Addio a Gabriele, Roma si ferma

In corso i funerali: «La Balduina piange un suo figlio, ciao Gabri». Arrivati tifosi da tutta Italia per dirgli addio. In chiesa Totti e Spalletti. Petardo contro auto polizia: non esplode. Presente una delegazione di tifosi Pescaresi.

da Donato Giampietro
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Addio a Gabriele, Roma si ferma, foto 1

Ore ed ore accanto a quella bara ad accarezzare, a "parlare", a guardare, a tenere per l'ultima volta la mano di Gabriele e nel tardo pomeriggio mamma Daniela non ha retto più: è stata colta da un malore. Solo per questo motivo è uscita dalla sala di Santa Rita, nel centro di Roma, ed è rimasta per un pò in un'ambulanza del 118 assistita da un medico. Proprio per difendere quella donna, annientata dal dolore, dagli occhi indiscreti di macchine fotografiche e telecamere, gli amici di Gabriele Sandri hanno formato un cordone umano, alzando anche i giubbotti. Il padre Giorgio Sandri più volte ha sistemato il rosario sul petto del figlio, lo ha toccato e poi spesso è uscito affranto a fumare nervosamente una sigaretta. Cristiano, il fratello, ha tentato in tutti i modi di darsi forza. Gli amici di "sempre", amici di curva, amici di scuola, parenti, conoscenti, abitanti del quartiere Balduina, giovani frequentatori delle discoteche dove "Gabbo" faceva il dj, personalità, politici ma anche tanta gente comune che non conosceva quel ragazzo di 28 anni e sin dalle prime ore della mattina si è messa disciplinatamente in fila in piazza Campitelli per testimoniare solidarietà, per esprimere partecipazione e dolore per una morta inspiegabile, senza un motivo, senza un perchè.

LA LETTERA - Anche durante la camera ardente di Gabriele Sandri, l'orgoglio ultras si è manifestato. In modo discreto con le tante sciarpe bianco-celesti, ma anche giallo-rosse, al collo dei molti giovani ed in modo più deciso, in una lettera scritta da un ragazzo della curva sud e appesa, insieme ad una sciarpa romanista, a poca distanza dall'ex chiesa sconsacrata. Ventitrè righe in cui si spiega l'amore per la propria squadra e per i propri "compagni".

I BENIAMINI - E a rendere omaggio a Gabriele tra i primi sono stati alcuni dei suoi beniamini: l'allenatore della Lazio Delio Rossi e i giocatori della "sua" squadra, Luciano Zauri, il capitano, Sebastiano Siviglia e Hamilson Cribari. Poi sono arrivati il presidente di An Gianfranco Fini, il ministro Giovanna Melandri, il vice-sindaco di Roma Maria Pia Garavaglia, il prefetto Carlo Mosca, il giornalista Sandro Curzi, il portavoce della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici, Emanuele Filiberto, il sottosegretario all'economia Paolo Cento, in serata il sindaco Walter Veltroni, di ritorno da Auschwitz, il presidente della Figc Giancarlo Abete e il vice-presidente federale Demetrio Albertini. Proprio loro hanno fatto l'ultimo regalo a Gabriele: una maglia della nazionale di calcio con tutte le firme dei giocatori. Quella maglia nuova di zecca, per la prima volta sarà indossata dagli azzurri sabato prossimo a Glasglow.

I FUNERALI - I genitori di Gabbo l'hanno poggiata sul feretro e sicuramente ci sarà anche ai funerali che verranno celebrati oggi alle 12 nella chiesa di San Pio X alla Balduina (nella foto) dal parroco don Paolo Tammi. Proprio il sacerdote ha lanciato un appello da Radio Vaticana per «raccomandare a tutti i tifosi» di non trasformare le esequie di Gabriele in un momento di violenza, proprio quando Roma si fermerà per due ore per lutto cittadino. La camera ardente resterà aperta anche stamattina, a partire dalle ore 9. In concomitanza con i funerali la giunta comunale di Roma ha deciso di proclamare per oggi, dalle 12 alle 14 il lutto cittadino. Per l'occasione gli edifici del Comune di Roma, delle società, delle aziende, delle istituzioni e delle fondazioni comunali esporranno a mezz'asta, in segno di lutto, la bandiera con i colori cittadini.

ARRIVANO GLI ULTRAS - «La Balduina piange un suo figlio, ciao Gabri». È quanto si legge su uno striscione appeso fuori dalla chiesa San Pio X, dove fra poco saranno celebrati i funerali. Già dalle 9 di stamani, gruppi di giovani, tifosi e semplici curiosi, provenienti da diverse città italiane, sostano in silenzio e con compostezza davanti alla chiesa. Corone di fiori di gruppi ultras e testimonianze di supporter di Torino, Sampdoria, Taranto, Cremonese oltre a quelle di laziali e romanisti sono il segno di una unione generale nel lutto senza distinzione di colori o appartenenze sportive. Tanti i segnali di affetto e solidarietà esposti sulla facciata della chiesa e il piazzale antistante in attesa dei funerali, sotto un cielo plumbeo.

VERSO LA CHIESA - La bara con il corpo di Gabriele Sandri ha lasciato intorno alle 10.30 la sala Santa Rita diretta alla Chiesa di San Pio X nel quartiere Balduina, dove si svolgeranno i funerali. Il feretro è stato adagiato in una Limousine grigia e al di sopra è stata posta una corona con i colori biancocelesti della Lazio da parte dei genitori. La bara è stata portata a spalla fuori anche dal papà Giorgio e dal fratello Cristiano. La mamma, sorretta al braccio, si è avvicinata all'auto ripetendo come una cantilena: "amore dove vai...". Poco prima dell'uscita del feretro, alcuni operatori del 118 erano entrati nella camera ardente chiamati per soccorrere qualcuno dei parenti che aveva avuto un malore.

L'ARRIVO - Salutata da un lungo applauso, è arrivata poco dopo le 11 nella chiesa San Pio X della Balduina la salma di Gabriele Sardi. Il sagrato e la piazza di fronte sono già gremiti di persone: molte le corone presenti tra le quali spicca quella del capo della polizia Antonio Manganelli e quelle dei tifosi romanisti della curva sud.

GROSSO PETARDO - Poco dopo le 10,30 di oggi in via Roberto Le Petit, a Roma, nelle vicinanze del commissariato di polizia Prenestino è stato lanciato un grosso petardo con miccia accesa, che non è esploso, sotto un'auto della polizia parcheggiata nei pressi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della scientifica e gli artificieri.

