Il corsivo del lunedì. Senza Parolo

Una prestazione imbarazzante costringe Muntari e compagni a subire sei reti dai laziali

da Redazione
5.027
Il corsivo del lunedì. Senza Parolo, foto 1

Non ci resta che piangere. Come nel famoso film del duo Benigni-Troisi, anche a Pescara non resta altro che versare lacrime amare, amarissime. Sinceramente diventa anche molto difficile commentare le partite del Delfino. Oggi, fortunatamente, qualcosa da dire ci sarebbe. Il comunicato dei Rangers della scorsa settimana era stato chiaro, almeno la dignità. La partita contro la Lazio avrebbe dovuto dare qualche stimolo in più a Caprari e compagni. Un match sentitissimo, da alta tensione. La rivalità tra le due tifoserie è storica. Anni e anni di contrasti pesanti con episodi gravi, motivo dell’antagonismo tra i gruppi ultrà. Una gara delicatissima che almeno avrebbe potuto togliere una piccola soddisfazione ai supporters biancazzurri. Invece così non è stato. Un tennistico 6-2 finale in favore dei capitolini con un Pescara imbarazzante. Le sei marcature biancocelesti sono frutto di altrettanti svarioni difensivi degni dei peggiori campi di periferia. La netta inferiorità tecnica degli abruzzesi è palese. Muntari, appena arrivato, non ha contribuito in alcun modo al miglioramento della squadra anzi, anche lui ha commesso un grave errore in occasione della marcatura di Keita. L’aria all’Adriatico è diventata subito pesante. Contestazione mirata ai vertici societari e all’allenatore. I cori della curva nord non sono andati giù a Daniele Sebastiani. Un attacco diretto alla sua famiglia che non ha in alcun modo digerito tanto da fargli dichiarare nel post partita:” a fine anno potrei vendere la società.” La contestazione deve esserci, è lecita e doverosa ma la famiglia non c’entra assolutamente nulla e ci sentiamo di condividere l’amarezza del presidente biancazzurro. Gli errori li ha commessi e sono palesi, è stato sbagliato tanto ma, ripetiamo, la famiglia non ha nulla a che fare con tutto questo. Certo, alla luce di questo sfogo forte e di parole non certo diplomatiche, pur dettate dalla rabbia del momento, sarebbero da rivedere anche le strategie comunicative della società e del presidente Sebastiani. La rabbia porta a parlare e sparlare e forse restare in silenzio senza esacerbare ancora di più gli animi di una piazza sull'orlo di una crisi di nervi sarebbe stata la scelta migliore. Ma si sa, in quanto a comunicazione il presidente della Delfino Pescara 1936 ha sempre difettato. Tornando alla partita, anche Oddo è stato al centro delle polemiche. Lo zoccolo duro del tifo pescarese chiedeva a gran voce le dimissioni del tecnico che, però, non sono arrivate. Oddo è sempre stato un condottiero e siamo convinti che, di sua sponte, non abbandonerà mai la nave. Una cosa va detta. Anche l’allenatore ha perso le sue certezze. Il Pescara non si esprime più come l’anno scorso e come inizio campionato. Il motivo? L’inesperienza e la paura di Oddo. Questa squadra ha nel DNA un gioco dinamico, brillante e di qualità. Cambiando assetto tattico e innestando qualche pedina, si sono perse queste caratteristiche. Gli arrivi di gennaio non sono stati così importanti da stravolgere l’identità. Sono arrivati alcuni giocatori con caratteristiche completamente diverse rispetto a quelle della maggior parte della rosa. Per questo motivo il gioco non è più sfavillante. Adesso si pensa a non prenderle e a ripartire ma non c’è il giusto numero di interpreti per poter esprimere questo tipo di filosofia. Allora bisognerebbe tornare all’origine ma, ormai, è troppo tardi. 

