Il Pescara affonda in Laguna
I biancazzurri imbarazzanti nella ripresa rimediano un sonoro poker dai Veneziani. Fa discutere l'esclusione di Valdifiori.
VENEZIA- Disastro biancazzurro. Il Pescara affonda in laguna e getta lunghe ombre nere sul suo futuro prossimo. La sconfitta patita al Penzo é greve, allarmante, a dir poco, inquietante. Un 4 a 0 che torna a far vedere le streghe alla squadra di Oddo che, seppur largamente rimaneggiata per la circostanza, ha avuto nell'atteggiamento e nella prestazione dei suoi uomini più esperti le sue note più preoccupanti. Con questa siamo alla terza sconfitta consecutiva, ultimo posto in classifica, 9 gol subiti in 4 gare e con un cantiere aperto che non lascia intravedere nulla di buono. Basterà ritrovare tutti gli uomini in organico per imboccare la strada giusta? E' la speranza che tutti quelli che amano il Delfino tengono viva. Ma, dopo questa batosta, non servono più dichiarazioni d'intenti, ora ci vogliono i fatti. E i fatti questa volta portano alla sfida di sabato prossimo all'Adriatico con un'avversaria che si chiama Frosinone. Ecco, quell'appuntamento non si può più sbagliare.
LE SCELTE- La trasferta in laguna si preannuncia più insidiosa che mai per i biancazzurri. I pescaresi, infatti, reduci dall'ingiusta sconfitta interna con l'Empoli, si trovano a fronteggiare nella IV giornata del campionato cadetto, per il turno infrasettimanale, il Venezia di Paolo Zanetti. Al " Penzo" la compagine di Massimo Oddo arriva con il morale a terra ed un organico decimato da numerosi infortuni. Per questo il tecnico degli abruzzesi si affida ad uno schieramento rinnovato negli uomini e nel sistema con ben sei nuovi innesti rispetto alla gara con l'Empoli. Colpisce, senza dubbio, l'esclusione dall' 11 titolare di Valdifiori. Alla fine sceglie Fiorillo tra i pali, Balzano, Drudi, Bocchetti e Nzita nella linea arretrata. Omenga, Memushaj e Diambo nella mediana, con Riccardo, Capone e Galano sul fronte d'attacco.
Il Venezia, dal canto suo, disegna il campo il 4-3-1-2 con Mazzocchi, Modolo, Ceccaroni, Molinaro davanti a Lezzarini, Fiordilino, Vacca e Maleh a centrocampo, Aramu rifinitore, - Johsen, Forte tandem offensivo.
I TEMPO- Parte forte il Venezia. In appena due giri di lancette i padroni di casa si ritrovano un'occasione tanto inattesa quanto clamorosa. Johnsen, approfittando di un vistoso errore di posizionamento della retroguardia ospite, si ritrova davanti a Fiorillo ma non sa approfittarne. Passato il pericolo il Pescara prende coraggio e misure e comincia a fare la sua partita: aspetta quando serve, riparte con criterio. Il primo quarto d'ora di gioco è sostanzialemente equilibrato. Sul taccuini apre la cronaca, al 22', con il cartellino giallo per Amadou Diambo, autore di un intervento troppo vigoroso. In poco meno di dieci minuti si pareggia il conto dei gialli con Cristian Molinaro che, per lo stesso motivo, finisce tra i cattivi. La sfida cresce di intensità sotto il profilo agonistico e così arrivano anche le ammonizioni, prima per Antonio Vacca, per un intrevento scorretto e, un minuto dopo, al 34', per Mardochée Nzita che, si rivelerà decisiva, per la sua espulsione, al 73' proprio per somma di cartellini. La partita, sul finire, regala le emozioni più forti. Prima Mazzocchi, al 37’, minaccia la porta di Fiorillo, ma senza centrare l'obiettivo. Un minuto dopo Diambo spara un sinistro forte e potente su assist di Galano ma Lezzerini fa buona guardia. Quando sembra scontato lo 0 a 0, al termine della prima frazione di gioco, arriva il vantaggio. Fatale ai pescaresi il minuto di recupero. Aramu si ritrova solo a porta vuota dacomplice una dormita clamorosa della retroguardia biancazzurra con Balzano che si fa sorprendere dal colpo di testa di Johnsen, ben servito da Mazzocchi e con Bocchetti che fa la bella statuina davanti alla linea dell'area piccola.
II TEMPO- Il colpo di grazia per il Pescara e sul match arriva dopo 120 secondi dalla riprese delle ostilità . A castigare i pescaresi ci pensa Forte che, ricevuto da Maleh, dopo una serie di rimpalli fortunati, scrive di fatto la parola fine sulla partita. Non serve nemmeno tutto il turbillon di sostituzioni e di metodi che Oddo cerca di mettere in campo. I suoi sono, particamenti, usciti di scena e in balia completa dei lagunari. Una situazione difficile che diventa insostenibile al 74' con l'espulsione di Nzita. Ad affossare del tutto la malferma scialuppa biancazzurra concorre Maleh all'81 e, addirittura, Karlsson, subentrato a Forte , al 93' per un poker che non rende merito ai veneziani che hanno letteralmente preso a pallonate gli avversari e, solo, la solita, straordinaria prestazione di Vincenzo Fiorillo ha impedito loro di conseguire un punteggio tennistico. Preoccuparsi, a questo punto, é il minimo che si possa fare in casa pescarese.
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da lumatt
Facet skif !!! E mi fa kiù skif ki ve fà li skiavitt a kull zizzon. Toglietevi la maglia e tutti gli abbigliamemti cn il logo pescara calcio!!!