TOTTI E SPALLETTI - Un lungo, commosso abbraccio nella chiesa di san Pio X tra i genitori di Gabriele Sandri e il capitano nella Roma Francesco Totti. Insieme a Totti ha reso omaggio alla famiglia anche Luciano Spalletti. Poco dopo l'abbraccio ai familiari anche del sindaco di Roma, Veltroni. La chiesa è gremita fino all'inverosimile. In prima fila e attorno tanti amici. Silenzio e singhiozzi fanno da sfondo all'attesa dell'inizio della cerimonia. L'organo della chiesta ha alternato musiche liturgiche e musiche laiche, tra le quali "Meravigliosa creatura" di Gianna Nannini.

Commenti
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da Duka

Ognuno è diverso, quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per sé. Siamo diversi ma ci unisce l’amore per la squadra, la tenacia nel resistere oltre i 90 minuti sotto la pioggia o al freddo, il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, ci unisce la sicurezza dell’amico che ci dorme accanto sul treno che ci riporta dalla trasferta, ci unisce la passeggiata goliardica nella città avversaria, ci unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, ci unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, ci unisce quella sigaretta offerta nello scompartimento e ridata in curva, ci unisce quella litigata fatta nella penombra di un treno notturno. Le cose che ci uniscono allo stesso tempo ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano dai genitori preoccupati, da zii e colleghi di lavoro scandalizzati, da compagni di classe impauriti e da professori disgustati. Siamo l’eccezione alla regola e l’inaspettato che ti sorprende, la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. Siamo anche il Braccio che ti tira sul vagone quando si chiudono le porte..siamo questo e molto altro, sentimenti che non si possono descrivere. Onore ai bergamaschi tra i pochi rimasti.

da TATANKA

anche io sn inkazzato..ma non m'identifico con quelli imbecilli...gli italiani sono un POPOLO CIVILE...NON DI CRETINI SENZA CERVELLO!!

da TATANKA

be piero gli ulta nella tua accezione sn 10.000 15.000 in italia..parlo di quelli violenti che per me non c'entrano nulla con il calcio!! cmq sia sono una minoranza assoluta rispetto al popolo italiano, secondo me invece di cercare di fare facile sociologia come la fai tu ed altri anche in tv, io li definirei solo come delinquenti, senza nessuna giustificazione sociale...SONO SOLO DELINQUENTI E BASTA!!

da gattabeninicamplone

Il piazzale dell'Autogrill dove si trovava il poliziotto che ha sparato effettivamente si trova su una specie di collinetta, in posizione più elevata rispetto al piazzale della carreggiata NORD! CHI HA PARLATO DI COLPO SPARATO IN ARIA E' UN CRIMINALE CHE HA PROVATO A NASCONDERE LA REALTA'!!!

da gattabeninicamplone

Ore 18.58 Il legale della famiglia Sandri, Michele Monaco: "La perizia balistica non è ancora iniziata, solleciterò la procura affinché questo avvenga al più presto". "In base - ha aggiunto - alla nostra perizia, il foro del proiettile nel finestrino dell'auto presenta un'inclinazione di circa 2 gradi e questo è compatibile con l'ipotesi che l'agente abbia sparato da una collinetta". L'avvocato Monaco ha infine sottolineato che "probabilmente quando è stato raggiunto dal colpo, Gabriele aveva la testa reclinata, nella posizione di una persona che sta riposando, anche se non sappiamo se stesse dormendo".

da Piero 1977

.....certo è che non li giustifico, ma credimi, anch'io comincio veramente a rompermi i coglioni. Buona serata e FORZA PESCARA!

da Piero 1977

per quanto mi riguarda un politico che tradisce l'elettorato, ruba, intrallazza, si para il culo con le leggi, fa scalate a banche a dx e sx arreca un danno molto più grave al paese di un gruppo di matti che pigliano a calci i cassonetti e assaltano le caserme. io credo che la reazione sia anche da commisurare con la situazione sociale attuale; gli Italiani si sono abbastanza rotti i coglioni di questo sistema di governo su tutta la scala sociale, anche il calcio, e gli ultrà sono una categoria di italiani, alquanto numerosa come hai potuto vedere caro Tatanka, che non ama la mediazione.....

da TATANKA

addirittura su wikipedia laugher laugher http://it.wikipedia.org/wiki/G
ianfranco_Semproni

da TATANKA

grazie!!

da TATANKA

visto visto!!! alla grande!! laugher laugher

da ?

ALLA PAGINA "VIDEO"

da ?

PER TATANKA : SE VUOI VEDERE IL VIDEO COMPLETO DI SEMPRONI VAI SUL SITO DI CAROSELLA WWW.WILLY1.IT

da GUBBIO73

BEH SE DEVE SUCCEDERE AD UN TIFOSO IN AUTO MEGLIO SUCCEDA AD UN DELINQUENTE....COMUNQUE VEN SONO DA VOI A VEDERE BIAGIO AL PALAS.....

da TATANKA

ragazzi avete ragione su tutto l'italia fa schifo..i politici ect ect....ma i fatti di roma fanno schifo lo stesso!! non sono due cassonetti ribaltati...sonoa ttacchi alle caserme di forze dell'ordine, una cosa gravissima!! che non si vedeva dal dopo guera, un insulto all'ordine sociale e alla democrazia...quindi cercate di essere equilibrati..senno siete più ibecilli di quelli che credono a studio aperto!

da piero torino

Gabriele sarà dimenticato presto, come tutto il resto....a meno che... quello che si è visto oggi (le diverse tifoserie unite) non diventi una specie di patto da sottoscrivere da tutti i gruppi organizzati.Intitolare questa "coalizione" a Gabriele eviterebbe che tutto passi nel dimenticatoio.

da TATANKA

ragazzi avete ragioen su tutto l'italia fa schifo..i politici ect ect....ma i fatti di roma fanno schifo lo stesso!! non sono due cassonetti ribaltati...sonoattacchi alle caserme di forze dell'ordine, una cosa gravissima!! che non si vedeva dal dopo guera...quindi cercate di essere equilibrati..senno siete più ibecilli di quelli che credono a studio aperto!!

da femy*

ciao gubbio, speriamo che nn la pensino molti cosi sinceramente....cmq preparati al fine settimana...pioggia fulmini e forse neve pss

da finoallamorte

x bubuvive:il bastardo che alcuni anni fa ha picchiato e cavato un occhio a maurizio è stato condannato mi pare 2 settimane fa

da GUBBIO73

CHAO PETRONIO...DO APPOGGIO ANKE ALLE TUE PAROLE...SIAMO IN DEMOKRAZIA, SENZA OFFENDERE O APOSTROFARE QUALCUNO.....BRAVO.