Commenti
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da guardiadorlando

Non c'è molto da variare in squadra, eccettuato il fatto - di esempio dal Pescara alla Juve, Cuadrado docet - che è inutile impuntarsi sui soliti nomi: ad esempio, un Cubas fatto venire dall' Argentina e scarsamente impiegato; come, affidarsi all' "usato sicuro" - Muntari docet. Sebastiani è un ottimo presidente. Basta, però, con le rendite di posizione.Se coscienza della serie B c'è, si abbia più coraggio a far da vetrina a giovani talentuosi.

da Peggiodicosi

Povero Pescara, ormai ridotto allo sfascio, VERGOGNA

da raf65

Cmq Oddo non è lo Schettino della situazione abbandonare per mettere chi? Qualcuno dice Stramaccioni ma mi ricordo bene che quattro anni fa con l'Inter fece un girone di ritorno disastroso. ..figurarsi qui in riva all Adriatico

da GermanodaCuneo

Oddo se vuole restare anche in serie B non si deve inimicare i tifosi del Pescara con le sue ultime dichiarazioni, anzi umilmente, insieme al Presidente Sebastiani, deve dichiarare chi si impegnerà con una buona squadra di ritentare la scalata alla serie A.....

da Shawn

Il paracadute per una squadra neo promossa in Serie A è 10 milioni.

da bossarello75

A miltontita cussu se ne va a fine anno con ulteriori 25 milioni in saccoccia del paracadute

da miltonTita

dopo averci dormito sopra , mi viene da pensare che sia troppo facile assecondarlo ora… ritengo che sia un enorme errore dirgli che "se ne deve andare"… io invece ho cambiato idea e ritengo che debba rimanere e rimetterci fino all'ultimo centesimo… ricordatevi che se non arrivano semilavorati (giocatori) da poter rivendere(chi dovrebbe scovarli?) , un paio di anni in B ,senza introiti, non gli farebbero male.

da alberto

Un condottiero riesce a caricare i suoi uomini in modo adeguato per combattere. Io vedo calciatori impauriti, incapaci di ragionare. Mi sembra che i tanti rigori sbagliati siano la cartina di tornasole sul carisma inesistente dell'allenatore. In un campo di calcio un arbitro che sbaglia diventa cornuto e un presidente , già chiamato "pinocchio" non deve meravigliarsi del coinvolgimento dei famigliari.

da Delfinosaggio

Pinocchio non se ne andrà ne sono certo, non mollerà l'osso così facilmente, ed essendo un paraculo io già so la sua mossa per risvegliare l'entusiasmo e riportare la gente dalla sua parte ed ottenere un buon numero di abbonati, io sono convinto che riporterà Zeman dal prossimo anno vedrete, segnatevi queste parole...anche perché lui sa benissimo che allo stadio non ci andrà più nessuno, allora l'unica mossa e' riportare il boemo, non credo che si confermerà Oddo, dopo uno scempio di campionato come questo sarebbe una mezza follia riconfermarlo

da Canesciolto!

DOVE STANNO ORA QUELLI CHE HANNO FATTO IL CLUB PER IL RAG. DANIELE SEBASTIANI? CHE POI SONO GLI STESSI DEL CLUB GERARDO SOGLIA. Quelli che non capiscono un cazzo! ANDATE A CREPARE INSIEME A TUTTI I PRESIDENTI FALLIMENTARI CHE ABBIAMO AVUTO.

da galeone4-3-3

Germano manda un abbraccio a Corrado e chiedegli cosa ne pensa del portiere Bizarri .

da Cappellone

Mi spiace se c'è gente che ci crede ancora. La curva è finita. Si sbandierano valori che appartengono solo ai grandi leader e ai personaggi del passato. Ricacciando perennemente cori anti-lazio che appartengono ad un passato che non riescono neanche a difendere. La curva è lo specchio della nostra 'amata società', e viceversa.

da GermanodaCuneo

Oddo se vuole restare anche in serie B non si deve inimicarsi i tifosi del Pescara, anzi umilmente, insieme al Presidente, deve dichiarare chi si impegnerà con una buona squadra di ritentare la scalata alla serie A.....Corrado (Presilaquilateatina) ha detto che Bianchi Arce e Caraglio che aravano il campo "quill sci cheerano jucatur' rispetto ai nuovi arrivati "fracichi" di quest'anno. Inoltre, quest'anno è stato il primo a fare l'abbonamento e sarà il primo a riportarlo sul tavolo di Sebastiani......Non può scrivere commenti col computer, ma vi saluta tutti caramente.....

da Hurricane81

Potete continuare a postare tutti gli articoli delle varie testate giornalistiche,ma tanto quello lí l'osso non lo molla se prima non trova qualcuno a cui rivenderselo e farci un'ulteriore plusvalenza pss

da galeone4-3-3

Finalmente qualcuno che fa le domande giuste. SEBASTIANI VATTENE.

