Gorgone: ''Voglia una squadra cattiva, coraggiosa e dedita al sacrificio''
Le dichiarazioni del tecnico biancazzurro alla vigilia del match con il Catanzaro
Gorgone: “Sono molto contento di essere qui, è una piazza importante, una società che ha visto squadre prestigiose e allenatori importantissimi. Per me è un onore, non sono parole di circostanza ma lo penso davvero. È una grande occasione, sono molto contento e carico di questo, ringrazio i dirigenti e la società che mi hanno scelto.
Per me che vivo un po' “all in” la mia carriera da allenatore, questo è un all in. Quindi speriamo di mettere in pratica quello che penso e sono convinto che questa squadra possa fare cose positive. Le sensazioni sono buone, è pur vero che all'inizio è normale che sia così quando c'è un cambio di allenatore, poi l'intensità che ho visto e l'attenzione vanno portate avanti nel corso delle settimane. Per quanto riguarda gli indisponibili, Ogonkono oltre ai soliti Merola e Olser, Kraja è in dubbio forse anche Tsadjout, forse è in dubbio lui e vediamo anche oggi Capellini, un paio di cose da valutare.
Tsadjout, è rientrato, sta bene, non ho avuto nessuna ricaduta. Devo essere certo che il ragazzo è tranquillo di poter essere a disposizione, questo è importante. È un ragazzo che fermo da tanto tempo, quindi l'aspetto mentale conta. Ho bisogno di giocatori che stanno bene al 100%. Tutti sappiamo dell'importanza di Tsadjout, però se non si sente e non vedo che ha ancora la convinzione o il timore di poter ricadere in qualcosa, questo lo devo valutare. Capellini solo un affaticamento muscolare, idem per Okwonkwo.
Sulla condizione atletica, ho trovato una squadra che ha fatto questi sette allenamenti, una squadra che ha spinto. Sicuramente era una squadra forse un po' scarica, ma può darsi che sia un aspetto fisico, può darsi che ha un aspetto mentale di risultati. Dopo un po' di sconfitte abbastanza pesanti ci sta che la squadra si demoralizzi un po'.
Cosa vedrete diverso? Vorrei vedere un po' più di intensità da parte di questa squadra perché lo ha nelle corde, si è visto anche in questa stagione, in alcune partite meno, si è visto nelle stagioni precedenti. Non sono uno che a prescindere cerca di fare quello che penso piaccia di più a me o che metta più risalto quelle che sono le mie caratteristiche perché a volte ci può stare che gli allenatori forzino un modo di giocare per mostrare qual è la loro idea. Io credo che l'aspetto fondamentale, se io sono qui, è perché credo fermamente che questa squadra possa salvarsi e quindi l'obiettivo principale è ricaricarsi un po', avere un po' più di tranquillità per fare un campionato diverso il prima possibile e quindi una squadra aggressiva finché ce ne abbiamo di spingere, di avere coraggio nell'affrontare gli avversari anche se sulla carta possono essere superiori per la classifica, per i nomi, per il blasone. Quindi questo sicuramente. Poi in 6-7 giorni non è facile dare un'impronta, secondo me, chiara, però mi aspetto da loro e mi aspetto questo, una voglia di rivalsa nell'atteggiamento, nella fase di non possesso, importante. So che era una squadra che cercava di giocare perché ho visto molte partite, però in queste categorie, ma io credo in tutte le categorie, c'è bisogno di una fame, di un'aggressione, di una voglia di non farsi saltare, soprattutto quando affronti squadre di un valore probabilmente diverso.
Non posso stravolgere totalmente una squadra che è stata costruita in un certo modo, proprio per caratteristiche degli avversari, quindi io mi aspetto una partita di una squadra che abbia veramente voglia di riprendersi con cattiveria, con agonismo. Poi, piano piano, il resto verrà messo dopo.
