Il Pescara abbatte il Picchio con due colpi

Zauri cambia modulo e, allo scadere di una gara noiosa, stende l'Ascoli

da Redazione
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Il Pescara abbatte il Picchio con due colpi, foto 1

ASCOLI- E' la sera dei miracoli. Porta la firma di Luciano Zauri che arriva al Del Duca di Ascoli in un perfette condizioni di salute e ne esce sano come un pesce, appunto come un Delfino che desidera solo nuotare nelle acque placide e sicure , e ci riesce liberandosi di pesantissime remore. Prima di tutte quelle relative ad un'organizzazione ancora da trovare e poi quella di un organico non all'altezza degli obiettivi. Dubbi spazzati via in un sol colpo, mercé il cambio di modulo e di mentalità. E che dire di un altro tabù sfatato come quello di vincere a Cosenza dopo 20 anni, ora di battere l'Ascoli in casa dopo 31 anni. Niente, bisogno solo viverla e godersela, vero Zauri?
LE SCELTE- Luciano Zauri chiude la porta a sette mandate e spera in Dio. Per intendersi al "Cino e Lillo Del Duca" mette in campo un ermetico 3-5-2 con ben 5 difensori di ruolo, così assortiti: Drudi, Scognamiglio e Campagnaro davanti a Fiorillo, Ciofani e Masciangelo sugli esterni della mediana completata da Memushaj, oggi in veste di play, e da Machin e Busellato, Galano fa il rifinitore dietro Brunori. Formazione , a dir poco inedita che, ad una prima vista, sembra figlia della paura di non prenderle. Sul fronte Piceno il promettente tecnico de bianconeri va avanti per la sua strada, nonostante l'inattesa sconfitta, nel turno precedente, in quel di Cremona. 4-3-2-1 costruito da Pucino, Valentini, Gravillon e Padoin, a protezione di Leali, Gerbo, Piccinocchi e Troiano a centrocampo, Ninkovic e Scamacca avanzati con Da Cruz unica punta.
I TEMPO- C'è equilibrio. E soprattutto nel Pescara. La compagine biancazzurra, con questo nuovo sistema improntato al 3-5-2, sembra aver trovato il modo di ripararsi dagli spifferi che, fino a questa parte della stagione, avevano procurato diversi stati di raffreddamento se non febbrili. Certo, si parla di cerotti, non proprio belli a vedersi ma, utili, per far fronte alla bisogna. Allora, la prima frazione di gioco si chiude in parità con un'unica grande occasione capitata ai padroni di casa, al 26', sui piedi di Scamacca, autore di una bicicletta in area, dopo l'episodica dormita dei difensori pescaresi, la palla, ben colpita finisce sul palo, diventa come in un flipper e, al termine, viene scaraventata lontano. E' pur vero che, nel primo quarto d'ora, nonostante l'atteggiamento remissivo la formazione biancazzurra si fa vedere abbastanza nella metà campo avversaria ma il calcio, quello con la C maiuscola latita. Da raccontare scampoli di gioco ostico ed ostruzionistico con confronti, non privi di scintille, tra un nervosissimo Ninkovic che prima si "appiccica" con Ciofani e poi passa ad un altro cliente scomodo come Campagnaro. Segnali che evidenziano una tensione piuttosto alta che sfocia al 28' con il primo giallo ai danni di Drudi per aver fermato Scamacca in ripartenza. E 5 minuti dopo tocca pure a Scognamiglio per un intervento irregolare su Da Cruz, che si avvicinava al limite dell'area avversaria. Di emozioni importanti, davvero poche, quasi nulle, come si dice, la partita altro non è stata che una narcolettica schermaglia che i freddi numeri fotografano con c 4 tiri in porta degli ascolani contro l'unico del Pescara in questa prima parte del match. E poi, un altro giallo, a due dal termine, per Troiano che colpisce ad un fianco Memushaj e i tanti dubbi di un Galano, spaesato, in cerca di se stesso fino a questo momento. Da uno della sua classe ci si aspetta di più, anche che prenda per le mani i suoi e detti i tempi giusti per la fase offensiva. Non c'è fretta, per carità, ogni momento è buono per vedere sfregare sul terreno di gioco il suo genio calcistico.
II TEMPO- E la pazienza è la virtù dei forti, si sa, perciò basta sedersi ed aspettare fiduciosi che, il momento, primo o poi, arriva. E arriva anche stavolta, puntuale come la bolletta dell'Enel, dopo lunghissimi, barbosissimi 87 minuti. Dopo un grande intervento di Fiorillo su colpo di testa di Troiano, subito dopo Brunori se ne va sulla fascia per 50 metri, semina i suoi avversari e mette in mezzo dove Galano, col tocco morbido, la mette lì tra la sorpresa e la disperazione degli ascolani e la gioia che diventa tripudio nel settore biancazzurro. Un colpo che mette abbatte il Picchio e libera le pinne del Delfino che, sulle natatrici dell'entusiasmo, sistema la pratica al secondo minuto di recupero quando Busellatto, entra in area, viene atterrato da Fedrigra, appena subentrato a Valentini e si guadagna il tiro dagli 11 metri. Rigore che non concede a nessuno e lui stesso trasforma, 2 a 0 e tutti a casa. Un risultato sorprendente che, alla vigilia, una persona di buon senso non avrebbe mai pronosticato. Il Pescara ritrova così la retta via, rimette un po' di cose a posto e riporta serenità e tranquillità in un ambiente che, prima di Ascoli- Pescara, sembrava in fibrillazione... E non è proprio una cosa da niente, ci sembra. No?

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