da galeone4-3-3

“Il Pescara non può trovare alibi e, sinceramente, il vero e unico responsabile è Daniele Sebastiani. Il Pescara, in un mese, ha bruciato tutto ciò che di buono aveva fatto lo scorso anno in B. Se al Crotone possiamo concedere l’attenuante della prima volta, al Pescara no. Il Pescara ha fatto anche peggio della prima volta. Dove sono finiti i soldi della mutualità e i tanti soldi incassati per la cessione dei giocatori? E’ giusto fare cassa, tanta se sei bravo, ma quando arrivi in A devi avere rispetto della città e dei suoi tifosi che ti consentono di fare calcio vero. Il Pescara quest’anno ha preso a schiaffi la passione dei tifosi. Oddo ha poche responsabilità. Come allenatore non mi entusiasma, ma se lo scorso anno non era fenomeno, quest’anno sicuramente non è un incompetente

da galeone4-3-3

Ecco, questo è il punto. Essere esasperatamente più deboli della maggior parte dei tuoi stessi concorrenti. Al di là degli errori tecnici o meno, il problema è che il Pescara oggi non è una squadra che sia almeno in grado di galleggiare in serie A. E' come buttare in alto mare uno che appena annaspa le braccia, o come organizzare un match di boxe tra Tyson e un peso piuma. Il Pescara, dicono, ha sbagliato tutto. Il presidente Sebastiani non è un imprenditore particolarmente ricco e danaroso, quanto piuttosto un operatore finanziario con certe capacità, che ha cercato di portare nel calcio i suoi metodi. E cercato di vivere e sopravvivere con le "plusvalenze" di calciomercato.

da PieroMilano

DA REPUBBLICA.IT http://www.repubblica.it/sport
/calcio/serie-a/2017/02/06/new
s/campionato_crisi_cure_abodi-
157711385/

da Warco

Come si fa a dire che Oddo ha poche responsabilità? Un allenatore che fa solo 6 punti in 23 partite ha enormi responsabilità, questa squadra vale diversi punti in più anche se non è da salvezza.

da galeone4-3-3

Io vorrei vedere una serie A fatta da un altro Presidente, ma questa possibilità chissà se ci verrà data. SEBASTIANI VATTENE

da Liuk

A me basterebbe arrivare alla doppia cifra in classifica......non chiedo mica la luna! O si........?

da Harken

FONTE TMW TMW.....Restando sul campionato, il Pescara non può trovare alibi e, sinceramente, il vero e unico responsabile è Daniele Sebastiani. Il Pescara, in un mese, ha bruciato tutto ciò che di buono aveva fatto lo scorso anno in B. Se al Crotone possiamo concedere l'attenuante della prima volta, al Pescara no. Il Pescara ha fatto anche peggio della prima volta. Dove sono finiti i soldi della mutualità e i tanti soldi incassati per la cessione dei giocatori? E' giusto fare cassa, tanta se sei bravo, ma quando arrivi in A devi avere rispetto della città e dei suoi tifosi che ti consentono di fare calcio vero. Il Pescara quest'anno ha preso a schiaffi la passione dei tifosi. Oddo ha poche responsabilità. Come allenatore non mi entusiasma, ma se lo scorso anno non era fenomeno, quest'anno sicuramente non è un incompetente. E' un allenatore giovane, bravo, che deve sbagliare nel tempo. Farà una bella carriera ma Sebastiani avrebbe dovuto gestire tutta l'annata diversamente. Acquisti sbagliati, reparti mai completati e anche in panchina serviva un tecnico con una base di esperienza. Avrebbe fatto anche il bene di Oddo, il quale avrebbe dovuto avere la lucidità di fermarsi e disputare un altro campionato di B. E' vero che Sebastiani è il Presidente ma non è il capo assoluto della società. DOVE SONO I SOLDI??!?!?!?

da Secerabjarnason

"non sempre hai gli Immobile, insigne e Verratti da vendere" ma a Repubblica lo sanno che avevamo solo Verratti da vendere?

da alex__74

CONCORDO CON TUTTO QUELL CHE HA SCRITTO CRISCITIELLO..PAROLE CHE DOVREBBERO PRONUNCIARE ANCHE GLI PSEUDO GIORNALAI DI PESCARA

da Harken

da lesotutteio Qui non si contesta il budget che pinocchio ha messo sul tavolo BEH SAREBBE DA CONTESTARE ANCHE QUELLO. TOLTI I RISCATTI OBBLIGATORI (TUTTI AMPIAMENTE DENTRO LAPADULA, VERRE COMPRESO) SEBASTIANI HA SPESO ZERO. ZERO. FAI LA SERIE A E SPENDI ZERO. IL PROBLEMA è CHE NON TI CHIAMI GALLIANI E NON HAI UNA ROSA DI PARTENZA DA MEZZA CLASSIFICA.