da GUBBIO73

...QUALCUNO HA AVUTO LE PALLE DI DIRE LA VERITA' E NN C E PIU..... hiss..POTEVA ESSERE PIU ELEGANTE NELLE ESPRESSIONI...MA TANTI LA PENSANO COME LUI....

da femy*

x fortuna c'è internet cosi uno riesce a capire cme vanno realmente le cose... pensate se noi c dovessimo basare solo su studioaperto o sui nostri giornali....w la libera informazione e il confronto che in questa democrazia c negano

da hincha

bubuvive vogliamo ricordare anche...colombi,di maio,mau alberti e tutti coloro che sono morti o porteranno per sempre i segni di una partita di calcio? LA MORTE E' UGUALE PER TUTTI!!!

da bubuvive

la legge non è uguale per tutti.stiamo ancora aspettando il colpevole che il 01/02/04 a firenze è riuscito a cavare un occhio a un nostro ultras.a ferrara ancora aspettano di conoscere i colpevoli della morte di federico ragazzo di 18 anni morto mentre tornava a casa a piedi e sono ancora tanti gli episodi poco chiari dove la giustizia guarda caso non fa mai corso....forse perchè di mezzo ci sono uomini dello stato?...e poi STANNO A PENSARE AI CASSONETTI RIVOTICATI. GIUSTIZIA PER GLI ULTRAS

da massimo

Io continuo a dare le responsabilità maggiori ai politici incapaci di ridare una parvenza di giustizia,dignità,moralità e civiltà a questa nazione.Darei molte colpe anche alla scuola incapace di inculcare dei valori ai giovani.Molta colpa anche alla televisione che genera programmi in cui la competizione diventa una questione vitale e non per ultimi i "giornali"..se penso che il Cencio di oggi metteva una foto gigantesca a centro copertina di una velina che aspetta un bambino da Teo Mammuccari...Mah!!

da Donato Giampietro

l'utente pescaresedaroma è stato bannato

da Loris

GABBO UNO DI NOI RIMARRAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI ONORE AGLI ULTRA' CHE ERANO PRESENTI AL FUNERALE DI GABRIELE SARAI SEMPRE CON NOI NON TI LASCIEREMO MAI. CIAO GABBO SARAI SEMPRE CON NOI.... GABBO VIVE ULTRAS PESCARA... ...L'IMPERO CONTINUA...1976

da pe76

meno male va,fermi con la politica non facciamo i cazzoni come loro

da femy*

il viva il duce te lo potevi risparmiare perplex

da seratocapogna

eyed

da pescaresedaroma

per finoallamorte. il piu' pulito dei politici ha la rogna, questo è la verità. Siamo un paese allo sbando. basta ke si aumentano gli stipendi sti zozzi. Io li farei campare con 800,00 euro al mese. li mortacci loro.

da finoallamorte

non capisco con quale coraggio LA MELANDRI si è presentata al funerale....dopo un decreto del genere tutti gli ultras la odiano insieme ad amato

da pescaresedaroma

quando si prende una persona come quel rumeno ke qualke giorno fà violentò e ammazzò quella povera donna a tor di quinto a Roma, in quel caso deve partire un colpo di pistola diretto. Dicono ke se ragiono cosi' sono fascista. ebbene si' sono fascista e la penso cosi'. Ciao GABBO, rimarrai per sempre nei cuori di tutti gli ultra.

da bischero

da repubblica.it

da bischero

Dalla serie A all'Eccellenza, continua la mano dura contro gli ultrà: otto tifosi del Chieti sono stati denunciati dalla polizia a piede libero e raggiunti da provvedimento di divieto di accesso alle manifestazioni sportive in seguito ad alcuni tafferugli verificatisi domenica scorsa in occasione della gara del campionato di eccellenza abruzzese tra Atessa e Chieti finita 2 a 1 per i padroni di casa. Gli ultrà, di età compresa fra 21 e 32 anni, sono stati denunciati per aver preso parte attiva ad episodi di violenza su cose e persone, per aver scavalcato recinzioni interne alla struttura sport

da corona

Giochi non traslocano, il mare è “nostrum” ------------------------------
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-------------------- La nomina di Di Marco salva Pescara e i XVI Giochi del Mediterraneo restano in Abruzzo ------------------------------
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-------------------- PESCARA. E’ stata proficua la seduta esecutiva tenutasi l’8 novembre a Roma: Pescara è stata confermata sede della XVI edizione dei Giochi del Mediterraneo. La situazione era precipitata il 26 ottobre, quando Amar Addadi, presidente del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, ha minacciato di togliere l’organizzazione dei Giochi alla Città abruzzese, se non avesse immediatamente dimostrato un impegno ufficiale e concreto per la loro preparazione; un vero e proprio ultimatum con scadenza al 19 novembre. Ma l’Abruzzo si è rilanciato immediatmente, con una mossa di grande successo: la nomina di Mario Di Marco, docente di organizzazione sportiva alla d’Annunzio, a nuovo Direttore Generale dei Giochi del 2009, al posto del dimissionario Paolo Bellino. E’ questo il caso di dire un nome una garanzia, infatti il neo manager è appena uscito “vincente” dall’organizzazione degli EuroBasket femminili che hanno coinvolto l’intera regione il mese scorso. Ma a far ritrovare fiducia e ottimismo al presidente del Coni, Petrucci è stata anche la lettera di impegno inviata ai vertici del coni dal supervisore del Comitato organizzatore, Giovanni Lolli. Il sottosegratario è certo che Pescara saprà rispettare le richieste di Addadi, e a confermarlo è anche il Direttore Generale; Di Marco assicura infatti che nell’organizzazione c’è stata una netta inversione di tendenza affinché si possa recuperare il tempo perso. A riprova di ciò basta vedere la velocità con cui, ora, procedono i lavori di costruzione del Villaggio, sito a Chieti Scalo, lavori, per l’appunto, che erano stati alla base della contestazione del presidente Addadi. Quella dei Giochi è una vetrina unica per l’ Abruzzo, che dopo il successo europeo dei campionati femminili di Basket, permetterà alla regione di essere ancora una volta al centro del mondo sportivo, in questo caso al centro del “Mare Nostrum” ed avere gli occhi puntati non solo dell’Europa ma di ben tre continenti. mer 14 novembre 2007 17:29 - Letto (34) - inviato da Nancy Aiello

da LUCAPESCARESE

http://it.youtube.com/watch?v=
m_Na1Yl2aVI&NR=1 FORZA PESCARA SEMPREE!

