I funerali di Bruno Pace domani alle 14.30
L'ultimo saluto all'ex calciatore e allenatore pescarese nella chiesa di San Cetteo.
Sono tante le manifestazioni di cordoglio e ancora di più i ricordi da parte delle sue ex società, così come delle testate nazionali e tifosi di tutta Italia. Tutti uniti in memoria di Bruno Pace, ex calciatore e allenatore, ma soprattutto amico e amante della sua Pescara. I suoi funerali si terranno domani alle 14.30, all'interno della chiesa di San Cetteo.
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da roberto_dal_mexico1
Bruno Pace: l'essenza del PESCARESE (quello vero, non i sebastardi moderni) dall'accento meraviglioso, al comportamento in cui tutti ci riconosciamo (e ci facem arcunosc...). Pensavo fosse eterno, come Zucchini & Co, figure mitologiche che hanno accompagnato l'infanzia e la giovinezza, 43 anni appress a lu Pescara, quello romantico della curva grondante di sudore di Arezzo. Personaggi che pensavo non fossero mortali, e comunque mai lo saranno per quelle generazioni folli anni 70-80... Comunque, finche' almeno uno tra Bruno Nobili, Repetto ed il mitico Gale saranno con noi, rimarro' govane. RIP
da GaleoneGaleGaleone
Un grande.....lo incontrai circa 2 anni fa al tabacchino vicino al conservatorio....stavamo comprando entrambi il biglietto per la partita del Pescara....e mi fece capire che lui si pagava il biglietto per non essere influenzato da nessuno....per essere indipendente.... fui sorpreso molto positivamente dal personaggio solo per averlo conosciuto per 3 minuti durante la fila per un biglietto della partita.... un grande.... R.I.P.
da HOMER
Ma perché? ........funziona così .....bo! con tante teste di c##zo che ci sono in giro.....R.i.p.
da nico956
Ma il ns...'caro presidente'...ha fatto qualke rikiesta x sabato...o minuti di raccoglumento dobbiami farli solo ...per personalita del palazzo ke hanno ridotto il calcio italiano in questo stato...se no lo faremo da soli ..per onorare bruno..
da LeBOMBEdiGELSI
La max figura calcistica di PESCARA !! R.i.p in Pace campione
da Joeva
L'unico che capiva davvero di calcio a Pescara.
da johnny-blade
A me nn va proprio gianlucadimarzio.com
da ROBERT
Raga' ho fatto copia/incolla dell'articolo qualche post fa
da johnny-blade
Il sito.di marzio nn va :-(
da johnny-blade
Ma il link va?
da NOI-Sez.BG
Ciao Bruno! Ti ricorderò mentre giocavi a biliardo con me giovane adolescente da Di Tizio. RIP
da pesempre36
Il grande Bruno forse era uno dei pochi che potesse parlare di calcio a Pescara! Non lo dico per causa forzata o cosa, perché ho avuto modo di argomentare di calcio con questa meravigliosa persona. Un grande abbraccio a Vittorio. Caro Vittorio, ti ricordo solo delle belle parole che hai speso dopo la morte di Vincenzo Zucchini a suo figlio. Sii onorato di aver avuto un padre STRAORDINARIO.