da Benali

Riguardo ai cori penso che quando giochi con la passione puoi anche ricevere in cambio cori che vanno sul personale. Per quanto riguarda la squadra, io non credo che sia cosi scarsa, ma son convinto che il più inadeguato sia l'allenatore. Si parla di rosa dello scorso anno sopravvalutata, ma cosa vogliammo dire di un allenatore che con gente come Lapadula, Caprari, Torreira, tanto per citarne 3, è arrivato 4 in campionato ?

da alex__74

CHI HA SCRITTO L'ARTICOLO DELLA REPUBBLICA E' UN'IGNORANTE. A PESCARA L'INGERENZA E INFLUENZA DEI TIFOSI NON CE MAI STATA FINO A DOMENICA..QUINDI CHE CAZZ V'ACCUNDET? PER DENIGRARE I TIFOSI CI METTETE SEMPRE UN SECONDO. VOLETE TUTTI TIFOSI POLTRONATI E SEMPRE PIU' RINCOGLIONITI VERO? QUESS E' LA VOSTRA MISSION. VI PUZZA PIA' NA PARALISI

da 1PE

"Caro" Presidente, Qui siamo davvero al ridicolo. C'è qualcosa di farsesco -da teatro dell'assurdo- nelle sue ultime dichiarazioni. Lei che minaccia di lasciare, perché, a suo dire, sarebbe stanco. In altre occasioni ha già oltraggiato verbalmente la tifoseria di Pescara, ma tutto le è stato perdonato, in ragione di una presunta comunità di intenti. Contestualmente sta anche oltraggiando la storia di questa maglia e questo non possiamo permetterglielo. Da ragioniere e proprietario di un'azienda finanziaria lei ha attenzione e occhio per le contabilità, per gli aspetti finanziari e sicuramente questo le va riconosciuto; un’azienda, una società, non si porta avanti con buoni propositi e bei sentimenti, neanche con la dedizione assoluta, se non c’è anche chi fa quadrare i conti. Ma, d’altro canto, una società sportiva non si porta neanche avanti guardando solo ai conti. Quegli elementi di sentimento e passione, sono anche essi fondamentali, tanto quanto saper delegare dopo aver scelto persone capaci intorno a sé. Ma torniamo a parlare di quella comunità di intenti per la quale le abbiamo perdonato tante cose. Il calcio è cambiato e tanto. L’estrema professionalizzazione dell’intero settore, ampiamente in contrasto con la visione del tifoso tradizionale, hanno portato alla scomparsa di molte figure che un tempo erano gli attori fondamentali di questo sport. Il giocatore bandiera è oramai una rarità, la partita alla domenica pomeriggio non è più un appuntamento fisso, bensì un’eventualità, così come il presidente tifoso, appassionato, che ama i propri colori, la propria squadra e fa follie per essa. Consci di questo cambiamento abbiamo accettato la sua presidenza, sapendo che il suo interesse non era da appassionato, da tifoso, ma da imprenditore, da persona che voleva guadagnare con questa squadra, facendo bene. Ma nella nostra semplice mente di tifosi, per guadagnare bisogna costruire, formare calciatori, farli crescere, predisporre processi e strutture per la loro crescita, ottenere risultati sul campo, creare un ciclo virtuoso. Nel 2012 grazie ad un arrembante Zeman siamo saliti in serie A. Abbiamo accolto quella promozione con il massimo della gioia. Che bello essere primi in serie B! Abbiamo poi guardato un po’ perplessi alla campagna acquisti, all’ingaggio del nuovo allenatore, inesperto per la categoria, a fantomatici giocatori che arrivavano all’Adriatico.. Abbiamo tifato, sperato, ci siamo disperati e infine siamo retrocessi. Ma nonostante qualcuno avesse già capito tutto e puntasse il dito contro di lei, abbiamo