da PE_NEWDOOR

da SoLoPescara1936 @ 13-11-2007 19:41:22 ...PE_NEWDOOR...T'ACCID x solope: spiegami questo tuo post, grazie.

da pesciarolo

Emergenza: I giovani? Né da uccidere né terroristi invia Mercoledì 14 Novembre 2007 – 16:34 – Decio Siluro stampa Emergenza: I giovani? Né da uccidere né terroristi Sono passati tre giorni dalla morte del giovane Sandri, colpito da un agente della stradale che ha fatto fuoco da lontanissimo, dall’altra parte dell’autostrada, correndo il rischio di coinvolgere un mezzo pesante, magari di quelli che trasportano materiali infiammabili o tossici, correndo il rischio di innescare una strage. Le responsabilità di Spaccarotella (nomen omen) sembrano ormai acclarate: nessun colpo sparato in aria, nessun colpo partito accidentalmente, ma una postura ben precisa con la presa dell’arma a due mani e le braccia distese che mostra la volontà di prendere la mira. Sono però bastati tre giorni perché il senso di tutti gli avvenimenti accaduti domenica sia stravolto da un coro mediatico ben organizzato. Intanto scandalizza la prima ipotesi di reato contestata all’assassino: omicidio colposo. Colposo è sinonimo di accidentale, senza alcuna volontà di offendere la vittima: ma se si mira prima di sparare come può non esserci volontà di colpire il bersaglio? Ad essere generosi si potrebbe al massimo escludere l’omicidio volontario, ma almeno l’omicidio preterintenzionale, ovvero un’azione andata oltre la volontà di chi l’ha prodotta, dovrebbe essere contestato. E non ci sono attenuanti possibili. Invece si continua a dipingere la vittima come un ultrà, quasi che questo possa giustificare reazioni esagerate della polizia. Persino un uomo di sport come Gigi Riva ieri si è abbandonato a considerazioni senza senso, affermando che il male sta nel calcio, perché tifosi di altri sport si sarebbero bevuti un caffè invece di scatenare una rissa in un autogrill. Intanto Sandri non era un violento, stava solo andando, insieme ai suoi amici, a vedere una partita a Milano, peraltro una delle più tranquille dell’intero campionato, con le tifoserie gemellate, ma qualunque cosa possa essere successo su quella piazzola, dalla scazzottata per motivi calcistici, allo sfottò per una ragazza, alla lite per un parcheggio, non giustifica mai la reazione omicida dell’agente. Sia ben chiaro, Sandri non è una vittima del calcio, ma una vittima della società violenta dove troppe volte la polizia fa fuoco senza ragione. Sandri è morto come tanti ragazzini uccisi perché non hanno rispettato l’alt ad un posto di blocco, vittime di sceriffetti esaltati ed incapaci. Quel che è avvenuto poi nella giornata di domenica, dentro e fuori gli stadi, era ampiamente prevedibile ed anche questo ha poco a che vedere con il calcio. Certo, se i media non avessero calcato la mano appiccicando l’etichetta di ultrà alla vittima probabilmente non si sarebbe giunti a tanto, ma abbiamo comunque assistito ad una rivolta dove i protagonisti sono stati i giovani delle periferie, gli emarginati dalla società, i vessati da uno Stato che sembra non rappresentarli più. Una protesta certo violenta, rabbiosa più che altro, che assomiglia non poco a quella delle periferie parigine di qualche tempo fa. Invece di cercare di comprendere, cercare di rimuovere le cause, cercare di offrire occasioni ai nostri giovani per lenire la loro disperazione, cosa fa lo Stato? La Procura di Roma ha la bella pensata di appioppare l’aggravante del terrorismo agli arrestati durante gli incidenti di domenica e Amato ha ieri messo in guardia da possibili connivenze tra eversione e mondo degli ultrà. Intanto qualcuno ha addirittura ipotizzato la patente del tifoso, un documento che stabilirà chi sarà buono e bravo e quindi meritevole di seguire la sua squadra in trasferta. In base ai trattati internazionali che regolano la libera circolazioni dei cittadini Ue continueremo insomma a vedere pullman scaricare zingari ogni giorno nelle città italiane, ma un cittadino di Roma potrà vedersi proibito un viaggio a Milano se quel giorno è in calendario una partita di calcio tra una squadra romana e una milanese. Che dovremo fare, munirci della patente da “buon tifoso” anche se non ci interessa il calcio oppure l’informazione verrà messa sulla carta d’identità? E’ assurdo considerare terrorismo ciò che nulla a che a vedere con il terrorismo come è assurdo pensare di risolvere il problema violenza nel calcio con altri divieti, altre sbarre, altri cancelli, altre limitazioni alla libertà. Terrorismo è però una parolina magica, ce lo hanno insegnato gli americani dopo l’11 settembre, tramite la quale è possibile calpestare i diritti civili, mettere in moto un regime liberticida cercando pure di ottenere il consenso dei sudditi teleguidati e dipendenti dei vari salotti televisivi. E per far funzionare il giochetto non c’è nulla di meglio che condire la parola terrorismo con eversione, una parola che in Italia è stata sempre accompagnata a presunte strategie golpiste (e fasciste, naturalmente). Non ci facciano ridere. Solo un imbecille totale potrebbe credere che la democrazia italiana (quel governo del popolo che non c’è) è messa in pericolo dalla ribellione dei giovani stanchi di essere vessati. Semmai sono altri i pericoli di dittatura liberticida e provengono da un sistema sempre più schiavo di poteri estranei al mandato popolare del parlamento. Chi pensa di risolvere i problemi con le manette e i manganelli non si faccia però illusioni. Si potrebbe anche fermare il calcio per un anno, pure per sempre, ma il disagio alimenterà sempre la protesta e questa, prima o poi, tornerà spontanea a farsi sentire. Nessuno giustifica le violenze, uno Stato per essere autorevole non ha però bisogno di repressione ma di consenso e soprattutto i potenti di Palazzo devono capire che lo Stato non è fatto da loro solamente, ma anche da tutti quei giovani che non vedono ora un futuro. Sì, lo Stato sono loro.

da TATANKA

http://www.youtube.com/watch?v
=_rV2VMqVzuU

da TATANKA

per sdrammatizzare.. http://www.youtube.com/watch?v
=_rV2VMqVzuU&watch_response un po di cabaret di semproni

da zdenek

CHE GIORNATA DI MERDA

da CRUDELE

ONORE AI PESCARESI PRESENTI AL FUNERALE DI GABBO..GIORNALISTI INFAMI...SIETE VOI I TERRORISTI!!! horny horny horny

da pe76

c'era anche il significato delle varie parole politico,governo,ministro ecc...???

da femy*

DA REPUBBLICA.IT:"...gli ultrà. Quelli che si menano tra loro, urlano cori razzisti e odiosi. Sparano razzi, lanciano oggetti. Quelli verso cui si lanciano, dopo ogni gol, i giocatori. Non per insultarli. Al contrario: per "celebrare" insieme il rito comune della vendetta, della guerra. Della vittoria e della rivincita. Contro tutti quanti. "... boo

da Mystic

Esatto pe76....ognuno paga i propri errori e non tira di mezzo altre persone...dire che tutti i poliziotti sono assassini e abusano del loro potere equivale a dire che tutti gli ultras sono dei delinquenti e dei repressi che sfogano le loro frustrazioni la domenica....

da pe76

così come deve essere giudicato e condannato il solo poliziotto responsabile dell'accaduto

da Fafà.