da madelib
Eh sì, ROBERT: proprio bello l'articolo di Gianluca di Marzio (http://gianlucadimarzio.com/i
t/gli-scherzi-a-oronzo-puglies
e-gli-inseguimenti-nelle-disco
teche-la-liberta-addio-a-bruno
-pace-il-gaber-del-calcio)
da ROBERT
rie | Autore: Claudio Giambene I capelli al vento. L’estro, gli scherzi ai compagni di squadra e i blitz notturni ai suoi calciatori. Libertino da calciatore, “liberticida” da allenatore. Tra virgolette, perché Bruno Pace non era il tipo che prendeva la vita troppo sul serio. Innamorato pazzo del calcio e dell’Abruzzo, soprattutto della sua Pescara, città che lo ha visto nascere 74 anni fa e morire poche ore fa all’ospedale Spirito Santo. Avrebbe sorriso se gli avessero detto che sarebbe morto in un luogo chiamato così. Perché ha vissuto sempre senza risparmiarsi. Più diavolo che acqua santa, più incendiario che pompiere, sincero e vivace, estroverso e ironico. Sguardo da Gian Burrasca e zazzera alla Gaber, anticonformista vero, ha raggiunto la maturità calcistica a Bologna, a cavallo fra anni ’60 e ‘70. Lo chiamavano Scarpantibus, per celebrarne l’indole anarchica e il cuore ribelle. Anni ruggenti: Gaber cantava “Barbera e Champagne”, Bruno viveva di corsa, fra centrocampo e locali notturni. Inseguito dai difensori e da Oronzo Pugliese, l’allenatore che ha cercato di frenarne l’ardore goliardico, spesso con risultati comici. Una sera in un cinema di Bologna, Pace si girò e vide il mister. Notò che una persona con la sua stessa capigliatura stava fumando un sigaro qualche fila più avanti. Lo scherzo era apparecchiato. Bulgarelli, suo inseparabile compagno, andò da Pugliese. “Mister, Pace sta fumando, forse è il caso di dirgli due parole…”. L’uomo di Turi non se lo fece ripetere. Andò dritto alle spalle del fumatore e mollò uno scapaccione. Il ragazzo ignaro reagì. “Oddio, mi scusi, credevo che fosse Pece”. Proprio così, Pece. Alla pugliese, maiuscolo o minuscolo decidetelo voi. Questo era il ragazzo di Pescara, nato sui campetti e approdato all’agonismo tardissimo. Alla prima partita vera, con la Primavera del Pescara, si presentò a bordo di una Vespa e con la sigaretta in bocca. Ovviamente, senza scarpe. Gliene dettero un paio d’emergenza. Due misure diverse. Nessun problema, fu sufficiente tagliare la punta di una. Bologna la gaudente lo adottò e lui ci sguazzava. Passeggiate con la pelliccia in compagnia di belle donne. Bacco, tabacco e Venere, ma anche tanto cuore sul rettangolo di gioco. Solo 5 reti in 148 partite, ma nessuno ci ha mai fatto troppo caso. I compagni lo amavano, generoso sul campo e burlone fuori. Una volta notò una scritta sul muro: “Pace in Vietnam”. Andò a comprare una bomboletta di vernice e aggiunse: “E anche Pascutti”. Un genio. Dopo i sette anni a Bologna, nel ’72 rifiutò ostinatamente il trasferimento in B a Cesena. Andò a Palermo, ma andò così male che ci finì lo stesso pochi mesi più tardi. Ovviamente, i romagnoli furono promossi. Giocò qualche altra stagione poi seppe cambiare strada. Supercorso a Coverciano nel ’79. Un covo di rivoluzionari: Agroppi, Zeman e Sacchi compagni di banco. Rifiutò le giovanili della Roma perché voleva misurarsi subito con gli adulti. E fece bene. Un inizio folgorante: promozione dalla C1 alla B col Modena, poi due anni miracolosi nel Catanzaro orfano di Palanca. Settimo per due stagioni consecutive in serie A, soprattutto grazie al “giocatore più forte che ho mai allenato”: Edi Bivi. “Anch’io lo vedevo come l’allenatore più forte”, lo ricorda al microfono di gianlucadimarzio.com l’attaccante friulano. “Mi ha lanciato a 20 anni quando non ero nessuno, è difficile trovare parole per descriverlo. Era un vulcano, un uomo straordinariamente educato e ironico. Gli devo tantissimo, ha sempre creduto in me”. Ad altri invece credeva meno. Memore dei blitz notturni di Pugliese, iniziò a fare la ronda per le discoteche calabresi a caccia di Viorel Nastase, attaccante col vizio del… bicchiere di troppo. Una sera lo trovò ubriaco sotto a un tavolo. Provò a parlargli, ma riuscì solo a farsi offrire da bere. Quando tornò a Bologna per guidare i rossoblù, il suo bersaglio notturno diventò Marocchino. Lo pizzicò spesso ma gli incontri si trasformavano in riunioni tecniche con la musica alta come accompagnamento. Schemi disegnati su un fazzoletto, una pacca sulla spalla e a casa. Sapevano di avere bisogno l’uno dell’altro e si dettero una mano a vicenda. Pace allenò anche a Pisa, Avellino, Catania, Pescara e Chieti, dove costruì un legame speciale con Fabio Grosso, suo pupillo assoluto. Chiuse la carriera a Foggia nel 2002, continuando a dire la sua sul calcio dagli schermi delle tv abruzzesi. Lassù, qualcuno avrà già avvertito il suo arrivo. Pace in cielo. “Come Pascutti”, aggiungerebbe lui.
