Novant’anni di Pescara: una storia che nessuna notte può spegnere
Nove decenni di gloria, storia e orgoglio cittadino e abruzzese
di Paolo De Carolis
Novant’anni non sono soltanto una ricorrenza. Sono una storia collettiva, una geografia sentimentale, un patrimonio che appartiene a una città e, in fondo, a un’intera regione. Il Pescara Calcio compie novant’anni: nacque il 4 luglio 1936 dalla fusione delle squadre cittadine, scegliendo per sempre il biancazzurro e il Delfino come colori e simbolo di un’identità destinata a travalicare i confini del campo.
In questi nove decenni il Pescara ha dato lustro all’Abruzzo in Italia e nel mondo. È stato, ed è tuttora, l’unico club abruzzese ad aver calcato il palcoscenico della Serie A. Un primato che non è soltanto statistica, ma testimonianza di una vocazione: quella di una piazza capace di pensarsi grande, di produrre talento, di riempire gli stadi, di alimentare una passione popolare che pochi altri territori possono vantare.
Al di là degli stupidi campanilismi, l’Abruzzo riconosce nel Pescara una squadra simpatica, ambiziosa, potenzialmente destinata a navigare nei piani alti del calcio italiano. Per tradizione, per tifo, per capacità di accendere l’entusiasmo. Perché il Delfino non è mai stato soltanto una squadra: è stato un modo di sentirsi parte di qualcosa.
La prima promozione in Serie A, nel 1977, aprì una pagina irripetibile. Poi arrivarono gli anni romantici e travolgenti del calcio offensivo, quelli in cui Pescara diventò sinonimo di coraggio, idee e spettacolo. Il nome di Giovanni Galeone resta scolpito nella memoria biancazzurra: un maestro capace di trasformare il gioco in un atto di fede, di regalare alla città un calcio spregiudicato e moderno, di far innamorare una generazione.
E poi Pietro Scibilia, il presidente della Gis Gelati, patron dal 1989 al 2004. La sua presidenza coincise con un’epoca di stabilità, di stadi pieni, di appartenenza autentica. La promozione in Serie A del 1992 fu una delle vette più alte di quella stagione: un Pescara competitivo, orgoglioso, vivo. Scibilia rimane nel cuore dei tifosi per la sua passione genuina, per quel rapporto diretto con la gente, per avere incarnato un’idea di calcio che oggi sembra quasi appartenere a un’altra epoca.
Nel 2012 arrivò un’altra esplosione di bellezza. Peppe De Cecco chiamò Zden?k Zeman e il boemo costruì una squadra irripetibile, capace di riportare il Pescara in Serie A giocando un calcio vertiginoso. Ciro Immobile, Lorenzo Insigne e Marco Verratti: tre gemelli del gol, tre ragazzi destinati alla Nazionale e ai grandi palcoscenici, cresciuti dentro una squadra che fece innamorare l’Italia. Quel Pescara non era soltanto vincente: era riconoscibile, spettacolare, libero.
Tra fiammate in Serie A, battaglie in Serie B, cadute e risalite, il Delfino ha confermato di essere una delle piazze più passionali e ricche di talento del calcio italiano. Ma questo compleanno arriva in un momento difficile. La dolorosa retrocessione in Serie C e i fatti di Padova, che non trovano giustificazioni plausibili, hanno lasciato ferite profonde. L’entusiasmo non è alle stelle e la gestione societaria attraversa uno dei periodi più impopolari della sua storia.
Non ci sono grandi sussulti, né giornate capaci di accendere davvero la piazza. Tutto sembra scorrere in una monotonia insopportabile, interrotta soltanto da voci, spesso strumentali, su presunte trattative per la cessione della società: indiscrezioni che si rincorrono da anni, senza trovare finora riscontri concreti.
