Amichevole Capistrello-Pescara 1-7

I biancazzurri allenano il ritmo gara in vista dei play off.

da Redazione
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Amichevole Capistrello-Pescara 1-7, foto 1

Continua il percorso dei biancazzurri che porterà al primo match dei play off, il prossimo 18 maggio. Zeman vuole mantenere il ritmo gara per questo ha voluto provare diverse soluzioni nell’amichevole odierna, in trasferta, contro il Capistrello. Cancellotti e compagni, si sono imposti per 7-1 sulla compagine marsicana. A segno per gli adriatici, 3 gol di Cuppone, Gozzi, Delle  Monache, Desogus e un’autorete su tiro di Gyabuaa. Per i padroni di casa, la rete è stata realizzata da Di Marco Lorenzo. 

Commenti
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da zdenek

1936 Se ci sono due fighe non necessariamente una è più bona dell'altra 01-05-2023 ore 09:14:25 Oh, esattamente! Galeone e Zeman; Zeman e Galeone... Sono due miti dello sport e del calcio pescarese. What else? hiss

da BrigadaBAN11

Il futuro? Sono questi playoff. Io mi sparerò 600 chilometri di treno per tornare dopo tanti anni in uno stadio che spero sarà pieno. Una cazzo di bolgia deve essere. Appiceme lu foc!!!

da emigratotriste

Qui si parla ancora di Galeone e del 1986....sono passati quasi 40 anni!!!questo rende l'idea di come siamo messi.....bisognerebbe iniziare a parlare anche un po di futuro a Pescara più che ricordare sempre i tempi che furono........

da GermanodaCuneo

Già si pensa al derby con il Teramo, ma ecco che scoppia il caso Palermo. Alla fine il Palermo è fuori dal calcio e la gloriosa società siciliana deve lasciare il posto al Pescara. E il Pescara, viene ripescato in serie B, a tre giorni dall’inizio del campionato ed è di nuovo in gioco.

da GermanodaCuneo

Dal ritiro di Montefortino al trionfo L’incredibile stagione del Pescara comincia il 26 luglio 1986, alle tre del pomeriggio, in una caldissima giornata di piena d’estate. L’appuntamento è nel piazzale del Motel Agip di Città Sant’Angelo, dopo che durante la mattinata nella sede di via Campania il direttore generale Franco Manni e il direttore sportivo Enrico Alberti hanno presentato alla stampa il nuovo allenatore, tale Giovanni Galeone. Galeone è un allenatore di cui nessuno ha mai sentito parlare, che non ha vinto nulla nella sua carriera, che ha accettato il Pescara non per denaro, ma per l’opportunità che finalmente gli si offre di sedere per la prima volta sulla panchina di una squadra con buone possibilità di salire in serie B. In quei giorni, infatti, i biancazzurri sono in serie C, dopo la retrocessione sul campo. Quel pomeriggio pochi tifosi erano presenti al Motel Agip a salutare la partenza della squadra per il ritiro di Montefortino: i giocatori attendevano l’arrivo di qualche dirigente e per lo meno di un pullman che li venisse a prendere. L'attesa fu vana, perché non si presentarono i dirigenti, non arrivò neanche il pullman: i calciatori del Pescara salirono sulle loro vetture e così, mestamente, partirono versa la sconosciuta ma, non lontana località marchigiana. Nel gruppo c’era rimasto qualche rimasuglio della precedente stagione, quasi tutti i panchinari e quelli che con l’allenatore Catuzzi andavano in tribuna, ma c’erano soprattutto molte facce nuove: non si trattava però di acquisti, bensì di ragazzotti provenienti dalla formazione primavera. Nei primi giorni di ritiro, gli sparuti tifosi accorsi a Montefortino avevano avuto difficoltà a ricordare i loro nomi, ad associarli ai rispettivi volti, a non scambiare Gatta con Marcello, Benini con Bergodi e Pagano con De Martino (ceduto poi a ottobre al Brescia in cambio di Gaudenzi e Bressan).

