Un brutto Pescara perde male in Veneto

I biancazzurri ridimensionati da un buon Cittadella che ha evidenziato i limiti di una squadra ancora da assemblare

da Redazione
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Un  brutto Pescara perde male in Veneto, foto 1

CITTADELLA-  Niente, il Pescara non decolla. I biancazzurri perdono male con il Cittadella e riaccendono grandi dubbi e perplessità sulla reale forza di questo gruppo. 97’ minuti di partita  di cui i pescaresi hanno giocato solo qualche scampolo. Decisamente poco per una formazione che non ha mai nascosto l’ambizione di migliorare il risultato della scorsa stagione. Ad ora tutto ciò non si vede ancora nitidamente ma la stagione, come si dice in questi, casi, è lunga e c’è tutto il tempo di rimediare, a cominciare da venerdì prossimo all’Adriatico con il Crotone.    

LE FORMAZIONI- Per la seconda delle tre partite in sei giorni, Luciano Zauri sceglie di dare un po’ di riposo a due undicesimi dei suoi. Nel reparto arretrato mette  Balzano per Vitturini, in mediana  Ingelsson per Memushaj, mentre  Brunori vince il ballottaggio con Maniero. Operazioni che al fischio d’inizio di Lorenzo Maggioni di Lecco vedono: Fiorillo tra i pali, appunto, Balzano, Drudi, Scognamiglio e Masciangelo nella linea arretrata, l’esordiente Ingelsson, Kastanos e Machin  a centrocampo, mentre Galano, Brunori e Di Grazia si caricano sulle spalle il peso del gioco offensivo.
Roberto Venturato, dal canto suo, costretto a raddrizzare la barca dopo una partenza piuttosto tempestosa, dà vita al suo   4-3-2-1 con Paleari in porta, Ghiringhelli, Adorni, Camigliano e Benedetti in difesa, Vita, Pavan e Gargiulo in mezzo, Panico rifinitore con Celar e Diaw tandem d’attacco.

LA PRIMA FRAZIONE- Il Pescara non c’è. Lo capisce sin dalle prime battute il Cittadella che, in soli 90 secondi, gli rifila un sonoro ceffone. Dagli sviluppi di un fallo laterale, la retroguardia biancazzurra, ancora in fase di assestamento, vede passare il pallone in uno sviluppo armonico di uno spartito mandato a memoria che  bravi interpreti. Nella fattispecie  Diaw  stavolta veste i panni di suggeritori mentre  Vita trasforma in gioia pura per i suoi tifosi  una conclusione  ad incrociare dal limite che Fiorillo può solo osservare quando finisce in rete. E il Pescara dov’è? Boh, nessuno ne ha notizie per tutto il primo tempo, si nasconde e resta lì solo per  subire, anche  il maggiore dinamismo degli avversari.  I biancazzurri sembrano ectoplasmi preoccupati, per lo più, che Halloween non si celebri nemmeno a Utopia. Tant’è che Paleari se ne sta comodamente  sulla linea di porta chiedendosi se la partita è in svolgimento o in attesa di essere disputata. A dargliene certezza è solo l’intervento del direttore di gara quando, ad un minuto dal termine, autorizza la sostituzione di Balzano, infortunatosi al ginocchio, con il giovane, Zappa.