L’ultima vera gioia, dopo la fugace parentesi della promozione in A con Massimo Oddo in panchina, è stata la parentesi di Silvio Baldini alla guida tecnica dei biancazzurri, sotto la presidenza di Daniele Sebastiani. Un uomo di calcio, un allenatore capace di dare identità e anima a un gruppo di ragazzi, riportando il Pescara dove merita senza grandi nomi e senza effetti speciali. Poi, finito quel lampo, sono rimasti i tuoni di una serata buia e tempestosa che sembra non voler finire.
Eppure, proprio qui, sta il senso più profondo di questi novant’anni. I ventimila dell’Adriatico, quelli che quando il cuore chiama rispondono sempre presenti, raccontano che la forza del Pescara non dipende da una stagione, da una proprietà, da una classifica o da una notte storta. Il futuro non potrà essere imprigionato da nessuna oscurità, per quanto lunga e nera.
Il Pescara entra nel decennio che lo accompagnerà al secolo di vita con tante domande, qualche amarezza e una certezza incrollabile: il suo popolo c’è. E continuerà a esserci.
Buon compleanno, Amore mio. Tornerai a risplendere, perché sei sole. E il sole, prima o poi, torna sempre a fare ciò che sa fare.
Legenda utenti: Amministratore | Community | Ospite | Semplice
Condizioni di utilizzo Non sei registrato?
da giorgiodigio
Certo che prendere come esempio.. Quello che fanno I laziali mi fa capire che tanti non hanno capito ancora una beata minchia...la realtà Pescarese al momento dovrebbe fare non un passo ma cento passi indietro.. Altrimenti non se ne esce.. Un bagno di umilta e presa di coscienza di quello che si è diventati servirebbero forse a ripartire e parlare in modo di verso..
da Biancazzurro61
Imminente un comunicato della curva pinocchio..
da gips
Secondo me Olzer ha margini di miglioramento, qui in efffetti ha un po deluso le aspettative
da LuFijeDiGin
gips, una buona notizia per la sebastianese , raramente ho visto qualcuno piu' sopravvalutato di Olzer e ci riesce pure a fare 1 milione! .. forse Merola a dire il vero... Ovviamente reinvestirà subito in elementi utili al broggeddo ( nuovo suv, nuova palazzina, nuovo stabilimento...)
da gips
In arrivo sul primo binario stazione di Modena Giacomo Olzer! Da noi arrivera Parigi si come no
da alex74
Se alla prima occasione riempiamo lo stadio con 15000 tifosi non possiamo nemmeno pretendere che la tifoseria faccia cose eclatanti. Ormai il calcio e il tifo è cambiato, in peggio secondo me. Basta guardare le immagini dei tifosi quando lo stadio è pieno: mamme con figli piccoli, ragazzine che accompagnano i fidanzatini, gente che no. ha mai visto una partita ma ,come nei concerti di piazza, vuole essere presente. Sta gente, che tanto piace ai buonisti di sto cazzo, prima non c'era. Ora no. puoi tirare una sardella ai tifosi ospiti che ti daspano. Che calcio di merda è?
da alex74
E tu vorresti mettere da parte le divergenze scrivendo 100 volte che siamo dei ritardati? Quello che sta facendo la tifoseria organizzata fa veni' il voltastomaco pure a me ma gli altri, pseudo tifosi del pescara, non sono da meno.
da perez
Avete finito di festeggiare? Fate gli striscioni ma il magnate si sta a vendere tutto ...siete degli ipocriti ..per non dire collusi .. cussu' vi sa cumbrate per quattro novelle ..vergognatevi
da elleffe
Comunque i laziali saranno delle merde....ma da loro qualcosa c'è da imparare... manifestazione con 25.000 persone contro Lotito....e noi??
da Piero Torino
Roma Firenze Pescara le tre città con più tracce di cocaina disperse nell’aria… ma siamo in serie C. Qualcuno inorridirà per tale spreco
da Laraje
Infatti non scriverò più. Il mio auspicio è che si mettano da parte le divergenze e che si possa fare una manifestazione,prima dell'inizio delle partite, aperta a tutti. E dico proprio tutti: ultras, non ultras, occasionali, imprenditori tifosi, giornalisti non allineati, personaggi pubblici ed anche politici se c'è ancora qualcuno in grado mi metterci la faccia.