perdonato. Abbiamo ritenuto il tutto un problema di gioventù, di inesperienza, del resto era presidente da poco e la serie A è ben diversa dalla B, era un tentativo. E poi un sogno. Un allenatore di Pescara prende la nostra squadra, riproviamo ad andare in serie A. Ci carichiamo con lo spareggio di Bologna, ci ritroviamo tutti insieme a soffrire e tifare nel caldo di quel settore ospiti. Quella sconfitta ci fa crescere, ci riunisce e ci fa capire che l’anno successivo ce la faremo, non per caso, ma per una precisa volontà. Crediamo davvero ci sia comunione di intenti. E crediamo anche che Mister Oddo sia la persona giusta, al di là delle capacità tecniche – fa un bel calcio – crediamo davvero possa fungere da “guardiano” da garante, uno di noi messo lì, a controllare anche l’operato di un presidente più attento ai soldi che al resto. “Quest’anno non faremo la figuraccia dell’ultima serie A” è la frase che nell’estate 2016 si sente un po’ dovunque in città. Anche i più pessimisti che parlano di retrocessione quasi certa, sono sicuri di questo. E qualcuno sogna l’Europa League… E invece, le illusioni ben presto si scontrano contro una realtà più amara del peggior incubo di qualsiasi tifoso. Ecco se c’è stato un momento in cui abbiamo sbagliato tutti, compresi noi tifosi, è stato quello, l’estate 2016. Abbiamo sbagliato a darle fiducia, a pensare che ci fosse una reale comunità di intenti. Abbiamo sbagliato, ingenuamente, nel credere che Mister Oddo potesse essere lì da pescarese, e nel credere nelle sue capacità tecniche. Questa è la nostra, imperdonabile, colpa. Avremmo dovuto marcarla stretto, pretendere giocatori, fare casino. Con il suo italiano stentato probabilmente ci avrebbe tacciati di disfattismo, ci avrebbe dato dei gufi, avrebbe detto che non sappiamo costruire nulla, solo criticare, ma almeno avremmo salvato un po’ di dignità, quantomeno la nostra. Ci troviamo adesso a inizio febbraio con 6 punti ottenuti sul campo. 6 punti in 23 giornate, una media di 0,26 punti a partita, una vergogna. Non c’è altra parola e c’è poco da aggiungere. Ed è qui che probabilmente si dovrebbe guardare indietro e dire “Abbiamo sbagliato!” e chiedere scusa. Le scuse non cambiano nulla, non riparano i cocci, non riportano la situazione ad essere positiva, ma la dicono lunga sulle persone. E invece di chinare il capo, cercare di salvare il salvabile, dare conto della fiducia ricevuta, lei torna – sempre con il suo italiano stentato – ad accusare, a fare l’offeso, a parlare. E’ l’ultima difesa di chi non sa più dove sbattere la testa, l’attacco insensato e fuori luogo, immotivato, avulso da ogni contesto – teatro dell’assurdo – quindi. Perdonarla ancora sarebbe imperdonabile – giochiamo un po’ con le parole – da parte nostra. Lei parla per parlare, dice tante cose, offende, fa l’orgoglioso, siamo abituati. Ma per una volta le chiediamo di dare seguito alle sue parole, lasciare stare, andare, mettere in vendita. Riesce per una volta a dare seguito alle sue parole?

da SOLO BIANCAZZURRO

sebastiani visto? ti stai sputtanando in tuttto il mondo calcistico. Anche Sconcerti ieri sera ti ha fatto nero nero. Ma chi te lo fa fare ad aspettare la fine dell'anno? VATTENE SUBITO!!!!!

da lesotutteio

Qui non si contesta il budget che pinocchio ha messo sul tavolo. Qui si contesta il fatto che non abbiamo uno straccio di progetto tecnico

