggiato...

da Misterbaroni

Buongiorno a tutti dove sono gli amanti di oddo il perfetto ? Io non ho mai visto una cosa del genere ho 60 anni ma non mi era mai capitato di assistere ad uno scempio simile. Non capisco questo difendere l'allenatore a spada tratta da parte del presidente quell'altro che dice che abbiamo continuato a giocare nel 2 tempo però abbiamo preso 4 gol sono loro che ci fanno pensare che c'è dell'altro perché non è possibile andare avanti così poi vai alle televisioni a rilasciare certe dichiarazioni . Il primo allenatore a presentarsi a Sky non vedeva l'ora di parlare con i suoi amici che gli hanno f

da grilloparlante

Ragazzi questa mattina ho visto di sfuggita sulla rassegna stampa di rete8 che la moglie o compagna di Memushaj ha perso in grembo due gemelli... ma vi risulta? Mi auguro di cuore di aver capito male...

da 4-3-3

SIAMO LA BARZELLETTA D'EUROPA E QUESTO FA LO SPOCCHIOSO. . . . . . IO PER LA VERGOGNA FAREI FATICA A GUARDARMI ALLO SPECCHIO

da Nu76NU

La colpa è anche "nostra", molli nelle contestazioni, molle la stampa locale, ambiente caldo a chiacchiere; ormai terra di conquista per tutti.

da galeone4-3-3

Un grosso abbraccio a capitan MEMUSHAJ che ha perso i 2 gemellini che la moglie stava spettando.

da Smiths

Scusate forse mi sono perso qualcosa, ma stiamo in Europa League? Perché il presidente dice che i tifosi si lamentano perché si aspettavano la ChampionLeague? Certi giornalisti potrebbero dedicarsi a rugby e ciclismo, un po' di palle in più con qualche domanda diretta" Presidente sono 42 partite, sotto la sua presidenza che la squadra non vinca in serie A, non pensa che possano essere incazzati? Non pensa che anzi dovrebbero esserlo anche di più?

da Nu76NU

Altra settimana ad ingoiare sterco... Thanks mr president

da 4-3-3

PINOCCHIO VAI VIA CAFONE . LA TUA PRESUNZIONE È IMBARAZZANTE. . SE NON SEI CAPACE DI ESPRIMERTI , STAI ZITTO . . È UNA COSA CHE SI PUÒ IMPARARE ANCHE A 50 ANNI

da PESCARA FOREVER

Non capisco questo accanimento contro Sebastiani. Aveva detto mercato da OTTO e invece quando mancano ancora tante giornate i punti sono già sei e quindi l'obiettivo degli OTTO punti verrà centrato con ogni probabilità. Ingrati! Presidente quando si vuole vendere davvero qualcosa si fissa il prezzo. Quanto costano le sue quote? Grazie! perplex

da Nuccio83

ADESSO CALDORA, DE COCCO, EDMONDO E VIA DI SCORRENDO POSSONO TORNARE TRANQUILLAMENTE... SEBASTIÀ FUORI DALLE PALLE

da Nuccio83

SEBASTIÀ MI RACCOMANDO LE PROMESSE VANNO MANTENUTE!!!

da vitabiancazzurra

Forza@pescara68 ....e la gente continua a dire che per PROVARE a salvarsi in A ci vogliono tanti soldi....questa gente è molto peggio del nostro emerito. Qui anche un bambino della scuola materna vede la mancanza di volontà la superficialità e l'obbiettivo unico di fare cassa e BASTA ! A questa lo ripeterò a oltranza, volevamo SOLO retrocedere le ultime partite con un briciolo di dignità .Invece di fare gli sbruffoni il gatto e la volpe ad agosto prendevano 4 giocatori SERI e SANI 2 in difesa 1 in mezzo e 2 in attacco dimostrando la volontà di provarci a me bastava, invece SOLO PRESUNZIONE

da TrecentoKm

Già, andreabassano. Un altro lunedì di merda per noi esiliati.

da Smiths

Dopo una serie di 14,sconfitte consecutive, intramezzate solo da 2 pareggi, 42 partite in serie A senza vittorie, sconfitta interna 6-2 con la lazio, ha il coraggio pure di parla'? Basta

da Semicecifavegomme

Purtroppo è vero, per fare la A ci vuole un allenatore da A, uno che ha esperienza, come anche per la B, se vi ricordate perdemmo 9 partite di fila e non ci si capiva più nulla anche lì poi l'orgoglio di alcuni giocatori che volevano fare il salto di categoria ci ha salvato IL PROBLEMA SONO QUESTI 4 MESI DI INFERNO CHE CI ASPETTANO

da madelib

Pincione era più simpatico...

da alex__74

DA ORA IN POI RAGA' BISOGNA DISERTARE STADIO, GIORNALI E TELEVISIONI. CHI NON LO FA E' COMPLICE DI STA GENTE. CI RITROVIAMO QUA SU QUESTO SITO CHE NEL BENE O NEL MALE, ANCHE SE NON CONDIVIDO LE LINEE GUIDA, E' STATO FINORA IMPARZIALE. BISOGNA TOCCARLI NEL PORTAFOGLIO VISTO CHE L ORGOGLIO NON E' COSA LORO