Addio a Giovanni Galeone, il maestro che fece grande Pescara

Il ricordo del Profeta, uomo vero, pescarese d’adozione e poeta del calcio

da Redazione
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Addio a Giovanni Galeone, il maestro che fece grande Pescara, foto 1

di Paolo De Carolis 

Ci sono allenatori che passano, e uomini che restano. Giovanni Galeone appartiene alla seconda categoria: quella dei maestri, dei visionari, degli uomini che sanno trasformare una squadra in un’idea, una città in un racconto, un sogno in realtà.


Negli anni Ottanta, Pescara era una città che cresceva, che si allungava verso il mare e verso il futuro. Una città che voleva farsi conoscere, respirava entusiasmo e ambizione. Dopo la retrocessione di Catuzzi, il direttore sportivo Manni ebbe un’intuizione quasi poetica: affidarsi a un tecnico friulano dal carattere ruvido e dallo sguardo lungo, capace di leggere il calcio come un romanzo. Così, quasi in silenzio, arrivò Galeone. Nessuno lo sapeva ancora, ma stava cominciando una fiaba.


Con lui nacque una banda di ragazzi terribili — Berlinghieri, Pagano, Rebonato, Gasperini, Bosco, Camplone — giovani, sfrontati, pronti a tutto. Galeone prese il “verbo della zona” lasciato in eredità da Catuzzi e Prosperi e lo trasformò in arte. Il suo calcio era movimento, coraggio, fantasia: un’idea che anticipava i tempi, che faceva sognare anche quando non si vinceva.


Ogni partita diventava uno spettacolo, ogni vittoria un pezzo di storia. La prima volta a Teramo fu solo un lampo, un presagio. Poi vennero le domeniche di sole e di speranza, lo stadio pieno, la città che imparava a guardarsi allo specchio e a riconoscersi nella leggerezza di quel Delfino che nuotava alto, sopra ogni previsione.


In quegli anni, Pescara si scoprì viva. Cresceva nello sport, nella cultura, nell’economia. E Galeone ne divenne simbolo e voce: un uomo del Nord che parlava al cuore dell’Abruzzo, che sapeva farsi abbracciare da una città che lo adottò come un figlio. Un “patrono laico” del biancazzurro, un condottiero gentile, capace di unire il mare e la montagna in un’unica bandiera.


Attorno a lui c’era un mondo che respirava sport: la pallanuoto di Estiarte, il basket, la pallavolo. Ma il calcio di Galeone divenne qualcosa di più di un gioco. Fu linguaggio, identità, appartenenza. Un modo di dire: noi ci siamo, e non abbiamo paura di sognare.


Oggi che Giovanni Galeone ci lascia, è come se un pezzo di quel cielo che unisce l’Adriatico al Gran Sasso si fosse improvvisamente velato di malinconia. Ma in quel cielo, il biancazzurro brilla ancora. Brilla come le notti di festa, come gli occhi di chi c’era e non ha dimenticato.


Perché Galeone non se ne va davvero. Resta nei racconti dei padri ai figli, nelle fotografie ingiallite, nei cori di uno stadio che ancora oggi sussurra il suo nome. Resta nel sogno di una città che, grazie a lui, imparò a credere che anche da Pescara si poteva arrivare ovunque.


Addio, mister. E grazie per averci insegnato che anche il calcio può essere poesia.

Commenti
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da pirata

Ho impiegato del tempo per metabolizzare la funesta notizia. Nel frattempo mi sono tornate in mente, oltre ai bei ricordi calcistici soprattutto la prima promozione in A con un calcio stellare, gli incontri col mister. Era solito uscire col gommone e sostare al largo del porto con una canna pesca ma non era lì per pescare. Era lì per riflettere,come mi spiegava prima dell'allenamento pomeridiano, cercava ispirazione e meditava sulla formazione. Qualche volta accettava un caffè e una volta chiese un accendino perché il suo era caduto in quel mare che tanto amava. Buon viaggio Profeta rimarrai per sempre nei nostri ricordi più belli.

