Ah...m'arcord: Galeone ricorda Eriberto e una Pescara che non c'è più

Oggi è il giorno in cui tutti i pescaresi si abbandonano ai ricordi del periodo magico che Giovanni Galeone ci ha fatto vivere. Ci piace pubblicare questa splendida intervista realizzata da Antonio De Leonardiis per la rivista "VARIO", nella quale è il Gale che partendo dal ricordo dell'indimenticabile Eriberto Mastromattei, ci regala un meraviglioso Amarcord della città in quell'epoca irripetibile.

da Redazione
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Ah...m'arcord: Galeone ricorda Eriberto e una Pescara che non c'è più, foto 1

PESCARADAMARE
Il personaggio simbolo della città vetrina raccontato da Giovanni Galeone che di quel periodo è stato protagonista e icona

Provi a raccontare Eriberto e scopri una Pescara che non c’è più. Estroverso e burlone, furbo e geniale, spensierato e vivace, una gran voglia di fare, alla ricerca di nuovi stimoli e nuove emozioni. Lui come la città, appunto, una bella storia che ha attraversato gli anni Ottanta e Novanta, lasciando un segno che sarà difficile cancellare. A guidarci in questo viaggio tra i ricordi è Giovanni Galeone, il “profeta”, l’allenatore delle due promozioni in serie A del Pescara, del sogno che, come d’incanto, diventava realtà facendo esplodere di gioia un’intera città.

«Eriberto? Che fenomeno! È una delle prime persone che ho conosciuto a Pescara. Era luglio, prima della partenza per il ritiro Vincenzo Marinelli mi disse che saremmo andati a mangiare in un ristorante sul lungomare. C’era Michele, un mago della cucina come scoprii in fretta e lui, Eriberto, ovviamente in costume da bagno, che correva da una parte all’altra della spiaggia, parlava con tutti, spontaneo e diretto pure con il sottoscritto che pure non aveva mai visto prima. Un personaggio unico, un pazzo scatenato, un personaggio con il quale era difficile non legare. Lui forse ci marciava pure un po’ recitando questo ruolo naif e sopra le righe, certo è che lì sul mare era il padrone della situazione. Cominciava alle sei del mattino, andava a ritirare le retine e poi il pesce pescato lo regalava alle vecchine che lo aspettavano sulla spiaggia, la sua giornata andava avanti sempre di corsa, tra cento iniziative e tante idee. Era un fenomeno, ne faceva di tutti i colori: la pesca, lo sci d’acqua, il paracadute, il leoncino sotto la palma, il tennis, e la Befana e tante di quelle iniziative che fai anche fatica a ricordare.
Generoso, mai che lo abbia visto nervoso o arrabbiato, sempre pronto piuttosto alla sceneggiata. Quando si dice Pescara è ‘nu film, beh, lui era il vero attore protagonista. E po i il suo amore per il mare era veramente infinito. Io con lui andavo dovunque, eravamo gli unici a uscire in barca col garbino e non era incoscienza, quanto la gioia, il piacere che ci accomunava di stare in mezzo alle onde. Credo, tra l’altro, che proprio lui, a Pescara, abbia segnato una svolta nel modo di fare turismo balneare. Sì, un rivoluzionario, era davanti a tutti e non di poco, col suo dinamismo, la sua genialità che gli altri magari imparavano ad apprezzare solo a distanza di tempo. Io mi trovai subito a mio agio e non tardai a capire che proprio quello era anche lo spirito della città».

Pescara anni ‘80, appunto. Che cosa ti colpì e ti conquistò?