da gips
Si ma tu alla fine hai scritto la stessa cosa di molti utenti che critichi
da Laraje
Scrivere sui forum della propria frustrazione non cambia nulla così come ribadire sempre le stesse cose. Si entra nel ruolo degli utili idioti dando spazio a risposte di altri utili idioti che probabilmente oltre alla delusione per il Pescara sono deluso dalla propria vita e non hanno un cazzo da fare tutto il giorno. Pescara ha un problema enorme come città che si riflette poi sulla società di calcio. L'UNICA soluzione sarebbe utilizzare una strategia come tifoseria per salvare almeno la faccia. Una possibilità sarebbe fare come i laziali che hanno scelto una linea chiara e la stanno portando avanti pagandone tutte le conseguenze del caso. È 9RA CHE LA TIFOSERIA ORGANIZZATA E NON SI DIA UNA SVEGLIATA, INSIEME.
da Biancazzurro19/36
Comunque la diserzione organizzata la può decidere soltanto la curva e non mi pare sia questa l'intenzione. Poi che quattro scemi sul web (mi ci metto in mezzo pure io) decidono di non andare più allo stadio fin quando giocherà la Sebastianese FC, secondo me, cambia poco o nulla. Anche perché diserzione significa non andare allo stadio anche se dovesse girare bene (difficile ma mai dire mai), voglio poi vedere quanti terranno la schiena dritta e faranno diserzione anche in quel caso; come dice Fraeli il rischio è che con un paio di partite giocate bene 15 anni di disastri finiscono a tarallucci e vino.
da mbejamme
Dite a questo industriale americano di origini brasiliane che ha tutti gli arrosticini che vuole pagati se ci toglie dalle balle cussu’! Peccato che e’ la solita minchiata tirata fuori ad arte! E’ giunto il momento di mettere alla gogna TUTTI i collusi che stanno rovinando questa piazza, da quelli che non fanno il proprio lavoro, a quelli che per amore di una fede dovrebbero difendere il Delfino!
da Smiths
Cordate e non cordate vere o false, se pubblicizzate poi la stampa (mi dispiace che anche Telese si sia allineato) dovrebbe poi conto e indagare e chiedere agli attori “ perché e’ fallita ?”. In qualsiasi altro contesto, i media chiederebbero, “ la richiesta era troppo bassa?” O a l’acquirente “come mai si è ritirato?” Qui niente e’ palese l’intenzione di utilizzare l’argomento come diversivo, dispiace chi i media di prestino o siano ingenui ad abboccarci. Vergognosi i prezzi degli abbonamenti e assordante il silenzio dei “Guardiani”
da FraEli1921
Alcune dinamiche che ruotano attorno al Pescara si ripetono ogni anno, ma non siamo più in B perché rispetto a 6-7 anni fa siamo ormai stabilmente in serie C. Dalla retrocessione di pochi mesi fa si è parlato solo di Ferrero perdendo di vista che siamo diventati una piazza di serie C.
da galeoneg
La Norvegia è come il PE di Rebonato, quello di Immobile e il Pescara di Lapadula…sempre da 1 a 0 parte con Haaland.
da Harken
La differenza principale volendo fare uno schemino. CORDATA FINTA: titoli altisonanti; pagine centrali; personaggi coinvolti indefiniti ma stranieri (salvo Ferrero); tante colonne; tantissimo fumo (previsti incontri, accordi di massima, a breve si vedono a cena, etc.). CORDATA VERA: notizia riportata ma a margine; personaggi coinvolti con nomi e cognomi, pure quando rappresentano altri; telecronaca di ogni step che peraltro rispettano l'ordinaria procedura di acquisto di una società; silenzio totale dopo l'indicazione del giorno dell'analisi dei bilanci (argomento tabù).