da torcida

Michele Criscitiello torna a parlare del Pescara. Nel suo editoriale su Tmw intitolato “Arcore-Pechino Express: Montella ha perso il volo. Sebastiani, questa volta non hai scuse. Gabbiadini-Ranocchia: che pasticcio. Cara famiglia Donnarumma, Mino vi ammazza” indica nel presidente Sebastiani il responsabile dell’attuale situazione in casa Pescara ed al tempo stesso minimizza i demeriti di Massimo Oddo. Così Criscitiello nel suo scritto riguardo le questioni biancazzurre: “Il Pescara non può trovare alibi e, sinceramente, il vero e unico responsabile è Daniele Sebastiani. Il Pescara, in un mese, ha bruciato tutto ciò che di buono aveva fatto lo scorso anno in B. Se al Crotone possiamo concedere l’attenuante della prima volta, al Pescara no. Il Pescara ha fatto anche peggio della prima volta. Dove sono finiti i soldi della mutualità e i tanti soldi incassati per la cessione dei giocatori? E’ giusto fare cassa, tanta se sei bravo, ma quando arrivi in A devi avere rispetto della città e dei suoi tifosi che ti consentono di fare calcio vero. Il Pescara quest’anno ha preso a schiaffi la passione dei tifosi. Oddo ha poche responsabilità. Come allenatore non mi entusiasma, ma se lo scorso anno non era fenomeno, quest’anno sicuramente non è un incompetente. E’ un allenatore giovane, bravo, che deve sbagliare nel tempo. Farà una bella carriera ma Sebastiani avrebbe dovuto gestire tutta l’annata diversamente. Acquisti sbagliati, reparti mai completati e anche in panchina serviva un tecnico con una base di esperienza. Avrebbe fatto anche il bene di Oddo, il quale avrebbe dovuto avere la lucidità di fermarsi e disputare un altro campionato di B. E’ vero che Sebastiani è il Presidente ma non è il capo assoluto della società. Questo va specificato. I Presidenti commettono degli errori così come gli agenti” Foto: Sportitalia

da Hurricane81

Condivido l'articolo di Repubblica sul discorso in generale,xrò dico anche che una squadra neopromossa ha l'obbligo di essere competitiva almeno con la quint'ultima e la quartultima,e x questo non c'é bisogno credo di avere chissà quanti soldi,ma saper valutare i giocatori e avere un progetto tecnico valido.

da pescaratiamo

la sentenza è uscita caro pinocchio, chi semina vento raccoglie tempesta. era ora che qualcuno si svegliava.

da Rebo2ilritorno

L'ingerenza dei tifosi è un problema? A Repubblica stanno male seriamente.

da NeSeMEnU

il problema è uno: quando sei il Presidente di QUALSIASI squadra di calcio...come ti prendi gli elogi quando meritati...ti prendi anche le parole ..pure pesanti e non sul personale. E in ogni caso fino a prova contraria la figlia di sebastiani se non si fosse fidanzata con Bruno dubito che l'avrebbero presa in considerazione......! Che poi non giustifico nemmeno io il coro dei rangers sulla figlia ma ripeto: quando sei presidente di una squadra ti prendi il BELLO e il BRUTTO.

da Harken

finalmente del "metodo sebastiani" ne iniziano a parlare anche fuori Pescara (qui, invece, tutto tace). VATTENE horny

