Il cimitero biancazzurro
Il Rampigna che non ci si aspetta, tra storia, calcio e futuro
Chi l’avrebbe mai detto che atleti del calibro di Mario Tontodonati, Gino Di Censo e Bruno Pace, così come migliaia di pescaresi dalla fine degli anni venti fino a pochi anni fa, avessero per anni giocato a calcio su di un cimitero?
Lo scorso giugno, infatti, prima di iniziare la riqualificazione del campo Rampigna, sono stati effettuati i saggi archeologici preventivi previsti dalla legge e con stupore generale (non degli esperti), ci si è imbattuti prima in un tratto di mura della fortezza cinquecentesca di Pescara e poi in una serie di sepolture databili tra alto e basso medioevo, che rivelano come l’area fosse un tempo adibita a luogo di sepoltura.
Questi rinvenimenti così consistenti, hanno bloccato i lavori di riqualificazione dell’impianto che doveva nuovamente riaccogliere al suo interno gli incontri dei campionati giovanili provinciali e regionali e forse anche un museo della leggendaria Strapaesana, accendendo un animato dibattito tra coloro che volevano proseguire con la riqualificazione del Rampigna e chi voleva condurre una campagna di scavo approfondita e contestualmente realizzare in quell’area un Parco archeologico. Il comune ha abbracciato giustamente questa seconda istanza, destinando i fondi previsti per il Rampigna, per la realizzazione di un nuovo impianto in un’area da individuare.
Se intraprendere una campagna di scavo e valorizzazione del sito era un azione più che doverosa, avendo negli anni ignorato e sotterrato buona parte di ciò che è stato rinvenuto in città, rinunciando a dimostrare di non essere da meno a chi si vantava con noi di avere alle spalle “Secoli di onore, vanto e gloria”, è anche vero che una testimonianza del passato del Campo Rampigna, grazie al quale i reperti si sono preservati, andrebbe mantenuta in quanto culla del calcio cittadino e della Pescara Calcio e di molti suoi giocatori e tifosi. Un esempio è quello di mantenere un tratto di tribuna o creare un “wall of fame” con i nomi dei giocatori rimasti di più nell’immaginario dei tifosi, rendendo così onore alla storia del Club biancazzurro, in un momento buio dal punto di vista sportivo.
Rimarrà sicuramente un motivo di vanto per chi ha calcato la terra (a volte melma) del Campo Rampigna, il poter affermare, caso unico in Italia, di aver giocato a calcio su una necropoli.
Francesco Di Bartolomeo
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da Varsavia62
Ringrazio TUTTI i ragazzi della Primavera e lo staff...presumo che il Gestore si stia sfregando le mani...$$$$$...
da leodipescara1936
In sto cimitero seppelliteci sebastiani e seppellitelo li. PESCARA LIBERA
da frittura
Il titolo è un po' sibillino... il capo becchino però sappiamo chi è...
da orazi52
Grande serato
da seratocapogna
La differenza rispetto all'Adriatico è che al Rampigna i morti erano sotto il campo, oggi invece sono sopra ......