da madelib

Caro Mister Galeone, avevo 16 anni quando, nel 1986, a Pescara, Lei pose la prima “pietra miliare” del più bel calcio visto e vissuto nella Sua “città adottiva”. Con un’imperitura simbiosi Lei ha reso Pescara magica e se ne è innamorato come la Sua Pescara si è innamorata di Lei, che ha dimostrato da sempre di averne attinto la “Pescaresità”… …il tutto, al pari dell’Amore che Lei ha sempre dimostrato di nutrire per la Sua Signora, la Signora Annamaria (“Checca”), che, pur non conoscendola, abbraccio con silenzioso rispetto partecipandole le più sincere e profonde condoglianze… Le parole e le lacrime di ognuno di noi non basteranno mai a trasmettere completamente, soprattutto a chi non ne ha fatto parte, quel quid che può essere “respirato” e sentito con autentico e profondo pathos soltanto da chi ha avuto il casuale e fortunato privilegio di vivere quell’epoca, ben presto diventata mitica leggenda Galeoniana… Ogni volta che L’ho incontrata di persona, il mio cuore biancazzurro ha sempre battuto forte e mi sono sempre sentito fiero ed orgoglioso di Lei, come se fosse un secondo Padre da rispettare e prendere come luce-guida… Dal 1986 conservo gelosamente ogni aneddoto ed ogni ricordo che da sempre mi hanno legato – e che per sempre mi legheranno – a Lei. Il Suo ricordo sarà sempre vivo nonostante assieme a Lei se ne sia andato un pezzo della vita mia e di chiunque L’ha vissuta ed amata… Arrivederci, Mister!

da biaazz

Ciao Mister,intitoliamoli lo stadio vi prego,e domenica lottare per lui.

da Laraje

La città ed i pescaresi chiedono un riconoscimento importante per Giovanni Galeone. Che sia lo stadio o una piazza importante, un monumento in zona stadio credo che l'amministrazione comunale non possa esimersi dal procedere in maniera celere. Lo merita, lo meritiamo, senza polemiche e che sia un atto senza distinzione di colore politico.

da mbejamme

Domenica non dobbiamo contare su questa pseudo societa’, dobbiamo solo contare su quello che proviamo dentro.. sono sicuro che bastera’ a creare quell’atmosfera che il Gale merita!

da kohler

Non posso dimenticare una amichevole del giovedì prima che esplodesse Rebonato: io lo marcai e il Gale si incazzò perchè lui era svogliato. La domenica dopo fece 2 goal al Taranto ed inizio il suo cammino di goleador. Il profeta, all'intervallo venne da me che ero il capitano e mi disse: " come va? ce la fate fisicamente?". Una persona eccezionale.

da DAsempre

Galeone allenatore, Scibilia presidente, Pierpaolo Marino direttore sportivo, Leo Junior giocatore. Cioè ma vi rendete conto di cosa abbiamo avuto!

da robybaggio

Sebastiani che non parli non c'e' ne frega una cippa ......una cosa deve fare STADIO GRATIS DOMENICA

da Smiths

Galeone e Galeone … altri, con rispetto non possono essere accostati a quello che ha rappresentato e rappresenta per diverse generazioni di pescaresi. Solo Tom è a quel livello

da BrigadaBAN11

Stadio Adriatico Giovanni Galeone. Regno del 433. Anzi obbligo del 433. Riappropriamoci delle nostre cazzo di radici, sempre a cella ritta, sempre sfrontati e coraggiosi. Ma con i fatti, non a parole.

da DAsempre

Lo stadio dovrà essere pieno in ogni ordine di posto e anche oltre..... E chi non trova il biglietto tutt'intorno. Stadio Adriatico Giovanni Galeone. Ora!

da pescarafalco

Ci vuole una presa di coscienza da parte di tutti per domenica... Di quelli che non vengono allo stadio, di quello che decide il costo biglietti (bashtiano), degli ultras nell'organizzazione di una commemorazione all'altezza ecc...troppi fattori difficili da incastrare, difficili, non impossibili... La presenza no, quella dovrebbe essere un obbligo per chi ama il Pescara per chi ha amato Galeone

da Marek._

Tom rosati, galeone, zeman e baldini (si qualcuno storcerà il naso ma aspettate qualche anno e capirete il miracolo che ha fatto)…. sempre nella storia del Pescara calcio perché sono il simbolo del carattere dei pescaresi e della città

da M49

Non vi è intitolazione più giusta verso lo stadio, il Giovanni Galeone e basta!