da tusciabruzzese

Da Repubblica.it - Il club abruzzese, nessuna vittoria finora sul campo, rappresenta lo specchio di quello che è oggi la serie A. Un torneo dove ci sono squadre che non sono in grado non tanto di competere quanto di giocare almeno la stessa partita. Praticamente degli sparring partner. PESCARA - Il campionato di Serie A finisce qui, nel Mar Adriatico, piatto e bassissimo, davanti allo Stadio "Giovanni Cornacchia" (ostacolista pescarese degli anni '60). Il mare qui è profondo appena 9 punti, veramente una miseria. Nemmeno una vittoria "vera" per il Delfino Pescara 1936 - ex laboratorio di un calcio straordinario come quello di Galeone e Zeman e ora vittima sacrificale in rapida picchiata verso la serie B -, l'unica vittoria ottenuta è quella dei tre punti a tavolino per una svista burocratica del Sassuolo. Poi sei pareggi, il tracollo, l'umiliazione di una classifica disastrosa. Quei 9 punti, 6 reali, oltre a essere un record negativo - Sunderland e Crystal Palace ultimi in Premier ne hanno 19, Granada e Osasuna in Liga ne hanno 10 ma almeno una partita vera l'hanno vinta, il Lorient in Ligue 1 ne ha 21, anche il Darmstadt in Bundesliga ne ha 9 ma in 19 partite e non in 23 - sono l'espressione di un calcio assurdo. Ormai a due, se non tre, quattro, cinque velocità e che è un'impresa titanica tenere tutto insieme. In serie A abbiamo una Juveve che vince tutto, ma anche una melassa sempre più vischiosa ed estesa di squadre che non sono in grado non tanto di competere quanto di giocare almeno la stessa partita. Praticamente degli sparring partner. IL CASO PESCARA E IL CALCIOMERCATO CREATIVO - Massimo Oddo, pescarese, ex terzino di Lazio e Milan, campione del mondo 2006, 38 anni, figlio di Francesco Oddo, allenatore degli anni 80, 90 e 2000 con un'esperienza lunghissima nel calcio di provincia, e che pertanto certe situazione le ha sempre respirate, dopo i 6 gol presi dalla Lazio riassume tutto in una frase chiave. "Ti ritrovi a giocare con formazioni nettamente più forti di te". Ecco, questo è il punto. Essere esasperatamente più deboli della maggior parte dei tuoi stessi concorrenti. Al di là degli errori tecnici o meno, il problema è che il Pescara oggi non è una squadra che sia almeno in grado di galleggiare in serie A. E' come buttare in alto mare uno che appena annaspa le braccia, o come organizzare un match di boxe tra Tyson e un peso piuma. Il Pescara, dicono, ha sbagliato tutto. Il presidente Sebastiani non è un imprenditore particolarmente ricco e danaroso, quanto piuttosto un operatore finanziario con certe capacità, che ha cercato di portare nel calcio i suoi metodi. E cercato di vivere e sopravvivere con le "plusvalenze" di calciomercato. Al Pescara di Sebastiani questo è già successo dopo l'anno trionfale di Zeman; adesso solo un miracolo di San Cetteo, protettore della città abruzzese, potrebbe salvarlo. COMPRA E VENDI PER SOPRAVVIVERE - Il Pescara è rimasto dunque solo con la sua debolissima squadra, alcuni dicono addirittura meno forte di quella che ha vinto lo scorso anno il campionato di B. Non sempre ci sono Verratti, Immobile e Insigne da vendere, e in ogni caso non è detto che l'operazione vendi e poi compra riesca. E infatti anche quel Pescara lì retrocesse. Insomma se per caso toppi la campagna acquisti amen. Il calcio dei parametri zero e dei giocatori gratis o quasi (Aquilani, Gilardino, Muntari, Stendardo e così via) è una scommessa molto a rischio, quasi sempre perdente. L'aver investito 4 milioni sul riscatto di Verre, giocatore poi rivelatosi ininfluente, ha fatto saltare tutto, mandato a pallino la promozione del Pescara in A. Pensate cosa possano essere 4 milioni oggi per un grande club di A. Praticamente niente. Si torna dunque sempre al solito problema: non si può vivere di calciomercato. Soprattutto quando diventa un tipo di attività finanziaria collaterale che va al di là dei classici introiti tipo diritti tv, botteghino, merchandising etc. Un Monopoli del football di cui Walter Sabatini è diventato addirittura il guru osannatissimo: zero titoli in 5 anni di Roma, ma 100 e passa milioni mandati in cassa. Già perché ormai questo modo di fare è diventato regola comune, travisando il vero senso del calciomercato, che prima di tutto dovrebbe avere scopi tecnici e solo dopo finanziari. Altrimenti si rischia la classica "bolla" che esplode al primo colpo di spillo, oppure si disastrano le casse del club, oppure ancora - come nel caso del Pescara - dopo la promozione in serie A si riprecipita subito in serie B. LA CONTESTAZIONE DEI TIFOSI - I tifosi del Pescara ovviamente contestano duramente tutto e tutti, dal presidente all'allenatore alla squadra. Hanno rovinato la cena di Natale presentandosi alla festa con lo striscione "Vergognatevi", hanno persino chiesto che il Pescara non giochi più in maglia biancoazzurra, perché i ragazzi di Oddo non sarebbero degni di portarla. Ma questo purtroppo è un panorama molto comune in serie A, l'influenza e l'ingerenza