Sebastiani-Barbarossa, si rinnova l'alleanza

La famiglia del marchio Acqua&Sapone presente al Poggio per alcuni doni alla squadra e allo staff.

da Nicola Di Giovanni
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Sebastiani-Barbarossa, si rinnova l'alleanza, foto 1

Alcuni pacchi dono e un saluto alla squadra da parte della famiglia Barbarossa, in rappresentanza di Acqua&Sapone. Un'alleanza, seppur esterna alla Delfino Pescara 1936, che dura già da qualche anno e che oggi è stata rinnovata.
«Ringraziamo la famiglia Barbarossa e Acqua&Sapone che ci sono stati vicini - dice il presidente Sebastiani - Come ogni anno hanno voluto omaggiare squadra e staff con un pacco regalo, un gesto importante perché avere aziende vicine è fondamentale in un momento come questo». La parola passa quindi a Enio Barbarossa: «Ci sentiamo vicini alla squadra perché Pescara rappresenta l'Abruzzo. Capisco i sacrifici che fa Sebastiani, sacrifici che ci hanno regalato una promozione bellissima. Quest'anno è andata male, ma con l'arrivo di Zeman che io considero il Maradona degli allenatori si sta già vedendo qualcosa, sono contento di riaverlo qui. L'anno scorso abbiamo fatto la stessa iniziativa con questi doni e poi abbiamo vinto diverse partite consecutive, speriamo sia di buon auspicio. Continuiamo a essere vicini a Sebastiani, soprattutto dopo il brutto episodio che ha visto coinvolta la sua famiglia. È troppo facile dare sempre la colpa al presidente, l'importante è non perdere la serenità e che certe cose non accadano».
«Non siamo retrocessi - prosegue Nando Barbarossa - andremo a vincere a Empoli, possiamo giocarcela ancora. Con Zeman si può creare un percorso in grado di colmare il gap che c'è con le altre di Serie A. Seguo il Pescara da 30 anni, ringrazio Sebastiani perché serve passione e sacrificio, ma anche sapersi scegliere i manager. Io ho amici imprenditori a capo di grandi aziende, faccio l'esempio di Cestaro che però ha visto fallire il suo Padova. Non basta quindi l'imprenditore, ma servono i manager».
E a proposito di manager, l'ultima parola tocca al tecnico Zdenek Zeman, presente alla conferenza, che inizia riprendendo parte delle parole di Enio Barbarossa: «Io il Maradona degli allenatori? Non ho la sua pancia (ride, ndr). A Empoli dobbiamo provarci, le possibilità aritmetiche ci sono ancora. Spero però che gli stimoli non siano arrivati solo grazie al Milan, questa squadra ha sempre fatto benino con le grandi, bisogna farlo anche con le altre. Non riesco a incidere come vorrei, anche col Milan avremmo potuto fare meglio, ma riconosco alla squadra grande impegno e volontà». Una battuta finale su Coulibaly: «In Italia appena un giocatore fa una buona partita già si parla di Milan, Real Madrid e Barcellona. Penso serva calma per vedere cosa riesce a fare, il talento c'è ma non basta».

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