da ROBERT
gianlucadimarzio.com
da ROBERT
Andate a leggere l'editoriale di gianluca di marzio fatto sul suo sito su Bruno Pace molto bello
da madelib
Buonasera a tutti. Per prima cosa, mi sorge spontaneo proporre e caldeggiare a chi di dovere di intitolare il Centro Sportivo del “Poggio degli ulivi” (dove sta allenandosi abitualmente il Pescara) al suo creatore: il “nostro” Bruno Pace. Credo fermamente che tale idea (che, sono quasi certo, potrebbe aver avuto anche qualcun altro) debba essere prontamente ed opportunamente coltivata da chi è nelle condizioni -formali e sostanziali- per realizzarla. Che ciò avvenga da parte del promissario venditore (ossia, l’attuale proprietario) o del promissario acquirente (ossia, chi dovesse diventarne proprietario tra qualche tempo), l’intitolazione del “Poggio degli ulivi” al “nostro” e caro Bruno Pace mi sembra un atto dovuto. Non spendo altre parole per ricordare Bruno, perché quelle già dedicateGli da chiunque altro sono oltremodo esaustive e tali da renderGli perfettamente onore. Nel primo pomeriggio di oggi sono stato presso l’obitorio, dove, commosso, dinanzi alla salma di Bruno, ho tentato di partecipare la mia vicinanza ai suoi figli: Vittorio (che non conoscevo) e, in particolare, il mio Collega Federico, il quale, con lo stesso spirito del padre, ha manifestato profonda e sincera gratitudine con invidiabili serenità, dignità e genuinità, in ossequio all’“uomo Bruno” e quale suo degno erede. Anche se Bruno, purtroppo, non è stato una “bandiera” del Pescara, certamente è una bandiera DI Pescara, sempre sportivamente e calcisticamente ragionando… Sono sicuro che, in occasione dell’ultimo saluto di domani, quando sarà celebrata la funzione religiosa alle 14:30 presso la Cattedrale di “San Cetteo”, la Pescara sportiva sarà compatta e numerosissima, onorando la bella persona di Bruno e trasmettendo tutta la propria vicinanza alle persone a Lui più care, quale riconoscimento dei valori che Gli sono sempre appartenuti. Ciao, Bruno! Massimo De Liberis
da auà
Caro Bruno....mancherai non solo ai tifosi ma a tutta la città...riposa in pace
da Antonino.pe
Senza parole. Veramente dispiaciuto, un vero gentiluomo ma senza peli sulla lingua. Sentite condoglianze alla famiglia.
da Musico
Sono veramente addolorato, una persona buonissima e sincera, un mito da quando ero piccolo e bramavo la sua figurina Panini introvabile.... Addio Bruno, sei stato una di quelle persone che sono d'esempio per tante altre....
da chamape66
Grande personaggio..Grande uomo di altri tempi..umilissimo è sincero...un abbraccio alla famiglia..R.I.P.