Dopo tanti anni, sono 15 anni che faccio l'allenatore, l'ho fatto prima in una veste, inizialmente da allenatore, poi da viceallenatore, poi sono tornato allenatore ripartendo dalla Primavera 2, quindi non ho assolutamente timore, anzi sono contento di aver avuto un'occasione e quindi la responsabilità è tanta. Però l'ho detto prima, all-in è per semplificare, che non vuol dire poi andare bendati a fare le cose, però sicuramente pretendo che chi stia con me, accanto a me, abbia la stessa voglia e foga di poter costruire qualcosa, di poter confermarsi per chi già c'è, di poter emergere per chi non l'ha fatto. Poi mi porto dietro tutte le esperienze che ho avuto in questi anni. Ho giocato a calcio, ho fatto allenatore ripeto, sono 15 anni, non perché sono tanti 15 anni, però per dire ne ho viste, ho visto tante situazioni, ho fatto tesoro di cose che ho fatto, farò degli errori, spero il meno possibile, però l'importante è trovare la chiave giusta, quella è la cosa più importante, con la squadra e con i ragazzi.
Questo Pescara può giocare con le due punte perché ha tanti attaccanti a disposizione con caratteristiche diverse. Ha giocato con una punta e due trequarti nella prima parte di stagione, quindi è un'alternativa percorribile.
Dagasso l'anno scorso, quest'anno in Nazionale, il suo ruolo è una mezzala, una mezzala sul piade forte, quindi prevalentemente gioca a sinistra. È un giocatore che conoscete molto bene, quindi secondo me i giocatori vanno messi nei ruoli dove dovrebbero rendere al meglio. Cercherò di farlo con tutti.
A volte probabilmente ci può stare che a qualcuno venga cambiata posizione per vedere qualcosa di diverso. Però in linea di massima, per un ragazzo così giovane, che ha fatto già delle stagioni importanti, credo che sia normale mantenere la posizione che occupa, al di là poi del modulo quello che sia.
A volte sono impietosi negativamente, a volte sono fortunosi in modo positivo i numeri, perché poi può darsi che uno fa pochissimi tiri e riesce a concretizzare tanto, così viceversa una squadra magari prende tanti gol, nonostante non abbia subito così tanto. È un aspetto importante, però secondo me non bisogna trasmettere troppo questo, che altrimenti se una squadra non deve prendere il gol, vuol dire che vuoi o non vuoi trasmetti un messaggio di una squadra che innanzitutto non dobbiamo prenderlo, che è vero, che è fondamentale. Però secondo me questa squadra ha bisogno anche di credere un po' in quelle che sono le sue qualità, che ne ha. Poi il tempo dirà se ne ha poche o abbastanza per questa categoria o meno. E quindi un messaggio importante, sì, l'aspetto difensivo, però non rinunciare assolutamente a giocarci le partite.
Ho lavorato sul piano mentale. In realtà lavorare sul piano mentale secondo me è trasferire dei messaggi chiari, molto chiari ai ragazzi. Poi secondo me l'allenatore lo trasmette sia verbalmente che non verbalmente in alcuni concetti che ritiene opportuni. Quindi per me, per quello che sono stato, mi porto dietro anche un'esperienza da giocatore, ero un mediano, quindi secondo me sono cose fondamentali. Quindi i ragazzi se non l'hanno capito lo capiranno, ma comunque vengono da annate dove hanno dimostrato questo attaccamento, questa voglia di spingere, di andare a far gol, di lottare fino all'ultimo, quindi non credo che abbiano così tanto bisogno di insegnamento. Però per quello che sono io, sicuramente trasferirò quelle che sono cose fondamentali e spero che recepiscano tutti velocemente, ma per il bene della squadra, non per un gusto personale di autorità. Non ho bisogno di mostrare, le squadre percepiscono, gli allenatori percepiscono quello che trasmettono, non c'è bisogno di esternarlo, di fare bella figura magari con voi. Però penso di essere stato in questi sette giorni sotto questo aspetto abbastanza chiaro e deciso.