dei tifosi sono un ulteriore danno grave che toglie tranquillità e destabilizza addirittura i piccoli club presi nella morsa stritolante della serie A. L'ASSURDO DELLA SERIE A A 20 SQUADRE - E' sempre più evidente che la serie A a 20 squadre ormai fatica a tenersi insieme, troppa disparità fra i grandi club e le altre. La frattura tra le ultime tre e il resto del campionato rischia di produrre un campionato senza obbiettivi. Si viene a creare una classe media di otto-dieci squadre che giocano mezzo campionato completamente disinteressate all'esito e al risultato. Il Genoa può permettersi a gennaio di vendere giocatori importanti come Rincon e Pavoletti e dare il via a un altro ciclo di calciomercato e business. Tanto non rischia nulla o quasi. Ma la riduzione della serie A almeno da 20 a 18 non è mai passata, ed è uno dei tanti punti fallimentari della gestione Tavecchio. Ma così rimarremo per chissà quanti altri anni. Un campionato che sta sempre peggio e non fa niente per curarsi. La Serie A infatti si sta sempre più allungando, gli scalini tra gruppi di squadre e altre diventano sempre più alti e insormontabili. Praticamente la Serie A sta perdendo la caratteristica genetica che l'ha sempre contraddistinta, e cioè di essere un posto dove ogni partita devi/dovevi giocartela alla morte se non vuoi rischiare. Ma quando mai. IL MECCANISMO INCEPPATO TRA SERIE A E SERIE B - E' evidente anche che non funziona più il meccanismo di ricambio tra Serie A e Serie B, non tanto per il numero di promozioni e retrocessioni (3), quanto perché è evidente che la Serie B non sta producendo squadre in grado di stare in A. Lo scorso anno sono tornate subito in B Carpi e Frosinone, quest'anno si aspetta il verdetto per Crotone e Pescara. Non è un fatto questo che dà ragione alla teoria Lotito (il famoso "Mica mi vorrai mandare in serie A il Carpi e il Frosinone?"), quando un problema di qualità e robustezza delle neopromosse in serie A. L'EFFETTO PARACADUTE: RETROCEDERE CONVIENE? - A invelenire ancor di più i problemi, il sospetto che ci si sia messo di mezzo anche il cosiddetto "paracadute". E cioè il fatto che le squadre che retrocedono in serie B prendono dei soldi per attutire i contraccolpi finanziari della retrocessione. 25 milioni per chi è stato 3 anni in serie A, 15 milioni per 2 anni, 10 milioni per un solo anno. Fino a un massimo di 60 milioni in totale. Insomma per i maligni retrocedere potrebbe addirittura essere un affare e fare l'elastico tra la serie A e la B addirittura un obbiettivo. Il Pescara attuale è già a due promozioni e una retrocessione e mezza... In realtà non è proprio così, visto che rimanere in serie A rende assai di più per via dei diritti TV che per un club come il Pescara vangono circa 23 milioni di euro. E poi il meccanismo del "paracadute" non è unico. Esiste anche in altri campionati europei: l'Aston Villa retrocesso in Championship prenderà addirittura 87 milioni di sterline in tre anni. Il "paracadute" comunque rischia di essere un ulteriore fattore di frattura e squilibrio nel già delicato e instabile meccanismo salvezza. COSA DICE IL PRESIDENTE DELLA B ABODI - Di questo abbiamo chiesto spiegazione direttamente al presidente della Lega di B, Andrea Abodi da poco riconfermato alla guida della sua Lega. Abodi non nasconde e anzi ammette il problema. "Non si può non ammettere che ci sia un problema di qualità e di relazioni tra Serie A e Serie B. Siamo di fronte a un dialogo solo di cortesia tra gentiluomini, ma dal punto di vista operativo sostanzialmente inesistente. Non è solo un problema di differenza di fatturati, è la mancanza di una visione comune. Serve una mutualità che non sia semplicemente un fattore di costo, ma un elemento essenziale che tenga a contatto le due categorie. Il paracadute così com'è non produce nulla di virtuoso. E se due squadre su tre promosse dalla B alla A tornano indietro vuol dire che il problema esiste. C'è troppa distanza, non è solo un problema di format dei due campionati. Il calcio è una piramide e deve capire che la base deve essere robusta. Il paracadute così come è oggi non funziona. Servono infrastruttore e solidità finanziaria, serve che la Federcalcio e la Lega sentano il problema e che non si vada avanti a decisioni unilaterali. E' una questione di soldi, certo ma io credo che i soldi debbano essere corrisposti solo per obbiettivi precisi: un sostegno alla gestione ovvio, ma anche per infrastrutture come stadi e centri di allenamento e settori giovanili. Insomma dobbiamo ricostruire tutti insieme la piramide del calcio". Ecco, così stanno le cose: la piramide del calcio ha una base sempre più stretta, mentre il vertice si sta sempre più alzando. CONCLUSIONE - Serie A e Serie B faticano ormai a stare insieme e la serie A a sua volta si sta fratturando forse irrimediabilmente. Intanto il povero, umiliatissimo Pescara resta sempre più solo. Il mare di fronte allo stadio Cornacchia è profondo appena nove punti, ma fai un solo passo e affoghi.