Pescara, tra sogno, speranza e realtà

Bisogna fare i conti con i mezzi a disposizione della società, che non coincidono con le straordinarie potenzialità della città e dei suoi tifosi

da Redazione
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Pescara, tra sogno, speranza e realtà, foto 1

La terribile retrocessione maturata alla fine di un campionato di B iniziato malissimo e terminato nel peggiore dei modi è stata seguita da un accorato mea culpa della società. No, ovviamente non è vero. Questo è accaduto altrove. A Pescara, invece, il presidente ha continuato il solito gioco al ribasso, forse per dimostrare la veridicità dell’adagio secondo cui “al peggio non c’è mai fine”. Dopo tanti anni, non occorreva provare a impressionarci con il suo progetto di allestire le bancarelle. Il progetto è sempre lo stesso. Ci ripete che il Pescara è questo e non può comportarsi diversamente. Che il Pescara purtroppo non è lo Spezia o la Reggiana (sic!) e dunque deve valorizzare e vendere. Possibilmente prima di subito. Bere o affogare. A volte il presidente dice questestesse cose sostituendo il soggetto “il Pescara” con la prima persona plurale “noi”. Noi chi? Plurale maiestatis, con senso dell’umorismo? Per amor di verità, gli perdoneremmo volentieri il cattivo gusto di cominciare una frase con “io”. Il presidente infatti parla di sé e di sé soltanto. Talché dovrebbe dire “Io sono questo” oppure “Io posso permettermi questo” o ancora “Io purtroppo non sono questo o quel presidente”.  Sembra una schermaglia sterile, invece è importante ribadireche, quale sia il soggetto che usi, Sebastiani parla sempre e soltanto di sé stesso, di certo non della nostra piazza, della sua passione, delle sue legittime ambizioni e possibilità.
Scendiamo nel particulare. Per tornare in B alla fine del prossimo campionato bisogna allestire una squadra competitiva. A leggere i giornali sembra si possa dare per acquisita la partenza di Di Nardo, Olzer e forse Berardi. Le si dà per acquisite, ma da questo a ritenerle partenze ovvie ce ne passa. Davvero occorre fare l’elenco delle squadre retrocesse che non hanno venduto i propri pezzi migliori? Non serve scomodare Buffon e Del Piero rimasti in serie B con la Juventus, da campioni del mondo. Limitiamoci a qualche esempio di casa nostra. Nel 1989 Scibilia mantenne Tita, nazionale brasiliano, in serie B. Nel 1993 fece lo stesso con Sivebaek, ex Manchester United e campione d’Europa con la Danimarca. Nel 2001 riuscì a trattenere Ottavio Palladini in serie C. Perché vogliamo dire questo? Perché non è affatto scontato che una squadra appena retrocessa venda i propri pezzi migliori. Di Nardo e Olzer hanno, giustamente, ciascuno le proprie ambizioni. Guardano a una categoria superiore e a uno stipendio maggiore. Potrebbero però ottenere a Pescara un adeguamento del contratto – soprattutto Di Nardo – e ritornare in cadetteria insieme a noi. Dire una cosa del genere non è affatto un’eresia. Se qui suona come un’eresia, come una richiesta impossibile, dipende dal posizionamento al ribasso a cui questa società sta costringendo la piazza di Pescara.
Da che mondo è mondo una squadra forte inizia dalla spina dorsale e nel Pescara tardivo costruito a febbraio la spina dorsale, escludendo il portiere, era composta da tre giocatori obiettivamente molto forti per la futura categoria: Bettella, Brugman, Di Nardo. Su Bettella regna silenzio. Pare che Brugman sarebbe disposto a restare in caso di contratto pluriennale e la possibilità di proseguire a fine carriera come allenatore. Il resto dei giocatori di proprietà è valido per la terza serie, ma andrà puntellato in modo robusto e, come ogni anno, occorrerà tempo per conoscersi e trovare la quadra. 
Quanto potrebbe fruttare Di Nardo alle casse societarie? Si parla di un milione, uno e mezzo. L’Adriatico, pieno come nelle ultime settimane, porterebbe incassi ben maggiori. Se, infatti, il presidente potesse fare uno sforzo e trattenere il nostro bomber, forse l’Adriatico tornerebbe a riempirsi a suon di goal e vittorie. Ah, se solo il presidente potesse correre questo rischio. Pare invece, che non possa. Deve fare cassa. Dunque, per provare a essere competitivi cominceremo…vendendo il nostro bomber.
 
