Il Pescara a tutto Gas

I biancazzurri battono il Venezia con una magia di Brugman

da Redazione
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Il Pescara a tutto Gas, foto 1

Pescara-Venezia 1-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 74’ Brugman (P);

PESCARA (4-3-3) Fiorillo, Balzano, Gravillon, Scognamiglio, Del Grosso, Memushaj, Brugman, Machin, Marras (79’ Ciofani), Mancuso, Antonucci (79’ Kanoutè). All. Pillon

VENEZIA (4-2-3-1): Vicario, Zampano, Domizzi, Modolo, Bruscagin, Suciu (54’ Schiavone), Bentivoglio, Marsura (77’ Citro), Pinato, Di Mariano, Vrioni (66’ Litteri). All. Zenga

Arbitro: Ivano Pezzuto di Lecce


Pescara- Arriva l’ultimo successo dell’anno, dopo la delusione di Verona. L’undici Adriatico si mette a 29 punti, agguanta il Lecce che oggi riposa e si attesta a ridosso delle prime in attesa di conoscere l’esito delle altre sfide che si disputeranno tra qualche minuto. Per aver ragione di un coriaceo Venezia, però , è servito il più ispirato Gaston Brugman che nel vivo della contesa ha tirato fuori un lampo di genio che ha incenerito le timide velleità dei lagunari. Adesso tutto si sposta sulla gara di Salerno di domenica prossima dove i pescaresi riscopriranno il fascino di antiche contese che non perderanno mai d’interesse.
L’ultima casalinga dei biancazzurri vede un Pillon votato alla pretattica. Le sue scelte di formazione, infatti, presentano un paio di novità significative. L’impiego, dal primo minuto, di Palazzi e Monachello, strombazzato per tutta la settimana, si é rivelato una vera e propria trovata ad effetto. Alla fine della fiera, non a caso, in campo vanno Machin e Antonucci per buona pace dei due che hanno trovato gloria fino a qualche istante prima dell’inizio delle ostilità. Sul fronte opposto Walter Zenga, il portiere che in attività si é guadagnato il titolo di Uomo Ragno, ripropone il suo 4-3-3 per quanto qualcuno si affanni a parlare, addirittura di 1-2-3-4. Tant’è che davanti a Vicari, estremo difensore dei lagunari, agiscono: Zampano, Domizzi, Modolo e Bruscagin. In mediana: Suciu, Bentivoglio e Pinato, mentre Marsura, Vrioni e Di Mariano occupano il fronte offensivo.


LA PRIMA PARTE- Dopo una lunga fase interlocutoria le due squadre, esasperate da un tatticismo asfissiante, stentano a trovare una strada valida per prevalere una sull’altra. Il Pescara, però, é più intraprendente e alla fine si ritrova a recriminare per due episodi molto dubbi che avrebbero potuto regalare altrettanti occasioni per passare in vantaggio. Al 24’ quando Zampano tocca vistosamente di mano in area sulla giocata di Mancuso e sei minuti dopo, con un doppio tocco di mani in area di Pinato su Antonucci che, però, l’arbitro Pezzuto di Lecce, ben appostato, ha inspiegabilmente ignorato. Tutto il primo tempo passa da lì, con poche emozioni e rarissimi tiri in porta eccezion fatta, paradossalmente, per una parata plastica di Fiorillo su Vrioni. Di lì in avanti, poco o nulla , solo tanto freddo che ha contribuito a raggelare ulteriormente l’entusiasmo delle poche migliaia di tifosi presenti all’Adriatico. 

II TEMPO- La ripresa non presenta novità di sorta nello scacchiere pescarese, non così per il tecnico dei veneziani che lascia negli spogliatoi Sociu per far posto a Schiavone. Il Pescara parte meglio anche stavolta è poco meno del quarto d’ora trova prima il palo annegare la gioia del gol ai padroni di casa con una conclusione a giro di Antonucci sporcata da Zampano sul legno lontano della porta difesa da Vicario e, un minuto dopo, Mancuso strozza in gola l’urlo del gol per il superbo intervento dell’estremo difensore dei lagunari che, é proprio il caso di dirlo, si salva in corner.
Poi, però, ci pensa lui, Gaston Brugman, che raccoglie una palla scaricatagli da Antonucci e con un tocco, tanto morbido quanto preciso, colpisce la traversa e poi va in rete. Mezz’ora esatta e, tutto sommato, il vantaggio può dirsi meritato.
Poi la solita girandola di sostituzioni per l’idea di Pillon di coprirsi e sistemare la squadra, more solito, in modo più abbottonato voltandosi a 4-5-1 e, a quel punto, agli ospiti non bastono neanche i 5 minuti aggiuntivi per dietro non si passa.

