Buscè vs Giornalisti: una partita persa in partenza dall'allenatore
Il tecnico bacchetta la stampa colpevole, secondo lui, di compiere attacchi personali
Peccato. Peccato davvero che tra “Buscè” e “Cascetta” venga fuori una crasi poco felice, che creerebbe un nomignolo terribile, ma la conferenza stampa di ieri del tecnico, al termine della gara con l’Ostiamare, è stata pessima. Potrebbe anche essere utilizzata dai pescaresi per far comprendere pienamente il termine “cascetta” a chi non lo conosce e vuole saperne il significato. Buscè si è tolto i macigni dalle scarpe, dopo settimane di critiche alla sua gestione che ha portato il Delfino a 13 punti di distanza dallo Spezia, sempre più vicina alla Serie B, e soprattutto a prestazioni incolori della sua squadra. Critiche non di certo gratuite ma figlie di un campionato anonimo, finora, dopo gli annunci roboanti del presidente Sebastiani nei quali diceva di aver costruito una rosa da vittoria del campionato. Se si creano certe aspettative, poi diventa difficile ritornare con i piedi per terra. Ma la comunicazione, lo sappiamo, non è il punto forte del presidente così come non lo è la gestione tecnica della squadra, e i risultati lo dimostrano. Buscè, quindi, ha evidentemente confuso le sacrosante e doverose critiche giornalistiche con gli attacchi personali. Mai nessun giornalista, in alcun modo, ha toccato l’uomo Antonio Buscè. Pescara è una piazza troppo esperta, che conosce il calcio e non commetterebbe mai l’errore di attaccare la persona. Le critiche sono sempre alla figura tecnica. In realtà la scintilla non è mai scoccata tra la piazza e Buscè. La memoria calcistica riporta alla gestione Auteri. Il campo diceva una cosa, il tecnico in conferenza stampa raccontava altro. Idem per Buscè. I dati servono a poco se non portano risultati. Stare in area di rigore avversaria per lungo tempo e non segnare è come andare al ristorante, ordinare primo, secondo, contorno e dolce e non mangiare niente. Per cui, il foglio bianco con i dati vale poco o niente. Vista la veemenza con la quale Buscè ha “affrontato” i microfoni della stampa locale, post vittoria, sembrerebbero tutti risolti i problemi che affliggono questo Pescara. I gol sono tornati e i tre punti anche. Ci auguriamo che il percorso per vincere il campionato riparta da ieri e che a Perugia si veda un Pescara cattivo come la stampa locale. Ma Buscè deve aver ben chiaro dove si trova e su quale panchina si siede, perché lì ci sono stati allenatori che hanno fatto la storia del calcio e quella poltroncina scotta parecchio.
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da Biancazzurro19/36
Ieri ho visto un video dallo stadio di un noto assicuratore pescarese amicone intimo di Sebastiani, questi ha ripetuto più volte a mo' di precisazione "dallo stadio Adriatico CORNACCHIA, CORNACCHIA!" cit. non so se interpretare questa come una presa per il culo verso chi voleva intitolare lo stadio al Profeta. Spero di sbagliarmi ma non credo.
da Zurigo
Buscettaro
da johnnyP
Cussu è nu ddu d copp, ma non facciamo il loro gioco (redazione compresa): farlo diventare il capro espiatorio. Sappiamo, tutti, benissimo, la classifica dei colpevoli: 1) cullu, 2) chi della curva ha barattato la dignità del tifo per qualche prestito garantito e qualche posto di lavoro a tempo indeterminato, 3) stampa (ricciolino bisunto aquilano in testa), 4) politica, 5) dirigenti e 6) città. FORZA PESCARA.
da nestore73
Da quando è arrivato a parte la partita con la vis Pesaro è stato un pianto continuo. Non ci sono partite dove mancano punti quella a Livorno invece è un furto. Se vi vedete altre partite della serie C ci sono squadre a confronto che sembrano il PSG o il Barcellona. Preso atto che il gioco di Busce potrebbe portare ad una risicata qualificazione play off senza nessuna speranza di arrivare alle fasi finali appunto perché ci sono squadre che in confronto sono il Barcellona, per non disilludere quei quattro gatti che sono rimasti ad andare allo stadio è ora di porre rimedio. E poi finiamola di dire che Pescara è una realtà calcistica. Siamo una squadra di serie c in un contesto di tifoseria di squadra di basso profilo. Non c'è entusiasmo che è finito con la programmazione. Alla società non interessa il tifoso avrebbe fatto altro. Chi come è disilluso allo stadio non va più perché non ha senso e non è una missione ordinata in nome della fede calcistica. Sono tifoso e soffro a vedere questo schifo.
da SeiTuttoTuPerMe
…SONO ANNI CHE C’ILLUDI E CHE C’INGANNI!!SONO ANNI!!PERCHE’!?PERCHE’!?SE
EEBAAASTIIIAAAANIIII SEI UNA X X X X X VAAATTEEEENEEEEEE