Lorenzo Morelli




Foto Pescara Calcio

Commenti
10

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da ROBERT

Conti a posto con 16 milioni di euro di debiti? E chi li ha posto davvero chavess dic?

da Marke

In realta il presidente ha sempre detto che lui non ha i soldi di altri presidenti (come Entella, Reggiana, Modena, Spezia, Venezia etc. etc.). Lui ha sempre detto che l'obiettivo del Pescara è di mantenere i "gonti abbosto" e di "valorizzare i giovani" perchè solo cosi il Pescara puo sopravvivere. Poi lui dice che con questa "filosofia" è convinto che il Pescara possa sostenersi nel tempo e fare campionati "dignitosi". E' un suo punto di vista, anche rispettabile. Il problema è.... che i risultati sono stati scadenti dopo anni e il Pescara è ormai stabilmente in C. Perchè non apre ad altri imprenditori? Non ce ne sono? Non è compito del presidente cercare altri fondi e soluzioni se questi sono i risultati? Quale sarebbe il ruolo di Verratti? Non è mettere sul piatto un po' di soldi per aiutare il Pescara? Cioe che misure sta prendendo? Cosi sbatteremo la testa per anni.

da MO-BASTA

Unica soluzione stadio vuoto

da Hurricane81_banned

Entro il 10 Giugno si saprà qualcosa della Juve Stabia e del possibile ripescaggio del Bari horny horny https://youtu.be/dr0YDr0ny4A?i
s=h_8PcgJwVosfJsgG

da Harken

Questi articoli sono sempre apprezzati. Però, dopo oltre 10 anni a fotocopia (le dinamiche non sono mai cambiate), sarebbe anche il caso di iniziare ad approfondire la critica, nel senso di superare il solo aspetto sportivo, che qui a Pescara non esiste. Vogliamo iniziare a parlare di cose serie? Una sola parola: i soldi. Dove sono finiti, come se li procura, che rapporti più o meno opachi ha avuto con i vari procuratori e se ci faceva la scarpetta con le 200000 movimentazioni semestrali, i rapporti con lo sbaciucchione, la sua reale fatica, etc. Queste so le cose di cui parlare. Che sportivamente il Pescara è prono agli interessi economici è un dato di fatto da oltre un decennio. Bisogna, semmai, analizzare questi interessi economici, che di certo non mi paiono un bilancio sano visti i 20 ml di debiti.

da bradoatorzo

Gira voce che la Juve stabia fallirà e verrà riammesso il bari. Se fosse così l'ennesima beffa di questa stagione. Vedo già gente in giro commentate "sono venuti a giocare a Pescara alla morte..fatto bene" analogamente a quanto si è detto del Catanzaro per l'ultima partita con il bari. Io invece penso che noi dobbiamo pensare ai fatti nostri e che ci siamo suicidati; in questo mondo i favori non te li fa nessuno e le cose te le devi GUADAGNARE con le tue forze. Poi se è stato tutto combinato come dice qualcun'altro non lo so. Ma quanta amarezza resta, retrocessi con una dirigenza vergognosa, nessun progetto solo speculazione. Addirittura quest'anno ho dovuto leggere "devo pensare all'iscrizione". Stiamo andando alla deriva, anno dopo anno. Prima o poi saremo liberi però perché dopo la notte c'è sempre l'alba.

da Hurricane81_banned

da marcolaus: Certo che se dovesse fallire la Juve Stabia ed essere ripescato il Bari, sarebbe l'ennesima beffa...bastava veramente poco quest'anno. >>>>>>> Ancora una volta ngul a mammete a Insigne e compagnia per Padova e ovviamente a cullù sempre horny

da FraEli1921

Si chiede di fare uno sforzo economico a chi...ma per favore. L'unica via d'uscita è lo stadio vuoto. Dobbiamo rassegnarci: omai siamo una piazza da serie C.

da mbejamme

Basta articoli inutili, che il mondo giornalistico abruzzese inizi ad attaccare seriamente chi da anni e anni toglie sogni e passione ai tifosi del Delfino! Siete stati con le braccia conserte, per vari motivi e se adesso la situazione e’ quella che e’ dobbiamo ringraziare anche la vostra categoria!

da DAsempre

Ci chiamavano gufi, qualcuno ha anche fatto velatamente qualche minaccia, risultato; serie C. Grazie a voi! DOVE SIETE ADESSO?