Lettera alla famiglia di Gabriele Sandri Mi chiamo Patrizia Moretti, sono la mamma di Aldro.Il 25 settembre 2005 mio figlio Federico di 18 anni moriva a Ferrara sotto i calci e le manganellate di quattro agenti di polizia mentre invocava aiuto.Mi rivolgo alla famiglia di Gabriele Sandri.Voglio esprimere il dolore mio e di mio marito per la perdita del loro figlio Gabriele. Voglio dire loro che so, purtroppo, cosa stanno provando in questo momento e che cosa proveranno in futuro. Dalla perdita del proprio figlio è impossibile, io credo, riprendersi, e sempre difficile è dominare la rabbia che diventa, insieme al dolore, costante e invadente compagna di vita. Voglio rivolgermi però soprattutto a tutti gli amici di Gabriele e a tutti i ragazzi che sono rimasti colpiti dalla sua morte. In questi due anni di vita trascorsa senza più Federico ho incontrato tanti, tanti ragazzi nei centri sociali, nei palazzetti dello sport e negli stadi. Ci hanno scaldato il cuore perché ci hanno impedito di sentirci da soli, io e Lino, nella nostra battaglia per la verità e nel nostro dolore. Li consideriamo tutti amici di Federico e della sua memoria. Il loro atteggiamento civile, discreto e composto di pubblica partecipazione è stato determinante, insieme a tanti altri eventi, a mettere sempre più in grave imbarazzo coloro che volevano nascondere la verità ed infangare la sua memoria. Amici di Gabriele! fate come loro! non date spazio alla violenza neppure verbale e isolate coloro che, con i loro comportamenti criminali, consentono di far passare in secondo piano la tragedia di Gabriele in favore del “danneggiamento dei cassonetti dell’immondizia”. Vi prego, rispettate la famiglia e Gabriele, che ha bisogno di voi, della vostra schietta e calda umanità. Solo questo potrà aiutarli ad ottenere giustizia e verità. Fate come quei tifosi della Fortitudo Basket di Bologna e dell’Avellino, che durante la partita si sono presentati tutti insieme con una maglietta che chiedeva giustizia e verità per Federico. Fate come loro che quando gli è stato imposto dalle forze dell’ordine, in modo tanto insensato quanto immotivato di rovesciarla, uno per uno, per nasconderne il messaggio, essi tutti hanno civilmente ubbidito. A tutti questi ragazzi io voglio bene, e auguro a Gabriele e la sua famiglia che ciò accada anche per loro, perché quanto purtroppo si è visto nei telegiornali io credo che uccida due volte Gabriele Sandri. Con profondo affetto e partecipazione Patrizia Moretti

da Mystic

essere ultras non è sinonimo di cieca e barbara violenza bensì di attaccamento alla squadra alla maglia ed alla città di cui si difendono i colori.....ognuno deve prendersi la responsabilità delle proprie azioni e x cui chi domenica ha sbagliato (la singola persona e non l'intero gruppo e curva che rappresenta.....)deve essere punito....e poi come mai s'è parlato solo di ciò che qualche singola scheggia impazzita ha provocato a Roma Bergamo e taranto omettendo di sottolineare il comportamento civile corretto e responsabile di TUTTE le altre curve d'Italia....?

da femy*

anche senza scontri gli ultras nn sarebbero stati fatti santi e i politici ormai la loro figura del caxxo la fanno quotidianamente.. horny

da Mystic

Invece così tutto si riconduce alla responsabilità dei teppisti e delinquenti da stadio che i falsi e prezzolati moralisti senza sapere di chi e di cosa stanno parlando chiamano ultras.....

da pe76

indubbiamente,alla fine quello ke era una loro responsabilita' e' caduta sui teppisti x colpa loro

da Mystic

Bisogna invece condannare gli episodi di violenza di domenica...hanno avuto il solo risultato di parare il culo a quei politici dalla coscienza sporca incapaci di garantire libertà e sicurezza ai cittadini e di distogliere l'attenzione dal reale problema...

da pe76

i tifosi x loro devono calmarsi,ma quando cominciano a far stare piu' tranquilli i poliziotti e i carabinieri che x colpa del rapporto rischio-stipendio stanno tutti mezzo schizzati?

da femy*

http://www.youtube.com/watch?v
=TmM092LfHu4 BRAVI GLI ATALANTINI E I TARANTINI

da bubuvive

la repressione totale senza manco avere l'opportunita' di dialogo genera solo rabbia e vendetta...infatti da quando è entrato in vigore il decreto amato le cose sono peggiorate....ma vi rendete conto che non si e' liberi di portare una bandiera o uno striscione...cioe' stiamo parlando di pezzi di stoffa...ultras liberi

da bubuvive

continuano a buttare fango sugli ultras...tutti questi politici e giornalisti fanno a gare a chi dice piu stronzate...continuate a reprime un fenomeno sociale che esiste da piu di trent'anni e che ne fanno parte milioni di italiani...invece di dialogare...bravi bravi merde stato terrorista

da ortona biancazzurra

questi ca... di politici , al posto di fare leggi repressive , pensassero a far passare i test antidroga per i parlamentari , piuttosto che rompere solo alla gente comune

da Fafà.

GIORNALISTI LECCHINI TERRORISTI MEDIATICI.

da Fafà.

