Gravina:’’Non firmerò mai per il blocco del calcio, sarebbe la sua morte’’
Le dichiarazioni del vertice della FIGC all’Ascoli Calcio
Riportiamo interamente le dichiarazioni del Presidente Gravina, intervenuto durante il webinar organizzato dall’Ascoli Calcio intitolato “Crescere Insieme”. Queste le dichiarazioni:“ Il momento è difficile, tutti dicono che ne usciremo migliori e che per noi inizierà una nuova vita. Personalmente auspico che, quando finirà questo periodo, si riscoprirà il piacere di tornare alle relazioni, lo dico soprattutto per chi è sempre alla ricerca ossessiva della crescita personale, bloccando l’equilibrio di tutte le altre parti in causa. Mi auguro che il mondo del calcio, che ha un impatto altamente sociale nel nostro Paese, possa ripartire con minori individualismi. Il piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilità mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma se esso deve far rima con “è finita” dico che, finché sarò Presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi, ripeto, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti. Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest'ultima ipotesi non è percorribile.
Noi abbiamo forti responsabilità contrattuali verso partner e istituzioni internazionali, Uefa, Fifa. In Francia è il Governo che ha stabilito ciò che doveva fare la Federazione. Il Paris Saint Germain, ad esempio, ha detto subito di aver perso 200 milioni dopo l'annuncio della chiusura del campionato ed al momento non sa se riuscirà a partecipare alle coppe europee. E anche i club della Ligue 2 hanno deciso di presentare proposte alternative. Vi immaginate quanti contenziosi dovremmo affrontare in caso di stop? Chi viene promosso? Chi retrocede? Quali diritti andremo a calpestare? Tutti invocano il blocco, lo faccia il Governo, ce lo imponga, io rispetterò sempre le regole. Sento dire che dobbiamo aspettare il contagio 0 e il vaccino. In questo modo in pratica ci stanno dicendo che non potremo disputare neanche il campionato 2020/2021. Quando sarà pronto il vaccino? Quando sarà disponibile? C'è differenza tra il gioco del pallone nelle piazzette e negli oratori e l'industria calcio, che è un'altra cosa. Ai calciatori con famiglie cosa diremo? Che magari per i prossimi 2-3 anni dovranno cambiare mestiere? Ogni giorno devo rintuzzare attacchi e la gente non capisce o fa finta di non capire. Ribadisco ancora una volta il concetto: io la firma su un blocco del campionato non la metterò mai. Se non ragionassimo come sistema, la ripartenza per i club avrebbe dei costi fissi ingenti. Non ci saranno incassi dai botteghini, ci saranno meno sponsor perché le aziende sono in difficoltà, la valorizzazione del prodotto correrebbe il rischio di avere meno peso specifico, ci saranno meno diritti televisivi. Dobbiamo fare una riflessione: non è il caso di fare una riforma, intesa come modalità di sviluppo sostenibile e non solo per quanto riguarda il format playoff/playout? E’ questo il tema su cui dobbiamo concentrarci: siamo gli unici in Europa ad avere cento squadre professionistiche e non si possono più sostenere. Questa è la mia progettualità e lo dico da imprenditore, non da politico, io non so fare politica; sono portato a fare i calcoli ed a capire le criticità delle Leghe. Il vero imprenditore deve alzare l'asticella della qualità.
Approfitto per salutare tutti i presenti, allenatore, calciatori collegati e gli sponsor: faccio un plauso a questi ultimi, lo dico da imprenditore, che ha sempre finanziato lo sport. Il loro impegno è un atto di grande responsabilità sociale, apprezzo chi sostiene la passione di tanti tifosi, di tanti italiani. Ringrazio voi, ma il mio è un tributo a tutti coloro che in Italia sono vicini ai club”.
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da amicodelbannato
buongiorno Pescara, dopo 2 mesi difficilissimi mi riaffaccio qui e trovo l'ostacolo di una marea di pop-up e consensi su privacy da avvalorare o rifiutare ogni 10 secondi, quasi peggio del lock down. Non esiste un modo per facilitare un sereno accesso senza impazzire? Grazie a chi mi vorrà rispondere. E sempre FORZA PESCARA !!
da bubuell.