da bolgiabiancazzurra

Per me Galeone e Zeman sono 2 miti non metto mai uno davanti all'altro per rispetto per quelli che hanno fatto a Pescara 2 capolavori ognuno bello e importante a suo modo siamo stati solo fortunati a viverli ...

da Smiths

Credimi Nuccio, l’impresa di Galeone fu più difficile di quella di Zeman. Squadra ripescata dalla C composta per la maggior parte da primavera (Gatta, Bergodi, Camplone, Di Cara, Marchegiani) o da sconosciuti di C ( Pagano, Benini) o provenienti da campionati di B con pochissime presenze (Rebonato, Bosco). La società non se la passava bene, l’allenatore era sconosciuto ed esordiente per la B e l’entusiasmo nullo. Al ritiro non riuscivano nemmeno a fare le partitelle per quanti erano pochi. Un altro mondo. La squadra di Zeman (un allenatore che aveva allenato in A con Lazio, Roma e soprattutto Foggia) aveva giocatori di C ma anche predestinati (Insigne e Verratti). La grandezza del boemo è stato il modo non più raggiungibile (da nessuno) di arrivare in A con gioco e gol, ma non per l’inferiorità della rosa.

da 1936

Se ci sono due fighe non necessariamente una è più bona dell'altra

da Nuccio83

WPE NON STO MINIMIZZANDO CIÃ’ CHE HA FATTO GALEONE MA SE PROBABILMENTE NON RICORDI BENE LA CAMPAGNA ACQUISTI DEL 2011. ANANIA, BALZANO, TOGNI, INSIGNE, IMMOBILE, ROMAGNOLI, BROSCO, POI A GENNAIO, CAPRARI, BOCCHETTI, NILSEN. VENIVANO TUTTI DA C O PRIMAVERE E ZEMAN CI HA BATTUTO TUTTI I RECORD POSSIBILI QUINDI FORSE SEI TU CHE DOVRESTI RIVEDERE UN PO LA STORIA DAI

da wpe62

Anzi, quelli di Galeone erano ragazzi della primavera, nemmeno di C…

da wpe62

Siamo riusciti a prendere gol pure dal Capistrello e qui si parla di serie A …!! Siete ridicoli !! Nuccio, quello che ci ha portato in A con giocatori di C era Galeone non Zeman, studia di più la storia del Pescara.

da mbejamme

Zeman e’ un grande, ma quello che conta e’ tornare in serie B… o con lui o senza di lui!! Le pecore ascolane vanno riportate sulla retta via, visto che se ne vanno tranquillamente in giro tra le partite spareggio d’Eccellenza abruzzese… a fare i galletti con la loro strafottenza e ignoranza.

da Nuccio83

ZEMAN È L’UNICO ALLENATORE CHE CON DEI GIOCATORI DI SERIE C PUÒ ADDIRITTURA PORTARTI IN A E PORTARE AD UN ALTRO LIVELLO IL MATERIALE UMANO A DISPOSIZIONE. NEL 2011 A PARTE CASCIONE, SANSOVINI E ZANON ERANO TUTTI GIOCATORI SCONOSCIUTI O PRESI DALLA C, BALZANO, TOGNI, BROSCO, ROMAGNOLI, INSIGNE, IMMOBILE E VIA DI SCORRENDO. NON MI MERAVIGLIEREI SE DOVESSIMO SALIRE SE POI FACESSIMO IL DOPPIO SALTO

da frittura

Questo è un vero allenatore. Cuppone era l'unico che usciva ridimensionato dal bilancio provvisorio della sua gestione. Cuppone lo mette in amichevole e dimostra che ha fame. Questo è gestire un gruppo. Grazie. Grazie anche perchè nel frattempo ci eravamo dovuti sorbire gli Epifani i Zauri i Grassadonia e simili. Grazie e anche se te ne andrai qui puoi tornare tutte le volte che vuoi. A 80 anni. A 90 anni. A 150 anni. Grazie.