Nessuno dei ragazzi ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti presenti. BRAVI!! LEGGETE LE AGENZIE DI QUESTI MINUTI: STANNO DANDO RISALTO A QUALCHE SALUTO ROMANO TRA LA FOLLA. Continuano a provocare e ad aizzare l'opinione pubblica demonizzando gli ultras. GIORNALISTI SIETE VOI I VERI TERRORISTI!

da zdenek

da finoallamorte @ 14-11-2007 14:54:12 quello che mi ha fatto piu schifo in tutta questa storia sono stati i giornalisti...io alle 12 e mezza ho sentito certi titoli che mi hanno lasciato a bocca aperta.....notizie completamente inventate.ad esempio studio aperto....che è quello che sta piu avanti a tuti...addirittura sosteneva che 2 auto di laziali abbiamo accerchiato un'auto bianconera....e altre cazzae simili...vergogna HAI RAGIONE!

da pe76

ki kazz ti spir

da pe76

la verita' e' che non si spara

da Galeon

Finoallamorte infatti stanno sbagliando tutti te compreso. E' perfettamente inutile emettere sentenze o giudizi senza cognizione di causa. La verità la conoscono solo i tifosi e i poliziotti presenti domenica in quel maledetto autogrill. eyed

da vincenzopalumbo

vi si apre forzapescara.com?

da finoallamorte

quello che mi ha fatto piu schifo in tutta questa storia sono stati i giornalisti...io alle 12 e mezza ho sentito certi titoli che mi hanno lasciato a bocca aperta.....notizie completamente inventate.ad esempio studio aperto....che è quello che sta piu avanti a tuti...addirittura sosteneva che 2 auto di laziali abbiamo accerchiato un'auto bianconera....e altre cazzae simili...vergogna noo

da Delfinotatuato

Un eterno riposo dona a lui signore splenda adesso la luce perpetua, riposi in pace AMEN. Ciao Gabbo

da finoallamorte

riprova

da finoallamorte

ciao a tutti sono nuovo sul muro...FORZA PESCARA SEMPRE E OVUNQUE

da finoallamorte

prova

da PieroMilano

Messaggero. Stop alla C, le abruzzesi non ci stanno «Non serve, la vicenda è stata gestita male, il calcio ha bisogno di ben altro» I presidenti delle 7 squadre della regione in disaccordo con la decisione della Figc di ORLANDO D’ANGELO PESCARA - «Fermarsi? Non è la soluzione ai problemi del calcio italiano». E' praticamente un coro unanime quello dei presidenti delle società professionistiche abruzzesi, costrette domenica prossima a incrociare le braccia per il blocco dei campionati di B e C imposto dalla Figc. Lo aveva detto Gerardo Soglia, patron del Pescara: «Non credo che bloccare i campionati sia la strada giusta per sanare la questione, la soluzione è l'applicazione severa delle pene già esistenti». Dello stesso avviso tutti i numeri uno delle nostre squadre. L'Abruzzo, dal caos delle tifoserie organizzate nazionali, dove non mancano infiltrazioni malavitose, resta fortunatamente ai margini. Episodi da condannare, anche nei nostri stadi, se ne ricordano purtroppo diversi. Mai però di estrema gravità. Quello che i presidenti abruzzesi tengono a sottolineare è che la morte di Gabriele Sandri, il 28enne tifoso laziale ucciso da un poliziotto domenica mattina ad Arezzo, è una tragedia non legata direttamente al mondo del calcio. «Si tratta di un agente che ha usato la pistola in modo maldestro. Avrebbe potuto uccidere chiunque sparando in orizzontale e puntando verso l'autostrada - afferma il numero uno della Valle del Giovenco, Vincenzo Angeloni -. Perchè far ricadere questo gesto sul mondo del calcio? Hanno voluto per forza buttarci dentro la questione della violenza tra tifosi, ma così hanno scatenato i veri violenti. Gli episodi avvenuti dentro e fuori dagli stadi la domenica pomeriggio, quelli sì che c'entrano col calcio. E sono gravissimi». Angeloni è stato vice presidente della Roma: di tifo organizzato qualcosa s'intende. «In quelle realtà le infiltrazioni pericolose ci sono, e quelle bisogna combattere, cercando di tenere la gente pericolosa lontano dallo sport. Fermare le partite non serve a nulla. Mi dispiace solo che si strumentalizzi la morte di questo ragazzo». Romano Malavolta, da Teramo, è estremo: «Ci sono le regole in Italia, bisogna farle rispettare. Chi commette reati, deve pagare con il carcere. Solo così il fenomeno violenza finirà». Anche il presidente del Lanciano, Paolo Di Stanislao, ha accettato senza entusiasmo la decisione degli organi federali. «Ci rimettiamo alle loro decisioni - dice il frentano - però ricollegare questo dramma al mondo del calcio non è giusto. Se interpretiamo lo stop come giornata di lutto nazionale, allora lo riteniamo giusto. Ma bisogna fermare tutti, anche i dilettanti. Se non è così, si sta commettendo uno sbaglio perché l'uccisione del tifoso laziale è avvenuta a cinquecento chilometri dallo stadio di San Siro e non è una questione sportiva». Di Stanislao, romano, è rimasto molto colpito dalla morte di Sandri: «Un vicino di casa di mio cognato. I miei parenti a Roma lo conoscevano bene e sono profondamente scossi». Piazze notoriamente molto tranquille come Celano e Atessa, sede della Val di Sangro, conoscono molto marginalmente il fenomeno violenza negli stadi. «Per questo non sono d'accordo sul blocco - afferma Ermanno Piccone, patron celanese -. I delinquenti che vanno allo stadio con bastoni e passamontagna, che domenica hanno creato il caos a Roma o a Bergamo, vanno fermati e allontanati, altrimenti i problemi non saranno mai risolti». Anche Amerigo Pellegrini è contrario: «Il blocco dei campionati? Inopportuno. Penalizza le società e la gente onesta e corretta che spende tempo e denaro per portare avanti il sistema calcio. Con tutto il rispetto per la tragedia avvenuta ad Arezzo, non credo serva fermarci. Invece bisognerebbe punire con massima severità i violenti». Arrabbiato il presidente del Giulianova, Sabatini, che ha già osservato un turno di stop domenica scorsa per il lutto che ha colpito la famiglia Quartiglia. «Ingiusto fermarsi ora. Provvedimento inutile e tardivo, perché il segnale andava dato subito, domenica. Si sarebbero evitati gli incidenti che si sono invece puntualmente verificati. La decisione è stata anche piratesca, perché sapendo che la serie A è ferma, si è approfittati per dare un apparente segnale di riflessione bloccando le categorie meno scomode». Il Giulianova tornerà in campo a Ferrara contro la Spal il 21 per il primo dei due recuperi che l'aspettano.

