In ricordo di Giuseppe Adolfo De Cecco, detto Beppe

Uomo di visione, di passione, di città

da Redazione
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In ricordo di Giuseppe Adolfo De Cecco, detto Beppe, foto 1

Ci sono persone che non si possono raccontare solo con le date, i ruoli, le imprese. Giuseppe Adolfo De Cecco, per tutti semplicemente Beppe, è stato una di quelle figure che si sono fatte città, che hanno abitato Pescara con una presenza viva, brillante, inconfondibile. Azionista della celeberrima azienda di famiglia, fratello di Filippo Antonio De Cecco, presidente del gruppo, Beppe ha portato il suo cognome con orgoglio, ma anche con leggerezza, con quella sua ironia elegante che lo rendeva immediatamente riconoscibile.


Chi lo ha incrociato a Piazza Salotto, magari in una giornata di sole, sa che la sua figura flaianea era parte del paesaggio urbano: un pescarese autentico, capace di vivere la città con quella goliardia che non è superficialità, ma gusto per la vita, per l’incontro, per la battuta che lascia il segno. Un edonista profondo, come lo definivano gli amici, che sapeva coniugare il piacere con l’impegno, la leggerezza con la responsabilità.


Il calcio è stato il suo grande amore. Non solo da tifoso ma, da costruttore. Poggio degli Ulivi, il centro sportivo che ha voluto e realizzato in contrada Moscarola a Città Sant’Angelo, è il segno tangibile di una visione: creare un luogo dove i giovani potessero crescere, allenarsi, sognare. Lì ha ricoperto la carica di presidente del sodalizio nerazzurro, e lì ha curato con dedizione un settore giovanile di grande rilievo, grazie anche alla preziosa collaborazione tecnica di Francesco Prospero. A lui si devono le edizioni del Torneo De Cecco, che ha portato in Abruzzo le migliori formazioni Primavera della Serie A, trasformando un piccolo centro in una vetrina nazionale.


Ma Beppe non si è fermato. L’esperienza di Città Sant’Angelo è stata il trampolino per il grande salto: il Pescara Calcio. Insieme a una cordata di imprenditori, ha rilevato il club in un momento drammatico, salvandolo dal fallimento e restituendogli dignità e ambizione. Le sue stagioni da massimo dirigente biancazzurro sono state memorabili: a lui si deve l’arrivo del primo Zeman sulla panchina pescarese, e con lui la nascita di una delle epopee più belle del calcio italiano, quella di Immobile, Insigne e Verratti. Un sogno che ha fatto battere il cuore a un’intera città.


Sempre pungente, mai banale, le sue dichiarazioni erano attese, commentate, spesso provocatorie, ma sempre autentiche. E quando le divergenze con l’attuale presidente del Pescara si sono fatte insanabili, Beppe ha scelto di uscire di scena come aveva vissuto: rumorosamente, ma con coerenza.


Oggi, nel ricordarlo, non possiamo che sorridere con gratitudine. Perché Beppe De Cecco non è stato solo un imprenditore, un dirigente, un appassionato. È stato un uomo che ha saputo vivere, e far vivere. E Pescara, che lo ha avuto tra i suoi figli più vivaci e generosi, lo porterà sempre nel cuore.




Paolo De Carolis

Commenti
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da Cinpiel

Sentite condoglianze alla fam. De Cecco per quello che stanno facendo innanzitutto al lavoro che stanno dando a centinaia di famiglie dare lustro a questa regione nonché nazione con il loro marchio di qualità. Poi anche allla Pescara calcio gli anni di Galeone e l’ultimo salvataggio dal fallimento

da M49

Riposa in pace Peppe, per quanto mi riguarda competente e persona di rispettabilità indiscutibile...

da Giooooo8

Non vorrei mancare di rispetto al post. Ma scusate secondo voi si gioca?

da Harken

Dispiace molto perché comunque era una persona frega e veramente tifoso. Tuttavia, il tragico evento non faccia dimenticare che il soprannome era Zio Forbicione, dopo il famoso taglio delle utenze al Poggio. Così come la tristezza non può farci scordare chi ha capeggiato le dimissioni farsa del cda dopo il comunicato di contestazione dei rangers, di chi ha ripescato rdg, di chi è andato via dopo aver tentato in tutti i modi di vendere il Poggio, di chi ha lasciato 11 ml di debiti, etc., etc. Quindi tenete a freno i panegirici, ci sono sia luci che tante ombre.

da nonnocanguro

Non ci sono parole mgliiori di chi ha celebrato Don Peppe De Cecco: un uomo vero,sincero,sportivo,presiden
te...fino a quando ha lasciato il Pescara,dopo aver tanto dato,fatto,costruito,realizzat
o, Poi,poi, sono intervenuti altri personaggi:io non conosco le vere ragioni del passaggio di proprieta! Se qualcuno ne è a conoscenza dovrebbe giustamente farcele sapere. Comunque, orgogliosi di quanto lui ha fatto, di dove ci ha portato,degli uomoni che abbiamo oggi in campo,dell'allenatore da serie A. siamo tutti decisi a combattere per la squadra ed andare avanti, nel nome di PESCARA!PESCARA!

da wpe62

Soloperlamaglia1936 Ti do in parte ragione, infatti ho detto che “non ha completato l’opera” abbandonando la società nelle mani del cazzaro. In quanto ai soldi ti ricordo però che il “pezzo grosso” della De Cecco Spa non era e non è mai stato lui.

da ge74

I punti interrogativi non erano per mettere dei dubbi sulla sua pescaresita’ ma un cuore bianco azzurro che avevo inserìto x rafforzare il concetto… Ma purtroppo il sistema me lo ha trasformato in punti interrogativi

da ge74

Bellissimo articolo che racchiude il personaggio Don Peppe De Cecco pescarese verace ???? Rip

da ArriviAmo

Condoglianze ai familiari. Figura importante come imprenditore e per una bella parentesi nella Pescara calcio, Zeman lo volle lui e i risultati furono eccezionali. A Dio don Peppe