«Giravi per il centro e vedevi sempre gente, i negozi affollati e non perchè ci fossero i saldi. Magari non compravano ma li vedevi presenti, un gran caos tutto intorno, con le auto parcheggiate in doppia fila all’ora del caffè o dell’aperitivo, lo stress che scivolava via tra una chiacchiera e una risata. Certo che mi colpì, di bacchettone non c’era proprio niente, men che meno il conformismo. Era la stessa cosa da Eriberto. Dall’esterno poteva sembrare un ambiente un po’ snob, ci entravi dentro e capivi subito che era solo un’impressione sbagliata. Allo stesso tavolo o sotto la stessa palma trovavi Marinelli, Gianni Santomo, personaggi del mondo dello sport, imprenditori facoltosi, il rettore dell’università e il primario d’ospedale ma anche il vigile del fuoco, il cazzaro, perfino lo spazzino. Gli stessi che poi si prendevano a pallate sul campo da tennis in sfide infinite, senza esclusione di colpi e di sfottò. Nella mischia si buttava anche Eriberto che a tennis ci sapeva fare poco, eppure spesso riusciva a vincere. Era furbo, era gatto, ne sapeva una più del diavolo, una palla contestata era sempre l’occasione per una sceneggiata che più di una volta finiva in accenno di rissa. Ho visto non solo lui ma anche altri del gruppo tirarsi dietro delle racchettate e poi rincorrersi minacciosi sulla spiaggia per poi tornare sul campo e riprendere la partita come se niente fosse, senza cattiveria nè rancori. E questa per me era una cosa bellissima, in perfetta sintonia con quel che accadeva in città. Io me la ricordo bene Pescara. Effettivamente non c’era nessun pericolo, niente di niente. Sapevi che c’erano quelle tre o quattro famiglie che magari potevano controllare il gioco d’azzardo, ma finiva lì. Di droga nemmeno a parlarne, nel periodo in cui ci sono stato io proprio non esisteva. La città mi affascinava per quel modo semplice e diretto di viverla. Ricordo episodi che oggi potrebbero sembrare incredibili, arrivavano inviati da tutte le parti d'Italia e pure loro restavano affascinati: arrivò una giornalista e mi disse che il suo fotografo voleva fare un servizio su di me sulla spiaggia, possibilmente di notte e magari con un cavallo bianco. Detto e fatto. La banda di Eriberto – Fefè, Mancini, Valerio Santilli, il genovese – si mobilitò, arrivarono le fotoelettriche e pure il cavallo bianco. Ci divertimmo da matti. E poi quella volta che, dopo una cena, il sindaco Piscione mi prese sotto braccio e mi disse: “Domani arriva il ministro per inaugurare la nuova stazione di Pescara. Ci terrei a fartela vedere in anteprima. Se ti va ci vediamo lì dopo mezzanotte”.Ovviamente ci andai, assieme a me c'erano un giornalista, un fotografo e alcuni amici, gir cmpleto, in pratica la nuova stazione la inaugurammo noi. Oggi una cosa del genere nemmeno a pensarla. Sì, quella era una Pescara diversa, fatta di gente schietta, generosa, di personaggi straordinari. Quando tornavo a Udine, la mia città, mi sembrava di vivere in un altro mondo, lontano anni luce dalla realtà che avevo scoperto in riva all'Adriatico. Niente di preordinato o estremamente razionale, la filosofia invece del “tutto si può fare”. E anche lo sport era l'espressione di questo modo di vivere sempre all'attacco, senza troppi calcoli né eccessivi timori. Furono anni straordinari anche per lo sport: la serie A col Pescara con l'Adriatico sempre pieno e felice, anche quando perdevi, la squadra di pallanuoto che vinceva tutto anche in Europa, basket e pallavolo a livelli che non c'erano mai stati in passato. Uno spettacolo, una festa infinita alla quale partecipava tutta la città che scopriva orizzonti fino ad allora sconosciuti. Andavi a casa di Gino Pilota, un altro personaggio incredibile dell'epoca, e ci trovavi Ayrton Senna, il più grande pilota del mondo, che girava in giardino con la macchinetta elettrica, passavi da Michele, il ristorante di Eriberto, e scoprivi che a uno dei tavoli c'erano Gianni Brera o i Benetton. Sì, quello era un punto di ritrovo, si passava da lì e ci si tornava, era l'espressione più diretta del fascino che emanava la città e che conquistava in fretta chi la scopriva. A me almeno ha fatto quest'effetto. Sarà pure per il mio carattere, il mio modo di pensare ma certo è che ci misi poco ad entrare in sintonia con tutto quello che mi girava intorno. Una città aperta, che offriva un approccio diretto, naturale e che proprio per questo poteva affascinare anche gente con un carattere diverso dal mio