da Harken
No, Lussoso ha ragione ma semplicemente non ha scritto in modo chiarissimo. Ci sono cordate finte, messe in giro da cullù che passa le veline ai reggimicrofono di regime (gli uzbeki, i canadesi, i cinesi, gli arabi, Ferrero, etc.). Poi ci sono anche cordate che VERAMENTE sono venute a vedere i bilanci, e che sia vero lo sappiamo perché i vari media riportavano la notizia, sebbene non urlandola in prima pagina ma quasi a margine, pur dandoci una telecronaca dei vari passaggi e concludendo con "lunedì ci sarà la due diligence", dopodiché la notizia non aveva più copertura.
da emigratotriste
Cmq Lussoso dice pure na frega di cazzate!!!se le notizie della cessione sono messe in giro ad hoc e sono inventate allora non c'è nessuna due diligence e nessuno che si ritira per i debiti!!
da miltonTita
Abbonamento? Perché mai dovrei dare i miei soldi a cullù in anticipo? Lui cosa mi da?
da LuFijeDiGin
Che io mi ricordi solo Lussoso e Vasile hanno provato a far domande su dove sono finiti tutti i soldi che ha incassato e solo 40mila.it ha sempre pubblicato e commentato i bilanci. Tutti gli altri, questo sito compreso, se ne sono sempre ben tenuti alla larga...
da FraEli1921
Certi rapporti amichevoli fanno in modo che si possano generare equilibri che favoriscono certi interessi. Nel caso dei giornalisti sportivi delle state giornalistiche conviene alzare polveroni attorno alla Pescara calcio? Io direi di no. Dico anche che il mestiere del giornalista ha perso parecchio prestigio rispetto ad un principio di autonomia demolito dagli interessi soprattutto a nei livelli locali.
da Bruno
Buonasera, stò leggendi il libro nero del calcio di Criscitello, leggetevi a pagina 98 cosa racconta di Ferrero e dei suoi misfatti durante la presidenza della Sampodoria., e capirete di cosa stiamo parlando. Lui non prenderà mai il Pescara.
da Harken
Le critiche non sono tutte uguali. Fintanto che si critica la gestione sportiva di cullù (cosa che fanno parzialmente Marchetti e Profeta oltre a Lussoso) va bene, però fondamentalmente non serve a nulla: le ragioni dei fallimenti sportivi hanno precise radici nell uso privatistico del Pescara, focalizzato su fini diversi da quelli sportivi. Questo piano superiore risponde essenzialmente alla domanda delle domande: dove sono finiti i soldi? Questo piano è stato fatto oggetto di articoli solo da Lussoso, che con l ultimo articolo postato sotto (a mio parere uno dei migliori 3 da quando ci sta cullù) ha chiaramente posto la domanda delle domande. Il calciomercato, il mister, le strategie (?) ma persino le tecniche di distrazione di massa (stadio, acquirenti esteri, zeman, etc) sono questioni meno che marginali. E su questoa responsabilità dei giornalisti locali è immensa.
da Smiths
A dire il vero Profeta negli ultimi anni è sempre stato abbastanza critico con cullu’
da LuFijeDiGin
Capisco che Rocchi Profeta ( e qualcun'altro anche qui)... per non citare ricciolo unto devono portare la pagnotta a casa, ma come fanno a guardarsi allo specchio? Boh.
da KaosPESCARA
Boicottare tutto
da mbejamme
Se qualcuno si chiede come mai il Sig. Gianni Lussoso non appare mai in tv come invitato, trova la risposta nell’articolo precedente… perche’ e’ l’unico in questa citta’ che dice le cose come stanno e non e’ sceso a patti!!
da POTERE BIANCAZZURRO
Pinocchio delenda est!
