A Udine il saluto a Giovanni Galeone: l’ultimo applauso al ''Profeta'' del calcio
Molto emozionante il ricordo, al termine della Funzione, del giornalista Pierpaolo Marchetti
di Paolo De Carolis
Nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata, cuore spirituale di Udine, si sono celebrati oggi i funerali di Giovanni Galeone, indimenticato tecnico, pensatore di calcio e uomo di cultura. Una folla composta ma partecipe ha gremito la chiesa: amici, ex giocatori, allenatori, tifosi, personalità del mondo sportivo e semplici cittadini, tutti uniti dal desiderio di rendere omaggio al “Profeta”.
Tra i presenti, volti noti del calcio italiano come Massimiliano Allegri, suo allievo e amico fraterno, Bosco, e tanti altri protagonisti di un’epoca che Galeone ha contribuito a segnare con il suo stile unico e la sua visione rivoluzionaria. In molti sono arrivati anche da lontano: dal Friuli alla sua amata Pescara, dove l’allenatore lasciò un segno indelebile, sportivo e umano.
La cerimonia, solenne e raccolta, è stata presieduta da Mons. Luciano Nobile, che ha ricordato Galeone come “un uomo capace di insegnare la libertà del pensiero anche attraverso un pallone”. Nella luce morbida di un pomeriggio novembrino, quasi come un raggio di sole che filtra tra le navate, è risuonato il toccante ricordo di Pierpaolo Marchetti, storico amico e firma de Il Messaggero.
Marchetti ha raccontato quarant’anni di amicizia: i primi libri regalati, l’amore condiviso per il cinema e la letteratura, le serate trascorse a “filosofeggiare” sulla vita e sul pallone, la curiosità inesauribile di un uomo che sapeva entusiasmarsi come un ragazzo davanti a ogni nuova scoperta.
Ha evocato l’immagine di Galeone durante l’inaugurazione della nuova stazione di Pescara, accanto all’allora sindaco Piero D’Andreamatteo, con il suo inconfondibile stile: il nodo di cravatta alla Galeone, il maglione senza camicia, la sigaretta spezzata tra le dita, l’ironia sottile e la leggerezza intelligente che lo accompagnavano sempre.
Tra i banchi, volti commossi e sorrisi malinconici come quelli di Massimiliano Allegri e Adriano Galliani, tra gli altri. Perché Galeone non era solo un allenatore: era un maestro di vita, capace di trasformare ogni conversazione in un piccolo viaggio nel pensiero, tra i grandi del cinema e della letteratura, tra calcio e filosofia.
Alla fine della celebrazione, una delegazione di tifosi e rappresentanti del Comune di Pescara, l’Assessore Patrizia Martelli, il vicepresidente del Consiglio Comunale, Claudio Croce e il Consigliere comunale, già Sindaco Luigi Albore Mascia ha reso omaggio al loro tecnico più amato. Nel mesto ritorno verso casa, una certezza li accompagna: non saranno più soli, perché la memoria e lo spirito di Giovanni Galeone continueranno a sostenerli, nell’arte, nell’intelligenza e nella passione del suo calcio pensante.
Ora restano, come scriveva lo stesso Marchetti, “i contenitori di lacrime per la sua dipartita”, un’immagine che al “Profeta” avrebbe strappato una risata. E forse, da qualche parte, starà ancora sorridendo.
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da gips
A Pescara ci sarebbero state migliaia di persone ma bisogna rispettare le volontà del mister e della famiglia! Noi possiamo onorario domenica
da ZICO
Kodemondo, confermo.
da emigratotriste
Scusate ma non si era detto che le ceneri sarebbero state gettate in mare a Pescara??chi è che ha messo in giro questa cazzata???
da robybaggio
Grande P.P. Marchetti. GRAZIE.
da galeone4-3-3
Qualcuno della nostra mirabolante società, da CULLÙ a FOGGIA sono andati ad onorare IL PROFETA ? la risposta penso già di conoscerla
da KoDeMondo
Comunque c'era più gente al funerale di mio padre Zanni
da savino69
Pierpaolo Marchetti grazie…
da *ALESSANDRO*
L’avevi scritto ieri, la curva sarebbe già dovuta finire in giornata, invece niente per non parlare dei distinti deserti e della sud che ovviamente non verrà mai aperta.
da NAVIGATORE
80 anni di Galeone: “Sento l’amore dei pescaresi”
da zamora
sembra che oggi ai funerali del Gale il nostro “amato” presidente non abbia risposto presente. C’è qualcuno che puó confermare? Se cosi fosse sarebbe un fatto gravissimo.
da e
ragazzi, ma dai ...domenica piove ..metti che poi a qualcuno viene il raffreddore ..che si stessero a casa a scrivere sui social ..io c'ero di qua e io c'ero di là e a postare le foto col profeta
da PESCARACOSANOSTRA
MISTER TI AMO TI AMERÒ SEMPRE GRAZIE DI TUTTO. GIOVANNI GALEONE STILE DI VITA. HAI DATO VOCE E COLORE A UNA CITTÀ SAPENDOLA CONOSCERE. NESSUNO COME TE. MAI. CHI NON VIENE ALLO STADIO DOMENICA DOVREBBE EVITARE DI GUARDARSI ALLO SPECCHIO PER IL RESTO DEI SUOI GIORNI.
da pn65126
A che serve intitolargli lo stadio se poi lo stadio lo lasciamo vuoto? Abbiamo fatto il tutto esaurito in curva per Pe-Empoli e Pe-Venezia e domenica che dovremmo riempire tutto l'Adriatico-Galeone saremo poche migliaia. Deprimente.