da semprepe

pure cannavaro si è messo a fare il filosofo adesso....ma è lo stesso cananvaro che si fece riprendere mentre vneiva dopato?lo stesso con la bandiera tricolore col fascio littorio al mondiale?cannavà la sangria ti sta a da alla coccia

da Loris

CIAO GABBO SARAI SEMPRE CON NOI!! ...PESCARA RANGERS...1976

da maxpe

AMATO DIMETTITI .... devi solo vergognarti......si condannano gli ultrà ma le parole di uno schifoso ministro nessuno li pesa

da Galeon

Purtroppo la nostra è una società deterioratasi a tutti i livelli: politico, sociale, culturale. Questa è la classe politica che ci meritiamo, prima il puffo ridens ora il prof sapiens. E da politici di questo tenore quali dichiarazioni ti puoi attenderere? Dall'altra parte però va altresì considerato il progressivo scadimento delle tifoserie negli stadi? Quelli di Bergamo, Roma, Taranto voi avete il coraggio di chiamarli ultras?

da KING

questa storia mi ha sconvolto. ma ci rendiamo conto da chi cazzo siamo governati??? siamo un paese in declino.

da femy*

amato ha perso un'altra occasione per fare silenzio!

da vincenzopalumbo

si kinh E' SCANDALOSO AL POSTO DI QUIETARE GLI ANIMI LI ESASPERA......

da king

12:06 Amato: "Pronti allo scontro in caso di disordini ai funerali" Le forze dell'ordine sono pronte a intervenire nel caso in cui il funerale di Gabriele Sandri dovesse offrire il pretesto per nuovi scontri. Lo ha spiegato il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, al suo arrivo ad Alghero per il vertice italo-algerino. "Nel caso in cui ci fossero disordini come quelli di domenica sera, la scelta non sarebbe quella dell'altra sera quando le forze di polizia decisero di evitare lo scontro fisico", ha avvertito il titolare del GUARDATE COSA DICE UN MINISTRO ALLA VIGILIA DI UN FUNERALE

da Galeon

Gatta certe volte ti perdi in un bicchiere d'acqua. Secondo te il presidente dell'Osservatorio antiviolenza dovrebbe dialogare e scendere a patti con quella gentaglia che abbiamo visto domenica all'opera in curva a Bergamo (e c'è persino qualcuno qui sopra che ne parla bene). Gatta Gatta la tua era una battuta eyed

da carpe

Quattro ultrà scarcerati a Milano Sono quattro in totale i tifosi scarcerati a Milano su richiesta del Pm Sergio Spadaro, che non ha chiesto la convalida dell'arresto nei confronti di altrettanti tifosi bloccati dalle forze dell'ordine ieri mattina per le manifestazioni di protesta in seguito alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. I primi due scarcerati di cui si è saputo erano stati arrestati in flagranza differita a Milano, dopo essere stati riconosciuti attraverso filmati registrati davanti allo stadio di Bergamo domenica pomeriggio. Gli ultimi due di cui si è avuta notizia, inizialmente arrestati per inosservanza del Daspo, sono stati scarcerati in quanto, a quanto si è appreso, non erano in realtà diffidati. Si tratta di due persone che domenica pomeriggio erano nel corteo dei tifosi sfilato per le vie del centro di Milano.

da A-LESSANDRO

GIUSTIZIA SUBITO!

da gattabeninicamplone

UN DIALOGO CHE PROPRIO 10 GIORNI FA A BERGAMO È STATO RIFIUTATO DAL PRESIDENTE DELL'OSSERVATORIO ANTIVIOLENZA FELICE FERLIZZI

da gattabeninicamplone

UN DIALOGO CHE PROPRIO 10 GIORNI FA A BERGAMO È STATO RIFIUTATO DAL PRESIDENTE DELL'OSSERVATORIO ANTIVIOLENZA FELICE FERLIZZI

da gattabeninicamplone

UN DIALOGO CHE PROPRIO 10 GIORNI FA A BERGAMO È STATO RIFIUTATO DAL PRESIDENTE DELL'OSSERVATORIO ANTIVIOLENZA FELICE FERLIZZI

da gattabeninicamplone

"La curva di Bergamo, da tempo al centro delle cronache di violenza, è anche una curva che negli ultimi anni si è messa molto in discussione, cercando di fare autocritica e proporre dialogo e discussioni comuni. Un dialogo che proprio 10 giorni fa a Bergamo è stato rifiutato dal presidente dell'Osservatorio antiviolenza Felice Ferlizzi"

da gattabeninicamplone

"La curva di Bergamo, da tempo al centro delle cronache di violenza, è anche una curva che negli ultimi anni si è messa molto in discussione, cercando di fare autocritica e proporre dialogo e discussioni comuni. Un dialogo che proprio 10 giorni fa a Bergamo è stato rifiutato dal presidente dell'Osservatorio antiviolenza Felice Ferlizzi"