da gips
Applausi
da LuFijeDiGin
Copio incollo dalla pagina FB di Gianni Lussoso PESCARA CALCIO: UN’ISOLA FELICE AFFONDATA NEI DEBITI (Un pezzo un po' lungo ma necessario) Il Pescara Calcio vive oggi la pagina più buia della sua storia recente. La retrocessione in Serie C ha sancito il fallimento sportivo, ma a ferire la piazza è lo scollamento totale tra la presidenza di Daniele Sebastiani e la realtà della città. Lo slogan della campagna abbonamenti 2026/27, "Il futuro ha i nostri colori", suona come una provocazione per i tifosi della Curva Nord. Chiedere 180 euro per la curva e fino a 760 euro per la tribuna centrale – tariffe superiori a quelle della scorsa Serie B – è una scelta incomprensibile. La tifoseria risponde compattandosi verso un boicottaggio totale delle gare casalinghe allo Stadio Adriatico. La frattura con la piazza è ormai insanabile. Il mistero più grande ruota attorno alle finanze del club: dove sono finiti i milioni di euro incassati dal 2012 a oggi? Le plusvalenze storiche di talenti straordinari come Verratti, Perin, Lapadula, Caprari, Torreira e Politano (solo per citarne alcuni ma le operazioni sono circa un centinaio) avrebbero dovuto garantire un futuro d'oro e un patrimonio solido. Al contrario, la società si ritrova oggi con un passivo complessivo che sfiora i 20 milioni di euro. Nel calcio moderno, i ricavi delle cessioni eccellenti vengono spesso fagocitati da costi operativi sproporzionati e commissioni record per gli agenti. Con la perdita dei diritti televisivi della Serie A, il crollo del fatturato ha trasformato i debiti pregressi in una voragine insanabile. In questo quadro desolante emerge il paradosso più stridente, che alimenta la rabbia della tifoseria: la clamorosa forbice tra il destino del club e l'evoluzione patrimoniale del suo presidente. Nel 2012, mentre il Pescara festeggiava la promozione in Serie A, le attività private storiche di Sebastiani andavano incontro a una dichiarazione ufficiale di fallimento presso il Tribunale di Pescara. Eppure, a quattordici anni di distanza, mentre la massima espressione calcistica cittadina è affogata nei debiti, il presidente sfoggia lo status di "paperone" locale, al vertice di una fitta galassia finanziaria. Un "miracolo" reso possibile dall'autonomia patrimoniale perfetta delle società di capitali: la legge tutela e scherma i patrimoni personali dalle perdite dei club, permettendo a holding come la Delfino Capital S.r.l. di fiorire attraverso servizi, intermediazioni e un network di relazioni istituzionali unico, generato proprio dalla visibilità della presidenza. I "tesoretti" privati crescono, mentre il club si impoverisce. A pesare sul clima cittadino è proprio il silenzio dell'informazione locale su queste dinamiche. Mentre una testata storica come Il Centro celebra quarant'anni di attività, insieme alla “sorella” Rete8, evita le domande scomode. Direttori di peso come Luca Telese preferiscono la narrazione sportiva o le interviste morbide all'analisi spietata dei registri contabili e delle visure camerali. Il timore di perdere l'accesso esclusivo alle fonti e i legami economici tra i gruppi editoriali e il tessuto imprenditoriale locale congelano l'inchiesta giornalistica. Questa separazione tra i debiti del club e i profitti privati lascia la comunità con un'unica certezza: a pagare il prezzo più alto, economico ed emotivo, restano sempre e solo i tifosi biancazzurri. Faccio una riflessione sul bluff delle cordate e la verità sulle mancate cessioni. L’eterno teatrino delle trattative di vendita del club – tra misteriosi acquirenti arabi, fondi americani e cordate anglo-maltesi – risponde a una precisa strategia mediatica e finanziaria del presidente. Perché parlarne continuamente? Da un lato, l'annuncio periodico di un "compratore imminente" funge da perfetto ammortizzatore sociale per calmare la piazza nei momenti di massima contestazione, spostando l'attenzione dai fallimenti sportivi a un domani radioso. Dall'altro, mantenere il club formalmente sul mercato serve a rassicurare le banche creditrici e i fornitori, dando