A livello morale è normale che i risultati ti tolgono l'autostima, o te ne danno a volte eccessivamente. Quindi ci sta, ho trovato una squadra un pochino sfiduciata, però che poi negli allenamenti, che ripeto, hanno poco valore, perché vengono dopo un cambio tecnico. Quindi la prima cosa che ho detto è che vorrei rivedere questa settimana, cioè vorrò rivedere queste settimane sempre, perché altrimenti vuol dire che qualche errore è stato fatto. Quindi il punto di vista dell'emotività c'è, perché quando una squadra fa otto punti, si ritrova in quella posizione di classifica, tutti guardano che dietro c'è la Sampdoria, ci sta che ci sia un momento di scoramento. Devono ricaricarsi, perché io credo che questa squadra abbia le possibilità di poter competere per tirarsi fuori da questa situazione. Poi il campionato dirà cosa potrà fare. Intanto il primo obiettivo è riagganciarsi, lottando con sudore, con sacrificio e poi sperando di riuscire il prima possibile ad avere qualche risultato positivo per darci un po' di carica, un po' più di motivazione. Però le motivazioni vanno prese anche dentro di noi. Quindi se aspettiamo che dall'esterno arrivino sempre. A volte bisogna un attimino avere il coraggio di scendere in campo, di giocarsi una partita a viso aperto, con grande attenzione.
E poi il calcio, ragazzi, lo conoscete più di me. Se vinci la partita viene vista in un modo, se perdi è stata fatta la stessa partita, viene vista in un altro modo. Quindi noi intanto cercheremo di fare quello che è necessario fare.
Grandissimo sacrificio, voglia, cattiveria, coraggio e poi vanno messe anche delle caratteristiche tecniche perché altrimenti diventa soltanto una battaglia così un pochino metaforica che diventa un po' un racconto che fa comodo. Bisogna poi mettere tecnica, gioco, idee.
Senza ora non è troppo alto scoprire i massimi sistemi, anche se è bello la discussione, intriganti.
Tonin si è allenato come gli altri attaccanti.mSono in tanti. Sono stato chiaro nel dire quello che penso, che è la verità. Non c'è una scelta che è definitiva su ogni cosa. Ovviamente ci sono delle valutazioni. A volte ci sono anche dei momenti ne vedere calciaitori con una voglia di riscatto che magari un allenatore spera di trovare in qualche giocatore.
Poi non sono neanche un allenatore che non ha preoccupazione nel far giocare qualche ragazzo nuovo. Nuovo intendo giovane. Che magari non ha esperienza.
Devo cercare solo di farlo nei momenti secondo me più opportuni. Di una stagione. Però ripeto, non precludo delle cose.
Non sono uno che decide una cosa e va dritto solo per quello perché l'ho deciso io. Capace che cambi idea. Perché ritengo che una cosa magari non va nel verso giusto.
Quindi c'è quell'ipotesi di Tonin. Come hanno altri possibilità. Altri ragazzi che hanno avuto meno spazio in questo momento. Letizia l'ho provato in quel ruolo di braccetto. Perché secondo me lo può fare bene. Potrebbe essere un'alternativa. Non so se da domani vedrò anche le situazioni a disposizione degli altri giocatori. Però sì, è un ragazzo intelligente. Che può fare secondo me tutti i ruoli. L'ha dimostrato scorso anno. Ha fatto il centrale di una difesa a quattro. Le alternative ci sono. Sono fiducioso io di questi ragazzi molto. Poi se avrò sbagliato a fare queste valutazioni ce ne accorgeremo tutti.
Quest'estate non c’è stato proprio un contatto vero e proprio. Sapevo che qualora non avessero trovato un accordo con Vivarini, che era la prima scelta da quello che ricordo io, avrebbero valutato anche la mia posizione. È avvenuto tutto in modo molto semplice. Nel frattempo anche io avevo avuto delle situazioni ultimamente che si erano verificate. Ritengo Pescara una scelta da non poter assolutamente mettere in secondo piano. Ripeto, per la squadra, per la storia che ha, per il valore che ha questa squadra. È avvenuto tutto in maniera molto semplice, veloce. Non ci sono stati dei grandissimi incontri precedenti.