Spero che Sebastiani resti disoccupato!
da senna
Ma le modifiche al sito le avete fatte fare a sebastiani ? Grazie per l'attenzione.
da pescaratiamo
Gravina ti preoccupi se per i prossimi 2/3 anni qualcuno dovrà cambiare mestiere, ma cosa dobbiamo dire ai giovani che si troveranno nuovamente ad affrontare una crisi di lavoro, a seguito della crisi passata del 2008? Il mondo del calcio è ingiustamente privilegiato.
da pier66
Le parole di Gravina mi fanno vergognare del calcio italiano che, se mai ce ne fosse bisogno, si dimostra ancora una volta il peggiore degli sport e dimostra ancora una volta quali sono gli interessi che lo mandano avanti.. Basta guardare cosa ha fatto la federazione di rugby.. Loro non hanno famiglie da mandare avanti? E non sto dicendo un controsenso perché anch'io amo il calcio ed amo il Delfino, però queste parole e questo comportamento sono fuori luogo..
da DAsempre
Ma quale calcio si dovrebbe giocare? Quello che conosco io, si gioca nello stadio della tua città e con la gente sugli spalti. Se tutto ciò non è possibile è evidente che ci sia un problema insormontabile
da NAVIGATORE
Pallanuoto: le leggende della Sisley Pescara alle Naiadi.
da Morrissey
non sono d'accordo Daniele, purtroppo spesso a sentire calciatori pensiamo a chissà chi... in realtà in alcune realtà di B ma più che altro in C sono lavoratori con stipendi spesso bassi e nemmeno garantiti, lungi da me prendere difese di qualcuno, semplicemente cerco di ampliare il dibattito e la visione... senza poi dimenticarci di tutti gli addetti ai lavori... poi che un dirigente come Gravina debba imparare a parlare e pesare le parole, non ci sono dubbi! Semplicemente voglio dire che il calcio è un'industria tanto quanto le altre e in questo momento viene trattata allo stesso modo, nel senso che si sta pensando a come farla ripartire! Il discorso che ti posso fare da Ultras è diverso, per me il campionato è finito a febbraio, come non condividere tra i tanti il comunicato uscito pochi giorni fa degli Ultras di Napoli per esempio. Poi che i calciatori di serie A abbiano dei privilegi pazzeschi è demagogia ma va comunque denunciato, ma al momento non è questo il punto a mio parere. Ma potrò anche sbagliarmi per carità...
da GIPSY
TECNICAMENTE L'UNICA POSSIBILITÀ CHE AVREBBERO DI SALVARE LA STAGIONE SAREBBE QUELLA DI RIPRENDERLA A FINE ESTATE PASSANDO A FARE COINCIDERE I CAMPIONATI CON L'ANNO SOLARE, MA SAREBBE UNA MOSSA TROPPO SENSATA QUINDI NON LA FARANNO MAI
da daniele
accetto tutto e lo capisco da un punto di vista economivo ma non lo stimo come manager...anche la societa' per la quale lavoro sta perdendo milioni di euro, cosi come TUTTE le compagnie di tutti i settori (trasporti, ristorazione, petrolifere e energetiche, atuomobilistiche etc etc)....ma la frase 'Ai calciatori con famiglie cosa diremo? Che magari per i prossimi 2-3 anni dovranno cambiare mestiere?" la voglio vedere cancellata cavolo ....come si permette .....in Italia ci stanno molte famiglie che NON arrivavano a fine mese e ora sono a terra...e lui pensa ai calciatori? ...incredibile per me
da Morrissey
Ciao Marek, senza alcuna polemica... semplicemente alla tua domanda mi vien da rispondere... perché il calcio professionistico non è uno sport ma un'industria, la terza industria del paese. Non è una giustificazione, e condivido in toto quanto sostiene hank, ma come in tutte le cose bisogna poi fare i conti con la realtà.
da hank
Il pubblico é parte imprescindibile vitale dello "spettacolo" calcio, giocare a porte chiuse é la morte cerebrale del calcio
da Marek..
semplicemente uno scaricabarile. Nessuno vuole prendersi le proprie responsabilità e dunque cercano disperatamente di far scegliere al governo cosi da non assumersi le colpe in caso di denuncie etc... E' chiaro che il campionato non possa terminare. In teoria tutte le soluzioni sarebbero rischiose: se finisci il campionato lo falsi, se lo annulli lo falsi, se continui lo falsi e rischi anche di mettere in pericolo gli atleti. Inoltre, ache se appassionato di calcio, non capisco perche questo sport debba avere una corsia preferenziale rispetto ad altre competizioni sportive.
da mbejamme
A meno che non si voglia mettere due fette di prosciutto sugli occhi, mi sembra abbastanza evidente che la situazione attuale non permette di terminare i campionati. Il mondo del calcio ha raggiunto livelli economici fuori controllo, adesso che la bolla di sapone su cui viagga sta per esplodere.. voglio vedere se arriva un ridimensionamento a questo ZOO impazzito!!