l'illusione di una società appetibile e in procinto di essere ricapitalizzata. Ma perché nessuno compra mai? La risposta sta nella due diligence, l'analisi dei conti che ogni investitore serio compie prima di firmare. Chi si avvicina al Pescara scopre rapidamente che il prezzo d'acquisto reale non corrisponde al valore della rosa o delle strutture (lo stadio è comunale), ma all'accollo di una montagna di debiti pregressi accumulati negli anni. Nessun imprenditore o fondo straniero è disposto a investire milioni di euro in Serie C solo per risanare i conti di una gestione precedente, senza un ritorno economico o un patrimonio immobiliare di proprietà. Le trattative sfumano non appena si passa dalle manifestazioni d'interesse ai vincoli legali, lasciando la presidenza al suo posto e i tifosi prigionieri di un'attesa infinita. La storia recente del club è costellata di annunci di imminenti cessioni, regolarmente sfumate sul più bello. Il pool statunitense (2022): Le trattative con una cordata americana sembravano ai dettagli, con tanto di annunci istituzionali. La pista australiana di Parena (2022): Subito dopo è emerso l'interesse dell'imprenditore italo-australiano Tony Parena, venuto in città per visionare lo stadio Adriatico, ma l'affare si è arenato a causa dei costi di ammodernamento dell'impianto. Il fondo Pelligra (2022): Il contatto più concreto è avvenuto con l'imprenditore australiano Rosario Pelligra. Come confermato dallo stesso Sebastiani, l'accordo era a un passo prima che il magnate decidesse di virare e investire pesantemente sul Catania, ritenuto un marchio più appetibile Le suggestioni più recenti: Dai contatti intermediati con Rosettano Navarra fino alle indiscrezioni su un possibile interesse di Massimo Ferrero, ogni sessione di mercato partorisce nomi nuovi che non si trasformano mai in firme. Il sipario cala così su una commedia grottesca, dove i ruoli sono tristemente definiti. Al centro della scena resta l'avidità speculativa di una presidenza che ha spolpato il patrimonio tecnico ed emotivo del Pescara Calcio, trasformando i milioni delle plusvalenze in "tesoretti" privati e lasciando alla città solo le briciole dei debiti. Un saccheggio consumato nel colpevole e assordante silenzio della stampa che conta: Il Centro e Rete8 preferiscono girare la testa dall'altra parte, celebrando sé stessi e confezionando editoriali morbidi pur di non perdere il privilegio dell’accredito o di non disturbare i fili dell'imprenditoria locale. In questo teatro dell'assurdo non manca la spalla comica, interpretata dall'ingenuità disarmante di un sindaco e di un'amministrazione comunale che si sono prestati a fare da comparse. Politici ridotti a sognatori d'alto bordo, felicemente coinvolti in sterili "tavoli di lavoro" per programmare stadi avveniristici e impianti sportivi fantasma. Una colossale vendita di fumo per allocchi, utile solo a regalare passerelle istituzionali alla politica e coperture mediatiche alla società. Mentre i palazzi del potere disegnavano cattedrali nel deserto, la realtà ha presentato il conto: le strutture non esistono, i debiti soffocano il club e i tifosi si ritrovano traditi da chi doveva vigilare, prigionieri di un fallimento che non ha più nulla di sportivo.
da ZICO
Ricapitolando: chi si abbona è un coxxione, chi diserta è un coxxione, chi non si abbona ma entra comprando i biglietti è matematicamente un coxxione, chi dovrebbe organizzare la protesta e non lo fa è un coxxione, chi dovrebbe fare domande e non lo fa è un coxxione. Siamo tutti contro tutti e cullù impolpa e se ne frega.
da Smiths
… le gordade … dileguade…
da Vattene
Correte ad abbonarvi Non c’è bisogno di prelazione ne documento Però non scordate di portarvi l’unguento di vasellina Cullu ve lo spalmerà nel punto giusto ….vi basterà fino alla chiusura del mercato invernale Poi una seconda dose per il girone di ritorno ma ve la dovete mettere da soli . Buon Godimento.
da FraEli1921
Che eravamo la squadra più scarsa della B mi pare evidente. Se siamo stati ultimi dalla prima all'ultima giornata e retrocessi.....