Allora Gravillon l'ho visto, sta bene fisicamente. È un giocatore che io avevo già allenato ad Ascoli 4-5 anni fa. Ha delle grandi potenzialità. Se riesce ad essere più tranquillo in alcune gestioni, secondo me è un giocatore importante.
Corbo ha una grande caratteristica nell'impostazione. Ovviamente è stato un po' adattato, però forse è l'unica cosa è che sono parecchi destri al di là di Davide Giannini, che è l'unico mancino del 2005. Così come Berardi. Sono giovani interessanti. Graziani.
I centrocampisti, conoscete bene Valzania, Squizzato e Dagasso. Però Brandes e Caligara, hanno grandissime qualità. Mi aspetto di Caligara, che torni il giocatore che io ricordo ad Ascoli. Perché lo ricordo io ad Ascoli, quando fece un campionato strepitoso. Forse un paio. Se trova continuità è un giocatore con qualità, con intensità. Poi c'è Graziani. C'è Meazzi, che è sempre il solito giocatore che dà l'anima. È un esempio di leader silenzioso.
Io penso questo, che nelle squadre i leader devono essere o silenziosi o leader realmente carismatici che trasmettono. Piuttosto preferisco undici che accendono la candela, che uno che pensa di essere un faro che non lo è. Questa è una cosa fondamentale. Voglio giocatori che diano tutto.
Il leader, secondo me, è colui che si mette a disposizione degli altri. Altrimenti viene fraintesa, secondo me, questa parola. Sembra che qualcuno debba dimostrare qualcosa agli altri.
Invece, secondo me, i leader si mettono a disposizione degli altri. Il vero leader così viene riconosciuto. Poi, se ha un'empatia o una capacità comunicativa superiore o più spigliata degli altri, bene che lo comunichi. Altrimenti per me l'importante è che siano dei leader in quello che fanno. Dando tutto in campo. Con grandissima umiltà è questo, per dire, è Meazzi.
Il Catanzaro ha giocatori davanti importanti. Iemmello, Cisse, questo ragazzo che è uscito fuori in maniera prorompente. È una squadra che ha fatto dei risultati inizialmente poco in linea con quelle che erano la loro qualità. Si è ripresa. Ha le potenzialità per fare un campionato diverso. È una squadra buona. Sono squadre che hanno dei buoni giocatori, con qualità come ce li abbiamo noi. Questi sono ragazzi che l'anno scorso hanno fatto un campionato strepitoso, una rincorsa mostruosa. Quindi bisogna ricordarsene queste cose che sono valori importanti. Se gli altri saranno più bravi sempre e comunque, ce ne renderemo conto tutti quanti. Io credo che questa squadra possa dire la sua e la possa dire già dalla prossima partita.
Legenda utenti: Amministratore | Community | Ospite | Semplice
Condizioni di utilizzo Non sei registrato?
da Pe1936
Ma a quello che ha scritto l'articolo gli è morta la maestra di Italiano in prima elementare?
da pedag
Se non ricordo male quando Tsadjout si fece male gli esami strumentali non rilevarono niente di che, siamo arrivati, però, a quasi due mesi di stop; ricordo male?
da sauro
163
da Hurricane81_banned
GORGONE C'HA IL CAZZO ARRAPATO.
da Giooooo8
Su tdasdiu una barzelletta, doveva essere pronto contro la carrarese e mo nemmeno contro il Catanzaro e dopo la sosta ahahahahahahahah. Siamo ridicoli
da cris68
Meno male che c'era la sosta così rientrava qualcuno. Infatti non riestra nessuno.... Complimenti a Pinocchio e Foggia!! Siete fantastici.... Maledetti