da Mobastacaxxo

Alex concordo in pieno spero si possa realizzare una cosa bella e che faccia capire cosa significa quando una persona che veste i nostri colori e la onora l'amore corrisposto è immortale Galeone è stato tutto questo Galeone non era nato a pescara ma era più pescarese di tanti che ancora oggi sono in mezzo alla pescara calcio mi auguro che veramente lo stadio sia pieno e urli il nome del nostro papà anche per far capire a cullu che non è degno di stare ancora alla guida del pescara

da Giampaolo

Credo che questo racchiuda veramente tutto, ottimo articolo, "credere che anche da Pescara si poteva arrivare ovunque".....adesso sembra così difficile, ma verrà il giorno il cui respireremo ancora quell'aria, è successo con Zeman qualche anno fà, e succederà ancora ne sono sicuro...perché Pescara è quella, nell'anima, sotto la polvere, c'è una scintilla...qualcuno sono sicurò che la sveglierà ancora e il Profeta dall'alto si gusterà lo spettacolo.

da AlexG1974

Sarebbe bello se domenica lo stadio fosse pieno. Sarebbe bello se, per tutti i novanta minuti, si cantassero i cori per Galeone. Sarebbe bello se della partita non importasse a nessuno. Sarebbe il modo migliore per omaggiare il Profeta e far capire a chi indossa la nostra maglia che cazzo significa entrare nel cuore dei pescaresi. Sogno un'atmosfera surreale, fuori dal tempo, come se in campo ci fosse la squadra di ragazzini che tante gioie di ha regalato. Sarebbe bello mostrare al mondo il modo di amare di Pescara.

da Harken

STADIO ADRIATICO "GIOVANNI GALEONE". L occasione per rimediare all intitolazione che a nessuno è mai piaciuta, con tutto il rispetto per Cornacchia, intestategli la pista di atletica.

da galeone4-3-3

Non una parola da parte di CULLÙ e della società per la scomparsa del PROFETA. Non aggiungo altro

da VillaDeRiseis

R.I.P. PROFETA.... PESCARA E I PESCARESI TI ONORERANNO SEMPRE....STADIO INTITOLATO A LUI IL MINIMO CHE SI POSSA FARE....FORZA PESCARA SEMPRE.....

da pescarafalco

Sebastiani, prezzo simbolico, stadio pieno, tributo doveroso al mister e 3 punti.

da ROBERT

Avrei letto adesso su un sito monza news che la famiglia comunicherà i dettagli di dove si svolgera il funerale e dovrebbe essere domani a Pescara, così fosse ci saro' , mai avrei potuto mancare al suo ultimo saluto.

da DAsempre

Mio padre era del 1941, proprio come Galeone, quando qualche anno fa è venuto a mancare ho avuto la sensazione che la mia gioventù finisse con la sua scomparsa ; quantunque fossi già abbondantemente adulto. Oggi ho la stessa sensazione, è finita un'epoca irripetibile e con essa tutto il bello che c'è stato. Ho sognato a occhi aperti; grazie mr. Galeone, un padre. Il Profeta

da ZICO

Sta girando una petizione su change.org per intitolare lo stadio a Giovanni Galeone.

da Mobastacaxxo

Arrivederci papà del calcio offensivo poeta e esteta maestro indiscusso di calcio e di vita vissuta sempre al massimo pescara e i pescaresi perdono un riferimento un papà un amico un uomo che a pescara ha dato tutto e i pescaresi per questo te ne saranno sempre grati l'unico rammarico è non averti visto vincere magari anche con il tuo pescara ciao Gale.....

da Cozzeevongole

Buongiorno a tutti, sapete se sarà presente una delegazione di tifosi al funerale?