da johnnyP
Ancora con sta storia di Padova, ma allora credete pure al fatto che da domani inizia alla grande il nostro mercato? A Padova non è successo nulla, Russo se l'è sentita, ha tirato, ha sbagliato. Del resto qualche settimana prima, è stato Di Nardo a sentirsela ed a tirare, segnando. Siamo retrocessi perché SIAMO STATI LA SQUADRA NETTAMENTE PIÙ SCARSA DELLA SERIE B 25/26. Pensavate di salvarvi con 2 mesi e mezzo di campionato, su 10? Chi capisce di calcio, e ve lo faceva notare, era tacciato di chietinismo e gufaggine. SVIJET'V. Forza Pescara, abbasso cullù.
da Oddo_Boys
Com'è che dicono i giornalai? Domani è la settimana decisiva
mo si comincia con la tarantella delle settimane decisive e delle operazioni che sicuramente andranno a "dama"
tanto si sa che di decisivo ci sarà solo l'ultimo giorno di mercato per raccattare qualche avanzo
da FraEli1921
Non sto seguendo i mondiali, non mi interessa. Però leggevo un articolo sul tifo degli inglesi sottolineando che non si vedono più gli hooligan debellati anche al seguito della nazionale. La soluzione per tenerli lontani dagli stadi in premier league è stata semplice e ha riguardato l'aver trasformato gli stadi inglesi in luoghi per ricchi con prezzi dei biglietti stratosferici e non più alla portata della working class che era la classe sociale che alimentava le firme degli hooligan. Si è sfruttato la ristrutturazione degli impianti in vista dell'europeo del '96 in quanto gli stadi inglesi erano differenti da come sono oggi. Con stadi simili a teatri è stato semplice spazzare via un certo tipo di utenza e rimpiazzarla con la gente ricca. Ecco che in premier sugli spalti ci stanno i manager, i turisti, e non si trova più il tifoso sedentario. Bella la premier.
da FraEli1921
Padova rimane certamente una delle pagine più brutte della nostra storia e che macchia il rapporto tra la piazza e alcuni senatori che erano in campo e che non hanno dimostrato il giusto attaccamento ai colori. Nel 94 Carnevale fece a botte per battere un rigore in casa con l'Ancona e sbagliò. Ci diedero un altro rigore e mi pare segnò Gaudenzi. Vincemmo 2-1 per il rotto della cuffia, e stavamo in una posizione di classifica drammatica. A fine partita alcuni della curva fecero pure invasione per dirne a 4 ai nostri calciatori in campo. Altri tempi, ma era pure un'altra città.
da alex74
Se insigne se ne va mi fa solo un piacere ma certo che se va alla samp, dopo tutte le parole che gli hanno detto li, è proprio nu quaquaraquà all' ennesima potenza
da alex74
È vero cullusport24 dice che da domani si fa sul serio e le male lingue si pentiranno di aver detto male al miglior dirigente sportivo sulla faccia della terra.. Però fino a domani SEBBASTIA'?...PRRRRRRRRRR
RRRRRRRR
da Merlino
Come dice Dasempre il Pescara è stato ammazzato a Padova e dico io da quelli che il presidente pinocchio vuole riconfermare ma devono decidere poi i rigori li tira busce'
da johnnyP
Mentre tutti voi siete qui a sputare veleno sul nostro Pres, dillà dicono che da domani, finalmente, inizierà davvero il mercato!!!!! Evvaiiii, da domani fulmini e saette!!!! E voi muti!!!!!
da POTERE BIANCAZZURRO
Forse nessuna notte.... ma personaggi pesanti e SOPRATTUTTO il torpore della piazza. "Alla fine quel che ricorderemo non saranno le parole dei nemici, ma il silenzio degli amici !"