da gattabeninicamplone

Calcio in lutto/ Il presidente di progetto Ultras, Green, ad Affari: "Se la repressione ha fallito, si punti al dialogo" Martedí 13.11.2007 10:10 Non è un ultrà ma dal mondo del tifo organizzato proviene e ora ne ha fatto il suo lavoro. Si chiama Malcolm Ashley Green ma parla italiano e, alla guida di Progetto Ultrà ( www.progettoultra.it ), attivo all'interno della Uisp (Unione italiana sport per tutti) dell'Emilia-Romagna dal 1995, punta ad arginare la violenza e il razzismo delle ‘curve’, promovendo la mediazione sociale e gli aspetti culturalmente positivi del tifo visto come ultimo luogo di aggregazione giovanile. A poche ore da quando, in un autogrill dell’aretino, il proiettile esploso da un poliziotto ha ucciso il 26enne Gabriele Sandri, sul sito di Progetto Ultrà è apparso un accorato comunicato in cui si sostiene che “La morte di Gabriele NON è stata un fatto accidentale, NON è slegata dallo sport e dal tifo… La morte di Gabriele è la naturale conseguenza delle decisioni sbagliate delle autorità e delle istituzioni su questi temi…”. Malcolm Ashley Green parla con Affari dei fatti sconvolgenti avvenuti domenica e delle strategie utili ad evitarli in futuro. Cosa vuole ottenere Progetto Ultrà? "È dal 1995 che si occupa di limitare violenza e razzismo dentro e fuori gli stadi, tramite strategie di carattere sociale e non di repressione, e comunque rifiutando l’idea che tutto ciò che riguarda il tifo sportivo sia negativo. Noi crediamo che ci sia una fondamentale componente positiva di aggregazione in tutto ciò che riguarda il mondo ultras e il tifo calcistico, e pensiamo vada valorizzata e protetta da dinamiche di pura e semplice repressione". Ci fa una fotografia dei fatti di domenica, dalla tragedia dell’autogrill fino alle devastazioni violente di Roma? Fa tutto parte dello stesso quadro? "Io credo che si abbia spesso la tendenza a far finta di non conoscere il fenomeno, da parte di media, opinione pubblica e istituzioni. Sentendo ieri la volontà di distinguere l’uccisione di Gabriele da quanto avvenuto negli stadi sono rimasto abbastanza sconcertato: credo non si sia trattato di un fatto puramente di cronaca. Come sia stato un fatto accidentale lo stiamo scoprendo in queste ore – e speriamo che venga fuori tutta la verità – ma credo che sia sintomatico di un rapporto sempre più teso fra forze dell’ordine e tifosi, tutti i tifosi e ultras specialmente, e in generale di un’idea di tifo come un qualcosa da eliminare, ridurre il più possibile e disincentivare. Penso che, comunque siano andati i fatti, non si possa distinguere tra questi due aspetti. Far finta che le reazioni di una parte – mi vien da dire minima – di tifoserie non fossero prevedibili significa fingere di non conoscere il fenomeno, che non è solo un fenomeno di delinquenza ma sociale ben radicato, strutturato con delle regole. Riguardo ciò che è successo domenica, distinguerei intanto Bergamo e Taranto (ndr: violenze e invasioni di campo dentro gli stadi, per far sospendere gli incontri in corso) da Roma. A Roma sono esplose varie cause di carattere sociale e la rabbia relativa alla morte di un ragazzo romano probabilmente amico di molti dei ragazzi scesi in strada a sfogarla, in maniera ovviamente e chiaramente sbagliata. A Taranto e a Bergamo, invece, seppure anche qui nelle forme sbagliate, è successo qualcosa di sintomatico della volontà di rispettare la morte di Gabriele non giocando le partite. E credo anch’io sarebbe stato giusto non giocare". Non pensa invece che la morte del ragazzo sia stata solo un pretesto per molti di quelli che sono scesi in strada a Roma? "Un pretesto non direi. A parte le manifestazioni di puro disagio sociale di pochi –  che però si affermano comunque anche in altri contesti –, credo si sia trattato sicuramente di uno sfogo, un’espressione di sensazioni che si sono venute formando nel corso degli anni negli stadi. Lo dico perché so, con tutte le responsabilità che pure ha il mondo ultras e su cui molte tifoserie hanno avuto in passato la capacità di fare autocritica, quanto sia difficile oggi seguire un incontro di calcio e andare in trasferta per la propria squadra. Ritengo inoltre che ci siano stati molti errori nella gestione dell’ordine pubblico in tali situazioni. È così che dinamiche di questo tipo legate allo stadio, unite a dinamiche proprie della metropoli, con un forte disagio e insofferenza di molti giovani verso le forze dell’ordine, penso abbiano trovato spazio per manifestarsi in quello che è successo a Roma l’altra notte. Certo non tutti quei ragazzi conoscevano Gabriele ma si sono sfogate in alcuni casi pulsioni violente pure e semplici, uno sfogo di rabbia dovuto a tensioni già esistenti che hanno trovato una ragione definita nella morte del ragazzo". Come si giustificano allora simili e frequenti violenze che accadono, ad esempio a Bergamo, anche in assenza di una causa scatenante? "Sicuramente c’è una componente di violenza nelle tifoserie, e sono gli stessi gruppi ultras a riconoscerlo. Detto ciò è però vero che dobbiamo cercare una soluzione. E se da 40 anni ormai esiste un fenomeno sociale che ha tali caratteristiche e se da 15 anni l’unica cosa che le istituzioni, di destra e di sinistra, sanno rispondere è l’idea di smantellare questo fenomeno sociale e punire i responsabili, per di più con interventi spesso visti come incostituzionali e ingiusti (diffide senza processo, provvedimenti emanati interamente solo da organi di polizia…), senza nessuna volontà di apertura e dialogo, tutto questo ha portato a un’esasperazione e alla tensione verso le forze dell’ordine. Con la sensazione, da parte degli ultras, di essere gli ultimi baluardi di un calcio antico. La curva di Bergamo, da tempo al centro delle cronache di violenza, è anche una curva che negli ultimi anni si è messa molto in discussione, cercando di fare autocritica e proporre dialogo e discussioni comuni. Un dialogo che proprio 10 giorni fa a Bergamo è stato rifiutato dal presidente dell'Osservatorio antiviolenza Felice Ferlizzi".

da christof

...proiettili incoscienti che vagano e uccidono innocenti...parole diplomatiche che,inesorabili, coprono verità scottanti...cosa centra la partita di pallone con la politica che mi aumenta le tasse...mi chiude lo stadio...non mi garantisce la sicurezza...fa entrare lo straniero in casa mia?Questa triste realtà va cambiata!...E poi.come sempre, va a finire che la colpa di tutto il marcio che ci circonda è di chi,amorevolmente ,grida al vento :FORZA PESCARA !....

da alfagamma

Gubbio: Bignone è il nuovo direttore sportivo 14.11.2007 11.02 di Germano D'Ambrosio articolo letto 131 volte Il Gubbio (serie C2 girone B) ha un nuovo direttore sportivo: si tratta di Marco Bignone, già dirigente di Sangiovannese e Pescara (fino allo scorso ottobre).

da corona

Ciserano - Centro sportivo Bortolotti - 13 novembre 2007 Noi, allenatore e calciatori dell' Atalanta, sentiamo il dovere morale di appoggiare pubblicamente e incondizionatamente la dura presa di posizione del Presidente Ivan Ruggeri contro i delinquenti che domenica scorsa hanno causato gli incidenti allo stadio di Bergamo, generando vergogna per tutta la città. Noi quei delinquenti non li vogliamo più, né allo stadio né agli allenamenti; noi vogliamo solo il tifo e l'affetto degli sportivi veri che domenica hanno pesantemente contestato il comportamento violento di questa minoranza. Spontaneamente In fede Delneri Luigi "- Bellini Gianpaolo Capelli Daniele Defendi Marino Doni Cristiano

da biancazzurro_

conosco gente che è partita per andare a salutare Gabbo, la morte non ha bandiere, ciao Gabbo!

da Chica

Seguo la diretta, tifosi da tutta Italia. Per una volta uniti enon a farsi una guerra inutile che non cambia la realtà.

da Donato Giampietro

c'è scritto nel sottotitolo nella news

da ortona biancazzurra

dovere esserci

da allegriok

ciao gabriele spero che non sia dimenticato mai

da soloperlamaglia

pescaresi presenti a Roma così come tantissime altre tifoserie non citate nell'articolo.