Novant’anni di Pescara: una storia che nessuna notte può spegnere
Nove decenni di gloria, storia e orgoglio cittadino e abruzzese
di Paolo De Carolis
Novant’anni non sono soltanto una ricorrenza. Sono una storia collettiva, una geografia sentimentale, un patrimonio che appartiene a una città e, in fondo, a un’intera regione. Il Pescara Calcio compie novant’anni: nacque il 4 luglio 1936 dalla fusione delle squadre cittadine, scegliendo per sempre il biancazzurro e il Delfino come colori e simbolo di un’identità destinata a travalicare i confini del campo.
In questi nove decenni il Pescara ha dato lustro all’Abruzzo in Italia e nel mondo. È stato, ed è tuttora, l’unico club abruzzese ad aver calcato il palcoscenico della Serie A. Un primato che non è soltanto statistica, ma testimonianza di una vocazione: quella di una piazza capace di pensarsi grande, di produrre talento, di riempire gli stadi, di alimentare una passione popolare che pochi altri territori possono vantare.
Al di là degli stupidi campanilismi, l’Abruzzo riconosce nel Pescara una squadra simpatica, ambiziosa, potenzialmente destinata a navigare nei piani alti del calcio italiano. Per tradizione, per tifo, per capacità di accendere l’entusiasmo. Perché il Delfino non è mai stato soltanto una squadra: è stato un modo di sentirsi parte di qualcosa.
La prima promozione in Serie A, nel 1977, aprì una pagina irripetibile. Poi arrivarono gli anni romantici e travolgenti del calcio offensivo, quelli in cui Pescara diventò sinonimo di coraggio, idee e spettacolo. Il nome di Giovanni Galeone resta scolpito nella memoria biancazzurra: un maestro capace di trasformare il gioco in un atto di fede, di regalare alla città un calcio spregiudicato e moderno, di far innamorare una generazione.
E poi Pietro Scibilia, il presidente della Gis Gelati, patron dal 1989 al 2004. La sua presidenza coincise con un’epoca di stabilità , di stadi pieni, di appartenenza autentica. La promozione in Serie A del 1992 fu una delle vette più alte di quella stagione: un Pescara competitivo, orgoglioso, vivo. Scibilia rimane nel cuore dei tifosi per la sua passione genuina, per quel rapporto diretto con la gente, per avere incarnato un’idea di calcio che oggi sembra quasi appartenere a un’altra epoca.
Nel 2012 arrivò un’altra esplosione di bellezza. Peppe De Cecco chiamò Zden?k Zeman e il boemo costruì una squadra irripetibile, capace di riportare il Pescara in Serie A giocando un calcio vertiginoso. Ciro Immobile, Lorenzo Insigne e Marco Verratti: tre gemelli del gol, tre ragazzi destinati alla Nazionale e ai grandi palcoscenici, cresciuti dentro una squadra che fece innamorare l’Italia. Quel Pescara non era soltanto vincente: era riconoscibile, spettacolare, libero.
Tra fiammate in Serie A, battaglie in Serie B, cadute e risalite, il Delfino ha confermato di essere una delle piazze più passionali e ricche di talento del calcio italiano. Ma questo compleanno arriva in un momento difficile. La dolorosa retrocessione in Serie C e i fatti di Padova, che non trovano giustificazioni plausibili, hanno lasciato ferite profonde. L’entusiasmo non è alle stelle e la gestione societaria attraversa uno dei periodi più impopolari della sua storia.
Non ci sono grandi sussulti, né giornate capaci di accendere davvero la piazza. Tutto sembra scorrere in una monotonia insopportabile, interrotta soltanto da voci, spesso strumentali, su presunte trattative per la cessione della società : indiscrezioni che si rincorrono da anni, senza trovare finora riscontri concreti.
L’ultima vera gioia, dopo la fugace parentesi della promozione in A con Massimo Oddo in panchina, è stata la parentesi di Silvio Baldini alla guida tecnica dei  biancazzurri, sotto la presidenza di Daniele Sebastiani. Un uomo di calcio, un allenatore capace di dare identità e anima a un gruppo di ragazzi, riportando il Pescara dove merita senza grandi nomi e senza effetti speciali. Poi, finito quel lampo, sono rimasti i tuoni di una serata buia e tempestosa che sembra non voler finire.
Eppure, proprio qui, sta il senso più profondo di questi novant’anni. I ventimila dell’Adriatico, quelli che quando il cuore chiama rispondono sempre presenti, raccontano che la forza del Pescara non dipende da una stagione, da una proprietà , da una classifica o da una notte storta. Il futuro non potrà essere imprigionato da nessuna oscurità , per quanto lunga e nera.
Il Pescara entra nel decennio che lo accompagnerà al secolo di vita con tante domande, qualche amarezza e una certezza incrollabile: il suo popolo c’è. E continuerà a esserci.
Buon compleanno, Amore mio. Tornerai a risplendere, perché sei sole. E il sole, prima o poi, torna sempre a fare ciò che sa fare.
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da Biancazzurro19/36
Scusate il terzo post di fila ma... Ho letto i prezzi degli abbonamenti del prossimo anno e sono rimasti gli stessi dello scorso anno in Serie B
posso dirlo che chi si abbona quest'anno è veramente un coglione? Offendo qualcuno? Spiaze.
da Biancazzurro19/36
@pedag sul web leggo che ci sono state delle società proto-Pescara tra cui la SS Abruzzo che giocava fine anni 20 al Rampigna. Già da allora avevano capito che sarebbe stata la squadra simbolo e più tifata della regione. Da Silvi a Vasto fino al gruppetto di Isernia.
da Biancazzurro19/36
Buon compleanno Pescara ovunque tu sia 1936 - 2012.
da emigratotriste
Insigne alla Samp.....
da 19hcip36
Campagna abbonamenti a 90 A?n?n?i? gradi
da delfinoo78
Dai come regalo il pres vi ha regalati gli abbonamenti come l anno scorso forse si pensa.xhe sta ancora in b io nn mi abbono a prescindere neanche se li mette a 20 euro se ne deve andare
da KaosPESCARA
Mi dispiace dirlo ma il pescara è morto anni fa....festeggiate i 15 anni di sebastianese merde
da pedag
Lessi, qualche anno fa, un articolo di Lussoso che argomentava sul fatto che il Pescara sia antecedente al 1936; ora non ricordo di più ma credo che dovremmo essere, secondo la sua ricostruzione, oltre il secolo di vita.
