Il corsivo del lunedì. Un futuro tutto da scrivere

Mai come oggi il futuro è visto dalla piazza più come un qualcosa da temere che come attesa di nuove gioie.

da Redazione
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Il corsivo del lunedì. Un futuro tutto da scrivere, foto 1

Commentare l'ennesima sconfitta del Pescara è ormai inutile. Quella contro il Crotone è solo l'ultima di una lunga serie che ha portato il Delfino ad un ultimo posto imbarazzante, col serio rischio di battere record negativi che peseranno non poco sull'orgoglio, già ferito, dei tifosi biancazzurri. Questo finale di stagione, che si sperava di vivere con un atteggiamento diverso, o quantomeno più libero vista la retrocessione, sta peggiorando una situazione di per sé già compromessa. Tutto si ripercuote sul futuro che, mai come oggi, è visto dalla piazza più come un qualcosa da temere che come attesa di nuove gioie.
Ma come mai ci si appresta a vivere i prossimi mesi con questo palpabile fatalismo? Il secondo fallimento su due partecipazioni in Serie A targate Sebastiani non va proprio giù. Non è la retrocessione, ma il modo in cui questo è avvenuto. Il Pescara sarebbe poco sopra la zona salvezza anche unendo i punti conquistati quest'anno a quelli del 2012/2013 e, in un campionato più agguerrito, probabilmente retrocederebbe comunque. All'orizzonte poi ci sono le politiche societarie che quest'estate saranno orientate alla rivoluzione, ad un progetto tecnico da rifondare per l'ennesima volta in questi anni, con tante operazioni che faranno ancora discutere sulla priorità data ai progetti economici rispetto a quelli sportivi. Tutto questo, unito ai continui errori di comunicazione, agli atteggiamenti sbagliati nei confronti delle legittime critiche, creano una naturale e forte diffidenza, per usare un eufemismo, nei confronti di chi dirige questa compagine societaria.
C'è poi il capitolo Zdenek Zeman. Una minoranza, e non lo diciamo con intenti denigratori, non gli ha ancora perdonato l'addio di cinque anni fa, ma in tanti continuano ad amare il suo modo di fare e di parlare, la sua filosofia, il suo calcio. Il timore, tuttavia, è che, con le premesse già illustrate poco sopra, quel bel miracolo sportivo che ha fatto innamorare Pescara nel 2012 possa restare un unicum. Valutare il boemo per quanto visto in questo campionato è senz'altro sbagliato, ma qualche scelta si è capita poco e, in generale, i miglioramenti sono stati impercettibili. Forse, in mezzo a tutte queste difficoltà, anche per lui diventa un'impresa trovare il bandolo della matassa, portandolo ad alcune contraddizioni nelle sue scelte. Di certo, però, se nell'estate del 2011 attorno alla figura di Zeman c'era tanta curiosità, oggi c'è una cautela maggiore che scaturisce anche dalla volontà di capire se sarà capace di imporsi sul mercato e cercare i nuovi Verratti, Insigne e Immobile.
Ripartire con queste basi, insomma, potrebbe creare non poche difficoltà. Certo, la Delfino Pescara 1936 ha saputo tirarsi fuori da situazioni simili in questi anni: il già citato 2011/2012 quando, prima dell'arrivo di Zeman, la tifoseria aveva contestato la dirigenza allora guidata da Peppe De Cecco; dopo la rovinosa retrocessione dalla Serie A due anni dopo; infine, nel deludente campionato successivo in Serie B. Ma dopo una stagione così brutta, vissuta da molti come un'umiliazione bruciante, su quali basi si potrà ricostruire? 

Commenti
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da lumatt

Secondo voi cari amici Zeman si ripeterà in serie b come quell anno fantastico? Io mi auguro di nò...xkè dovremmo subire ancora per tanto tempo pinocchio !!! noo

da tusciabruzzese

Ma un giornalista che gli chieda: "e quali sono stati i 3 principali errori"?

da pirata

Condivido il pensiero di Harken ed aggiungo che sarà anche la stampa locale a retrocedere considerato che l'anno prossimo non avranno visibilità solo perchè si sono prostrati a sua eminenza pinocchio che ha prodotto uno sfacelo. Ha anche confessato"abbiano sbagliato", e no caro pinocchio, tu hai sbagliato perchè le scelte sono state solo ed esclusivamente tue perseverando dopo la debacle di 4 anni fa e facendo ancora peggio, badando solo all'aspetto economico e non quello sportivo per mancanza di programmazione, idee e rapporti con altre società, chiunque è buono a prendere uno svincolato.Amen

da UK_Dolphin

Non c'e' futuro con cullu', e secondo me il peggio deve ancora arrivare...

da baka

In maniera più elegante ma harken ha espresso il mio punto di vista

da Max1967.

"Tutto si ripercuote sul futuro che, mai come oggi, è visto dalla piazza più come un qualcosa da temere che come attesa di nuove gioie"......

da galeone4-3-3

Purtroppo Harken, parole sante le tue.

da Harken

Su quali basi si potrà ricostruire? Sulle stesse di prima: combro a 0 e vendo a dando. Città anestetizzata, stampa nella quasi totalità priva di spina dorsale, incapace di chiedere conto a cullù, di fare domande in modo educato ma scomode, di fare inchieste, talmente proni da deridere chi fa domande critiche da casa a studio, dalle battutine al pappa e ciccia. Il dramma sportivo lo stiamo vivendo sotto in un'irreale cappa di silenzio. Un silenzio assordante.