da mbejamme
90 anni sono passati in sordina, nel silenzio, come il nostro lucratore e’ abituato a fare con tutto cio che riguarda il nostro Delfino! L’augurio migliore, di prospettiva e difficile da inmaginare, e’ che per i 100 si sia tolto dai……
da jojo.PE
No che mi freghi qualcosa, ma dei vari insigne brugman bettella acampora ecc come ovvio che sia non rimarrà nessuno, le illusioni servono come scusa per temporeggiare e fare il mercato come al solito all ultimo giorno, e i giornalai vari stanno al gioco perché fa comodo, altrimenti dovrebbero andare in ferie...i prezzi degli abbonamenti sono una provocazione, stile cullu, follia, spero che allo stadio non ci vada più nessuno finché non molla
da DAsempre
Il Pescara è stato ammazzato a Padova
da Biancazzurro19/36
Pkkè vo ji a la Samp cussù?
da Biancazzurro19/36
Emigrato a parte un paio di "nano di merda" (che è abbastanza "normale" da parte di una tifoseria avversaria) non gli hanno detto niente di ché... La contestazione maggiore sono stati i fischi dei nostri (e pure qualche insulto) all'ultima di campionato.
da MO-BASTA
Dopo Padova... Stadio deserto
da emigratotriste
Sbaglio o tifosi della Samp hanno riempito di offese Insigne l'ultima volta?????
da amicodelbannato
Scibilia a Pescara nel 1987, non nel 1989. Anni ruggenti, che ricordi. Ora in mano a nu cafunett arricchit che sa cred fregn. Ma la ruota gira cazzo
da FraEli1921
Cambia la categoria, si passa dalla B alla C, ma non cambiano i prezzi.....manco la finta
da pedrorodriguez
se tanto mi da tanto, tra prezzi stabiliti, prospettive nulle (o quasi) per il prossimo campionato gli unici abbonamenti staccati dovrebbero essere solo quelli graziosamente (e gratuitamente) da pinocchio ai rangers della nord, e quelli acquistati da qualche inguaribile ottimista resistente a tutto.....
da elleffe
Vediamo come va con gli abbonamenti..
da frittura
Allora questa è la serie che ci ha regalato per i 90 anni il nostro beneamato.
da e
Auguri Pescara calcio. 90 anni da paura tra alti e bassi sempre appress a te .
da FraEli1921
La mia speranza è quella che a Pescara così come in tutti gli stadi si possano rivedere i tifosi, specialmente quelli organizzati, autentici, uniti, raggruppati sotto Insegne identitarie. Il tempo del tifo spero possa tornare prepotentemente nei luoghi dove ultràs e hooligans dovrebbero stare e che oggi sono occupati da abusivi.
da mauroioratti
Il sole è ormai oscurato dal male assoluto..... Povero Delfino....
da pescaratiamo
Anche a questo giro Il presidente della sebastianese muto...forse è meglio cosi
da Biancazzurro19/36
Scusate il terzo post di fila ma... Ho letto i prezzi degli abbonamenti del prossimo anno e sono rimasti gli stessi dello scorso anno in Serie B
posso dirlo che chi si abbona quest'anno è veramente un coglione? Offendo qualcuno? Spiaze.
da Biancazzurro19/36
@pedag sul web leggo che ci sono state delle società proto-Pescara tra cui la SS Abruzzo che giocava fine anni 20 al Rampigna. Già da allora avevano capito che sarebbe stata la squadra simbolo e più tifata della regione. Da Silvi a Vasto fino al gruppetto di Isernia.
da Biancazzurro19/36
Buon compleanno Pescara ovunque tu sia 1936 - 2012.
da emigratotriste
Insigne alla Samp.....
da 19hcip36
Campagna abbonamenti a 90 A?n?n?i? gradi
da delfinoo78
Dai come regalo il pres vi ha regalati gli abbonamenti come l anno scorso forse si pensa.xhe sta ancora in b io nn mi abbono a prescindere neanche se li mette a 20 euro se ne deve andare
da KaosPESCARA
Mi dispiace dirlo ma il pescara è morto anni fa....festeggiate i 15 anni di sebastianese merde
da pedag
Lessi, qualche anno fa, un articolo di Lussoso che argomentava sul fatto che il Pescara sia antecedente al 1936; ora non ricordo di più ma credo che dovremmo essere, secondo la sua ricostruzione, oltre il secolo di vita.