LA RIPRESA-  Durante l’intervallo in buon Zauri avrà usato l’aceto se è vero che, appena in campo, i suoi hanno dato prova di grande vivacità. Un cambio di passo che si traduce con il gol del pari. Due giri di lancette e Machin, raccogliendo in area un pallone vagante con un poderoso sinistro fa passare la sfera in una rete di maglie granate con  Paleari che può solo raccogliere la sfera  nel sacco.  1-1 e tentazione forte in casa pescarese di passare un po’ di cloroformio sul terreno del Tombolato. Venturato non ci sta e comincia a rianimare i suoi:  al 49' inserisce  Branca per un affaticato  Gargiulo poi, al 57', Perticone in luogo di Camigliano per dare più corpo alla manovra dei Veneti. Qui c’è il tempo per annotare il doppio cartellino giallo: prima ai danni del neo entrato Perticone e, successivamente, per  Branca tra le fila del Cittadella. Intanto il Pescara, torna ad essere invisibile ( sarà una strategia di gioco?) Zauri prova a fare qualcosa e, così, chiama in causa Memushaj per un impalpabile  Ingelsson.  Il Cittadella, però, non ne vuole sapere di dividersi la posta in palio e ricomincia farsi sotto. Al 67' Fiorillo salva su pericoloso  un colpo di testa di Diaw. Venturato, allora tenta il tutto per tutto, Al 70' toglie Celar e mette De Marchi. Sembra tutto preparato in laboratorio perché tre minuti dopo,  Diaw in area ha tutto il tempo e l’agio di girarsi, sparare forte e  insaccare con forza sotto la traversa. Vantaggio meritato e non serve nemmeno la mossa della disperazione del tecnico dei pescaresi quando,  al  79’, getta nella  mischia  Maniero per uno stanco  Di Grazia.  Pura accademia, se è vero, che di azioni veramente di rilievo nell’area dei Veneti non se ne registrano. E, così, agli archivi va, per i biancazzurri, la seconda sconfitta stagionale, figlia di una prestazione impalpabile, vaga, indefinibile che genera un gioco brutto se non  quanto sonnacchioso. E su questo Zauri deve lavorare celermente anche perché la bruttezza non è proprio  tollerabile nella città del Vate che dell’estetismo ha fatto la propria ragione di vivere. O no?

CITTADELLA-PESCARA 2-1 (primo tempo 1-0)

MARCATORI: 2' Vita (C), 48' Machin (P), 73' Diaw

CITTADELLA (4-3-1-2): Paleari, Ghiringhelli, Adorni, Camigliano (58' Perticone), Benedetti, Vita, Pavan, Gargiulo (49' Branca), Panico, Diaw, Celar (70' De Marchi) 

A disposizione: Maniero, Mora, Iori, Bussaglia, Proia, Luppi, Vrioni, Ventola

All.: Roberto Venturato

PESCARA (4-3-3): Fiorillo, Balzano (45'+2 Zappa), Drudi, Scognamiglio, Masciangelo, Ingelsson (66' Memushaj), Kastanos, Machin, Galano, Brunori, Di Grazia (79' Maniero) 

A disposizione: Farelli, Campagnaro, Del Grosso, Ciofani, Bettella, Vitturini, Borrelli, Busellato, Bocic

All.: Luciano Zauri

AMMONITI: 13' Camigliano (C), 15' Diaw (C), 26' Balzano (P), 43' Pavan (C), 59' Perticone (C), 59' Branca (C), 93' Kastanos (P) 

ARBITRO: Sig. Lorenzo Maggioni (Lecco)
ASSISTENTI: Sig. Edoardo Raspollini (Livorno), Sig. Davide Miele (Torino)
IV UFFICIALE: Sig. Alessandro Prontera (Bologna)

(foto Pescara Calcio)

Commenti
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da LUCAPESCARESE2

Dire che il Pescara e' "brutto" o ha giocato male e' da inesperti di calcio. Potrei capire che e' stato sterile davanti!!! Il gioco c'e' ma se non pungi con le punte o gli esterni e ti limiti a fare il compitino di buttare palloni in mezzo senza avere presenza in area e' facile che se gli avversari sono in giornata perdi. Quello che manca al Pescara e' la cattiveria in campo il lottare su tutti i palloni invece di cercare solo la giocata di fino. Altro limite e' che non tiriamo mai da fuori ed ivece gli altri lo fanno e ci puniscono. P.s. anche con pillon non eravamo pericolosi ma c'era Mancuso

da mendhi

"la formazione non ha mai nascosto l'ambizione di migliorare il risultato della scorsa stagione" Questa mi mancava, io ho sentito solo non diamoci obiettivi... del resto organico era da metà classifica prima di perdere Tumminello e Palmerio. Meglio puntare a salvezza con campionato "anonimo" e qualche soddisfazione ma nulla più, mi sembra più in linea al livello di ambizione della società nell'allestire organici e "programmazione"..

da dunga86

Anche Stellone è un ottimo allenatore