Vietato agli abruzzesi seguire il Pescara in trasferta
Una decisione che lascia perplessi e che apre a molti interrogativi
La decisione sorprende, spiazza e apre interrogativi. Stavolta non è solo una questione di ordine pubblico: è qualcosa che va oltre, che entra in una zona grigia mai esplorata prima. Perché il divieto di trasferta imposto ai tifosi del Pescara per la gara contro la Reggiana segna un precedente destinato a far discutere.
Non si tratta infatti della consueta limitazione ai residenti nel comune o nella provincia. Qui il perimetro si allarga in maniera inedita: lo stop riguarda tutti i residenti nella regione Abruzzo. Una misura drastica, totale, che di fatto svuota il settore ospiti e colpisce indistintamente un’intera comunità di tifosi.
Sul portale VivaTicket, nero su bianco, la disposizione è chiarissima:
“Acquisto riservato ai sostenitori della Reggiana. Divieto di acquisto per i residenti nella regione Abruzzo.”
Una formula che non lascia spazio a interpretazioni e che certifica un cambio di passo nelle politiche di gestione delle trasferte. Ma che, allo stesso tempo, fatica a trovare una giustificazione concreta.
Perché, se in passato i provvedimenti restrittivi erano legati a rivalità accese, episodi specifici o criticità documentate, in questo caso il quadro appare meno definito. Non emergono motivazioni tali da giustificare un’estensione così ampia del divieto. E allora la domanda sorge spontanea: perché?
Il risultato è un precedente assoluto. Mai, almeno nella memoria recente del calcio italiano, si era arrivati a colpire un’intera regione. Una scelta che rischia di creare un effetto domino e che potrebbe aprire la strada a ulteriori restrizioni generalizzate.
Sul piano sportivo, il Pescara ha perso una componente fondamentale: il sostegno dei propri tifosi in trasferta. Un fattore che, soprattutto nelle fasi decisive della stagione, può incidere eccome. Sul piano simbolico, invece, il messaggio è ancora più forte: si passa da una gestione mirata a una logica di prevenzione totale.
E proprio qui sta il punto. La sicurezza resta una priorità ma, quando le misure diventano così estese da apparire indiscriminate, il rischio è quello di generare più dubbi che certezze.
Il calcio italiano si trova così davanti a un nuovo caso. Non solo per il divieto in sé, ma per ciò che rappresenta: un confine che, una volta superato, potrebbe non essere più lo stesso.
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da DAsempre
Bella questa democrazia! Hanno capito che, nonostante il divieto di vendita nella provincia di Pescara, in questa partita, tra residenti nelle altre province e altri tifosi sparsi per il centro-nord Italia, ci sarebbero stati comunque un sacco di gente al seguito, tale da formare un nutrito gruppo. Che fastidio avrebbero dato?
da marcobeach
Eravate tutti pazzi per la Meloni e suoi scagnozzi... Cosa vi aspettavate da un governo autoritario ed arrogante...Repressivo ,ecc ecc... Ma adesso sta iniziando il declino.... Ciao,ciao Giorgia...
da Dennis96
Tifoseria è importante nei finali di stagione... Specie in situazioni come la nostra... Cioè veramente assurdo il gesto di quel coglione a Frosinone...
da e
Anche altre volte è successo ma non ricordo articoli così… anche senza andare molto n dietro anche Avellino era vietata a tutto l’Abruzzo ,., ma un delfino avverso a queste ingiustizie c’era comunque anche li
da Dennis96
Per colpa di un coglione.... Se avessimo avuto la tifoseria al seguito, e sicuramente si partita a 1000/1500 persone a botta... Sarebbe stata una spinta in più, magari qualche punto veniva anche più facile...
da pescaratiamo
Non credo sia la prima volta, qualche tempo fa hanno vietato la trasferta a tutti i residenti campani. Una Discriminazione assurda. Spero che qualcuno società e o in politica si faccia sentire. Ovviamente non nutro speranze in merito
da Valenciao85
E’possibile che non si riesca a rintracciare quella grandissima testa di cazzo che a scaturito tutto questo e prenderlo a calci in culo ???
da Dennis96
Cioè addirittura adesso divieto per tutto l'Abruzzo??? Ma stiamo scherzando???
