Il declino biancazzurro in dodici mese

Dalla gioia del ritorno in serie B all’amare retrocessione dopo neanche un anno

da Redazione
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Il declino biancazzurro in dodici mese, foto 1

Un anno. Un lungo, doloroso e per certi versi tragico anno da quella notte magica che riportò il Pescara in Serie B. Dodici mesi che sembrano un’eternità, se confrontati con l’entusiasmo e le emozioni che hanno accompagnato una delle promozioni più belle della storia recente biancazzurra.


È stato un percorso vincente, costruito sulla bravura, sull’intuito e sulla visione di Silvio Baldini, oggi commissario tecnico della Nazionale italiana. Un allenatore capace di trasformare un gruppo normale in qualcosa di straordinario. Un uomo riuscito a fare apparire principi azzurri quelli che, probabilmente, erano semplicemente buoni calciatori. Baldini è riuscito a trasmettere convinzione, coraggio e quella sana follia che spesso separa una squadra qualunque da una squadra vincente.


La promozione è stato il risultato di tanti fattori: il genio del tecnico toscano, la compattezza di uno spogliatoio che ha reso come una corazzata e anche quella dose di fortuna che accompagna chi ha il coraggio di osare. Perché la fortuna, si sa, aiuta gli audaci. Aiuta chi rischia, chi non si accontenta, chi prova a vincere anche a costo di sbagliare. Poi, però, è arrivato il baratro. Un anno buio, iniziato male e concluso ancora peggio. Dodici mesi segnati dall’improvvisazione, dalla presunzione di chi pensa di poter palleggiare di tacco quando invece si finisce per scivolare in ciabatte.


Non c’è stato neppure il tempo di godersi il ritorno in cadetteria. La Serie B è stata soltanto una parentesi brevissima, prima di precipitare nuovamente nell’inferno della Serie C. Un fallimento che rappresenta il peggior risultato nei novant’anni di storia della Pescara Calcio.


E allora, come accade ormai da troppo tempo ai veri tifosi biancazzurri, non resta che aggrapparsi ai ricordi.


Rivivere le emozioni di quei playoff straordinari. Ripensare al capolavoro di Letizia a Pesaro e alla sua esultanza insieme al settore ospiti. Tornare con la mente a quel rigore di Donnarumma e all’intervento magistrale di Plizzari. Immagini che resteranno per sempre nella memoria di un popolo che ha vissuto quella cavalcata con il cuore in gola e gli occhi pieni di speranza.


Tutto accompagnato dalla magia sprigionata da Baldini, autentico artefice di un’impresa che nessuno potrà cancellare.


Nemmeno un rigore non calciato a Padova potrà sporcare il ricordo di quelle emozioni. Perché c’è una costante che unisce le gioie e i dolori di questi anni, le promozioni e le retrocessioni, i sogni e le delusioni: il tifo pescarese. Sempre presente. Nella buona e nella cattiva sorte.


Perché le categorie passano, i dirigenti cambiano (tranne a Pescara), gli allenatori vanno e vengono. Ma l’amore di un popolo per i propri colori resta. E continuerà a restare, anche dopo l’ennesima caduta.


Foto Pescara Calcio

Commenti
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da Taralluccievino

Sapere quanti biglietti sono stati venduti, continuera' a dare un quadro ben preciso di quanti sono disposti a farsi prendere in giro e quindi quanto rendera' facile rimanere la pochezza che siamo

da amicodelbannato

Ma quale stadio vuoto ! Finché ci saranno quelli che contano addirittura in biglietti venduti, peraltro rallegrandosene, come se l'incasso andasse a loro. ANELLO SUPERIORE SOLD OUT! !!

da Muttlay

La cosa più brutta di questo mondo è essere retorici. Espressione retorica tipica è "ve l'avevo detto". Purtroppo mi tocca fare questa bruttura. Ve l'avevo detto anni fa, che abbandonare lo stadio era l'unica soluzione. ( riprendete i post di questo muro di 3,4,5 anni fa...) purtroppo, al tempo fui preso per traditore che non ama i colori. Adesso, a distanza di anni, noto con piacere che iniziate a pensarla anche voi così. LO DOBBIAMO LASCIARE SOLO.... Se le vedesse lui le partite allo stadio, DA SOLO. ... Ve l'avevo detto.

da delfinoo78

Cressonj c e da dire che la provincia di ascoli e'piu grande di pescara 400 mila abitanti in totale pedcara ne ha 311 mila

da LuFijeDiGin

non sono piu' ORE DECISIVE PER L'ALLENATORE? In fondo sono apssati solo 4 giorni dalla stesura dell'articolo... pizzaonhead

da cressoni

Delfino78 si hai ragione a parte il fatto che ormai il numero di abitanti non e piu molto importante per avere una grande squadra e come puoi vedere sempre piu piccole città o paesi hanno presidenti piu danarosi di città e tifoserie piu grandi. Poi nel caso specifico di Ascoli come dici tu e impressionante che una città di 40000 abitanti piu piccola di Chieti ed e un terzo di Pescara che tra l altro e l unica città in tutto l abruzzo che può fare calcio di livello Ascoli fa un numero altissimo di tifosi.

da elleffe

Stadio vuoto!!....fino a quando il Pescara non vincerà due partite di fila....e dopo "jete a fa' lu biett".... questo è il tifoso....

da delfinoo78

Ma ascoli con 40000 abotanti e' meglio di pescara che ne fa il trilpo? Ci vo de cecco allora si che si puo sperare qukdi stadio vuoto fino a quando cullu non se ne va basta

da FraEli1921

Ciò che è davvero utile è far comprendere che questa dirigenza non è più in grado di garantire la Serie B al Pescara. Con Sebastiani siamo diventati una squadra da Serie C. Sebastiani non può più fare la Serie B perché non ha le risorse finanziarie necessarie per competere a certi livelli. Di conseguenza o accettiamo questa situazione e ci rassegniamo a una mentalità da Serie C, oppure, con intelligenza, prendiamo le distanze attuando un distacco dallo stadio non andando alle partite e lasciando posto solo agli sportivi.

da delfinoo78

quundi muti e' rassegnati? L indegno ancora al comando sta trenquillamente al suo posto vergogna

da perez

Nessuna iniziativa? Si ricomincia così tra l'indifferenza generale?