Tino Asprilla, un ribelle a Parma

Il libro di Enzo Palladini racconta una storia che parte da Pescara, dedicato a Federico De Carolis

da Redazione
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Tino Asprilla, un ribelle a Parma, foto 1

Quando pensi al Pescara del Profeta, pensi all’apoteosi. Al 21 giugno 1987, per la precisione, a Roberto Bosco che, al 72’, con un gol epico regala, al mitico Pescara di Giovanni Galeone, la serie A ottenendo, così, un sudatissimo primo posto in coabitazione con il Pisa: ed è subito festa. Festa orgiastica che il pubblico tributa ad un’epoca, ad un gruppo di ragazzi, ad un modo di fare calcio che è ancora vivo nella mente di chi ha nelle vene il sangue biancazzurro.  Un’impresa favolosa scritta da un manipolo di “eroi” che il tifo pescarese ha scolpito nel cuore: Gatta, Benini, Camplone, Bosco, Ciarlantini, Bergodi, Pagano, Gasperini, Rebonato, Marchegiani, Berlinghieri, mandato tante volte a memoria e con le inevitabili varianti, legate a squalifiche ed infortuni che, mano a mano, contemplano anche: Loseto, De Rosa, Gaudenzi. Una squadra favolosa capace di conseguire il maggior numero di vittorie di tutto il campionato cadetto ed il miglior attacco della categoria con 43 reti realizzate.  Stefano Rebonato si aggiudica il titolo di capocannoniere del campionato di Serie B 1986-1987 con 21 gol di cui nessuno realizzato su rigore. Insomma, una stagione irripetibile, da visibilio.
  Quel giorno all’Adriatico, pieno come un uovo, gremito in ogni ordine di posto fino all’inverosimile, sicuramente molto più pieno della capienza ufficiale e senza incidente alcuno, in barba alle norme così stringenti che oggi limitano ottusamente la piena fruizione degli stadi, sono cominciate due belle storie di calcio: quella del Pescara, appunto, e quella del Parma che, in panchina aveva Arrigo Sacchi, capace di scrivere, di lì a poco, col Milan di Silvio Berlusconi, pagine formidabili di calcio stellare. Gli Emiliani, poi, potevano contare anche sulla solidità economica e sull’ambizione di un capitano d’impresa al timone, allora, di un colosso come la Parmalat che, poi, purtroppo,  dimostrerà avere piedi d’argilla
Il nuovo libro di Enzo Palladini racconta quel periodo e quel Parma ma, soprattutto, aneddoti, storie di vita e di calcio del giocatore colombiano arrivato alla corte di Nevio Scala. Una carriera divisa tra alcune coppe, qualche gol spettacolare, tante donne e aneddoti rivissuti attraverso la voce di chi c’era. Seguire il cammino di Faustino Hernan Hinestroza Asprilla, ragazzo ribelle e scapestrato che voleva fare il musicista di salsa, significa riportare alla luce il grande periodo del Parma. Il giornalista lo fa sentendo dirigenti, ex compagni di squadra, giornalisti colombiani e italiani, che hanno avuto a che fare con lui (esagerato dire che hanno avuto un rapporto perché Tino ha sempre diffidato della stampa). L’autore, qui, narra di personaggi d'altri tempi come Nevio Scala, Calisto Tanzi, Giambattista Pastorello, gente che ha provato a capire il calciatore colombiano e non sempre e? riuscita nello scopo. E poi i compagni di quella squadra mitica, da Osio a Melli, da Crippa a Crespo.
Nelle pagine del libro si trovano alcune coppe, qualche gol spettacolare, ma soprattutto tante avventure irripetibili, tante donne, tanti aneddoti rivissuti attraverso la voce di chi c’era. "Il pallone ai tempi di Tino Asprilla" e? la storia di qualcosa che non potrà mai più tornare, perché, quello che si poteva vivere negli anni Novanta, non può essere rivissuto. Nell'era dei social network e della comunicazione globalizzata niente e? più come prima e uno come Asprilla, il calciatore più amato di sempre a Parma, alla prima marachella si troverebbe dentro ad un'incredibile bufera mediatica. Figuriamoci alla millesima.
Il libro esce dalla fervida penna di Enzo Palladini, un giornalista di razza nato a Milano nel 1965, dal 2002, lavora a News Mediaset, dopo tredici anni al Corriere dello Sport. Ha lavorato a lungo con Federico De Carolis, scomparso recentemente e, proprio a lui ha voluto dedicare il libro anche per il grande rapporto umano di spontanea simpatia e di grande affinità che tutti sapevano esistesse tra il Colombiano e il giornalista di Pescara.
Enzo Palladini con Edizioni in Contropiede ha gia? pubblicato "Scusa se lo chiamo futebo?l", "L'anno delle volpi", "Dimmi chi era Recoba", "O Zico o Austria" e ha collaborato alla serie "Football City Guides".
SCHEDA LIBRO
Titolo: IL PALLONE AI TEMPI DI TINO ASPRILLA
Autore: Enzo Palladini
Pag.: 154

Costo: 17,50 euro

Commenti
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da pier66

Hanno fatto tanti anni di serie A e cioè europee SENZA SOLDI..... ERA SOLO UNA TRUFFA...... Incredibile cosa possa succedere in un paese delle banane come la nostra piccola Italia.....