Commenti
15

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da johnny-blade

Stasera quanti eravate allo stadio?7mila?

da sempre.con.te1936

La verità (che nessuno ha le p@lle di ammettere) è che pescara è na piazza di occasionali di merd@ (ovviamente al netto degli eroi, pochi, che ci sono sempre a prescindere). Quando dici "con oddo ci si divertiva a prescindere del risultato" menti sapendo di mentire (o magari vuoi autoconvincerti) visto che nonostante quell anno giocassimo benissimo e avessimo una squadra piu forte di questa, sono bastati qualche risultato di fila negativo che, PUFF, come per magia il pubblico che vuole divertirsi era di nuovo sul divano a vedere il barcellona (IO c ero col como, in curva eravamo 4 gatti, forse pure meno di stasera), salvo poi fare un miracoloso ritorno allo stadio nelle ultime partite piu i play off. Come dice @viavespucci pescara è una città spaccata. Da un lato ci sono pochi innamorati folli che c armettn cing e pezz per andare in giro a portare il nome della CITTÀ (non del bel calcio) e l altra parte della città che è tutta aperitivi cenati e putt@nate sui social.

da Flix80

Vittoria finalmente meritata in largo. Questa supremazia è quella che mi aspetto dalle partite casalinghe contro squadre di livello inferiore al nostro; quello che a livello di prestazione è mancato sia col Carpi che con l Ascoli. Purtroppo tiriamo poco e finalizzato pochissimo, gli esterni si fanno apprezzare solo x generosità.

da seratocapogna61

Come diceva qualcuno che a Pescara non c'è senso di appartenenza. a Vicenza c'erano 9000 spettatori

da Viavespucci

muro specchio di una città fighetta e presuntuosa. le partite non si chiudono non per i cambi di bepy (sacrosanti) ma perché lo stadio è vuoto. sembra uno stadio del centro-nord, il resto sono chiacchiere. andate allo stadio, fighette

da Pescara_comanda

La verità (che nessuno ha le p@lle di ammettere) è che la gente non va allo stadio perché co cussù ci si annoia pure se si vince. Con Oddo ci si divertiva 100 volte di più, al di là del risultato. Oltre al fatto che al pubblico pescarese piace sognare; non stare lì a fare "il punticino salvezza".

da tauxio

LO RIPETO GRAZIE AI CAMBI FATTI DAL MISTER, CHE IO STIMO COMUNQUE CI SIAMO MESSI PER 10 MINUTI DENTRO IL NOSTRO CENTROCAMPO IL VENEZIA, CHE DA SOLA NON CI SAREBBE MAI RIUSCITA... EDDAI BEPI, TOGLITI STO CAZZO DI DIFETTO ANNI 60/ 70

da sempre.con.te1936

M@RCO parole forti?? Parole sacrosante piuttosto. Perché fiorillo è uno di noi. horny

da seratocapogna61

Peccato per la mancanza di pubblico. A Cosenza 12000 spettatori 1000 da Salerno

da Ale-Firenze-

allora cari ragazzi,parliamo chiaro.bella prestazione,squadra con identità e idea di gioco.il mister tarda i cambi (difetto comune a Oddo e a quel tipo che ora è in pensione e ara i campi in zona città sant'angelo) ma li fa INTELLIGENTI e misurati all'avversario e alla partita.non siamo spettacolari,ma il terzo posto MERITATO parla.oggi abbiamo meritato di vincere,non stravinto per un palo,un rigore negato e 2 salvataggi quasi sulla linea con quei catenacciari istruiti da zenga in stile castori.SOGNARE SOGNARE E SOGNARE!Palermo,cittadella,ver
ona e benevento ci sono superiori, le altre NO!!!

da matrix56

chi ha visto il gol che ha fatto il palermo, il portiere dell'ascoli l'ha fatto lui il gol, un autogol mai visto

da M@RCO

Parole forti quelle di Fiorillo......tra le righe si percepisce che i calciatori del Pescara ce l’hanno col pubblico che non viene più allo stadio......”Siamo felici per i pochi tifosi che vengono a sostenerci” noo

da Eddienonsubiscegoal

Mantenendo la rete inviolata, il risultato arriva.Forza ragazzi.

da Nuccio83

Gran bella partita... bravi ragazzi

da cris68

Bravo Gaston!!!! Avanti così che voliamo verso la A con 2000 paganti. I salernitani intanto vanno in 1000 a Cosenza......