Vittoria di rigore per l’Ascoli

Il Pescara esce battuto dal Del Duca, proteste per il penalty del pari dei marchigiani.

da Redazione
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Vittoria di rigore per l’Ascoli, foto 1

ASCOLI- Vittoria di rigore per i marchigiani. Quarta sconfitta esterna consecutiva, invece, per il Pescara e , alla fine dei conti, il risultato non fa una piega. L’Ascoli ha fatto di più, specie nella ripresa, con una traversa e un paio di interventi di Fiorillo che ha tenuto a galla i biancazzurri. Certo, si può recriminare tanto sul primo penalty concesso ai padroni di casa che ha visto solo il direttore di gara, l’avezzanese Di Paolo, ma non basta per spiegare una sconfitta al cospetto di una formazione che non brilla per annoverare un roster particolarmente attrezzato. Si può fare di più, certamente e il Pescara, se vuole volare in alto, dovrà riprendere il proprio cammino già dall’anticipo di venerdì prossimo all’Adriatico con il Perugia, se vuole ritagliarsi un posto al sole , nella lotta play-off



LE SCELTE- Pillon, alla fine, non rischia Brugman e si affida a Bruno. Il tecnico di Preganziol torna, così al 4–3-3 pur con un atteggiamento meno spregiudicato. Per una sfida ricca di stimoli ed interessi come quella che le due formazioni di città vicine mandano in scena ormai da diversi decenni animando a dovere i vari campionati professionistici. Per l’occasione non va trascurata la scelta dell’allenatore dei biancazzurri, che ai più appare radicale, di mettere in panchina Monachello, dopo le tante prestazioni incolore, per far posto sul fronte d’attacco al promettente Sottil. Ma ecco, nello specifico, l’11 anti-Ascoli: Balzano, Gravillon, Scognamiglio, Del Grosso, a difesa di Fiorillo, Memushaj, Bruno, Crecco in mezzo, mentre Marras, Mancuso, Sottil operano sul fronte d’attacco. Vincenzo Vivarini, tecnico abruzzese con un passato sulla panchina del Pescara e del Teramo, in forte discussione dopo il pesante passivo di Lecce, dve fare i conti con le assenze degli infortunati Beretta Ngombo, ma recupera Lorenzo Rosseti seppur non al meglio della condizione per una caviglia in disordine, ripropone il suo 4-3-1-2 sistemando: Laverone, Brosco, Valentini davanti all’estremo difensore Lanni, Rubin, Cavion, Troiano a centrocampo, Ninkovic e Ciciretti alle spalle di Ardemagni.


LA PARTITA- Non tradisce le attesta il match del Cino e Lilll Del Duca. Le contendenti partono forte buttando sul campo ritmo ed agonismo a dimostrazione che la sfida è sentita da una parte e dall’altra. C’è, comunque , una lunga fase interlocutoria che caratterizza questa partita e genera due timide opportunità , equamente suddivise. La sfida si accende al 33’ quando, con un bel cambio di campo, Sottil riceve , entra in area, mette a sedere Cavion e viene steso: rigore macroscopico che Mancuso trasforma. La partita cresce di agonismo, Addae comincia a prendersela un po’ con tutti, non ultimo con lo stesso Sottil che scalcia davanti al IV ufficiale di gara. Si continua, però, a giocare, a 5 minuti dalla fine della prima frazione di gioco, Gravillon va per anticipare Ardemagni in area, con Crecco a terra “abbattuto” dal solito Addae, tocca nettamente prima la sfera, per il fischietto di Avezzano, invece, è fallo ed assegna il tiro dal dischetto. Lo tira Ninkovic che fa pari e tante recriminazioni, giustamente,per la fazione pescarese.si va così al riposo sull’1 a 1 con un risultato che va lì stretto al Pescara.


LA RIPRESA- Il II tempo vede, fin dalle battute iniziali, una certa superiorità da parte dei padroni di casa. Nei primi 10 minuti i bianconeri costruiscono due mette occasioni da gol. Prima, al 49’, con una gran tiro dal limite c’entra in pieno la traversa. Una decina di giri di lancette e Ardemagni con un tiro secco destinato nel 7 costringe Fiorillo al miracolo. La partita diventa sempre più nervosa ma la compagine di Vivarini continua a macinare gioco. Al 72′ Ninkovic spreca da facile posizione, quasi un rigore un movimento con una conclusione che termina fuori di un soffio.Capita l’antifona Pillon corre ai ripari e inserisce, al 73′, Capone per Marras. Vivarini risponde con Rosseti al posto di Ardemagni. Succede davvero poco fino all’83’ quando Memushaj tocca la palla in area con il braccio alto e l’argomento e l’arbitro assegna un altro rigore agli ascolani. Dal dischetto va Ciciretti che non sbaglia. La sua incontenibile esultanza gli costa il giallo. Pillon cerca di correre ai ripari, mette, prima, Monachello per Crecco e poi Bellini per Del Grosso. Quattro attaccanti che presidiano l’area avversaria negli ultimi 10 minuti per una sola, vera, grande occasione a 2 giri dal termine quando Mancuso e Capone si danno un po’ fastidio a vicenda e la conclusione di testa termina fuori di poco. Non è andata, ma nulla è perduto. Tempo per rimediare ce n’è.

Commenti
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da Hurricane81

@ freeeeeekt: le paratone di Fiorillo a cui ti riferisci sono state riportate anche dalla redazione e non le ho ignorate,dico solo che come diceva Zeman,il portiere fa parte della squadra e sta li per cercare di parare,cosa tra l'altro che ha fatto benissimo. Poi ovviamente a 6 minuti dalla fine prendi il rigore e perdi la partita,tu questo come lo chiami? Se fosse finita 1-1 alla fine ci poteva stare,poi magari l'ascoli avrebbe meritato qulache cosa in piu' che non e' riuscita a capitalizzare sul campo se non appunto nel finale con un rigore,pertanto giusto dire secondo me vittoria di rigore.

da freeeeeekt

hurricane...senza fare polemica...ma come abbiamo perso per episodi? due paratone di fiorillo, una traversa, due rigori in movimento che hanno sbagliato contro un emerito cazzo li chiami episodi? mah

da Hurricane81

@Redazione: abbiamo visto la stessa partita,sono daccordo tanto con il titolo e tanto con il contenuto della news. Detto questo la cascetta comunque rimane pss pss pss