Una Pescara che non c'è più, un cambiamento in linea anche con quello che è successo nel resto del Paese?

Che non ci sia stato un ricambio generazionale è fuor di dubbio. Quei personaggi non li trovi più, questo è certo, la città, nel suo modo di essere, è totalmente cambiata, probabilmente anche più di quanto sia capitato altrove. Vi faccio l'esempio di Udine che resta tranquilla, ordinata più o meno come lo era 25 anni fa. E la differenza allora era abissale, lo spirito diverso di Pescara e dei pescaresi, tra l'altro, lo vedevi anche nello sport. Io ho vinto campionati anche a Udine e a Perugia, ma qui era sul serio tutta un'altra storia. Vi faccio un esempio. Alla vigilia della gara col Parma, quella che ci avrebbe dato la promozione in serie A, in città era già festa, nessuno che pensasse che quella partita avremmo anche potuto perderla. A Perugia, qualche anno dopo, stessa situazione e atmosfera del tutto diversa.”Domani? Speramo mister, speramo...”era questa la frase che sentivo di più. Ma come, “speramo”? A Pescara non c'era storia: avevamo, non solo noi della squadra ma tutta la città, una convinzione di vincere che era senz'altro superiore alla difficoltà della sfida.

La stessa sicurezza che mostrava proprio Eriberto quando tirava fuori dal suo magico cilindro iniziative impensabili in quegli anni e che lui, puntualmente, rendeva concrete. L'ultimo colpo non gli è riuscito ma forse solo perchè non ne ha avuto il tempo: l'isola dei sogni, proprio lì davanti al suo mare...

Un'idea bellissima pure questa. E se devo fargli un rimprovero è proprio quello di non averla pensata prima. Venti anni fa, in quella Pescara del si può fare avremmo ribaltato il mondo, sono convinto che sarebbe nata anche la sua isola. Sì, formidabili quegli anni. E credo che proprio per questo Eriberto e la città mi resteranno sempre nel cuore.

Commenti
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da lanciacori

bravo nerone l'amore pper la nostra città.....

da esiliato_PC

Felice di essere andato via da Pescara,in cerca di fortuna e di esperienze, a metà anni '90,quando tutto questo si stava spegnendo.Se ripenso alla mia città,ripenso proprio a tutto questo.Sono fiero,visto ciò che mi raccontano amici e parenti di come si sia evoluta(involuta)la città, di non aver mai passato una sola serata in tutta la mia vita a Pescara vecchia.Pescara ai pescaresi.

da nerone

PELLE D'OCA!!!!!!!!!!E CHI HA VISSUTO QUEGLI ANNI MI CAPISCE,E CHE TRISTEZZA AL PENSIERO DI UNA PESCARA CHE NON C'è PIU',PER FORTUNA RIMANE IL NS. GRANDE AMORE PER LA MAGLIA E LA NS. CITTA'.

da lapescara

Glia anni passano e cambiano le mode ed i modi di vivere, e poi bisogna lasciare strada ai giovani...ma io a 35 anni mi ritengo fortunato ad aver vissuto una realtà completamente differente da quella moderna durante la beata e spensierat giovantù!!! hornye sempre...FORZA PESCARA!!!!

da Primo_B.

Pescara negli anni '10, città dell'Albero Moscio, delle palme mosce e dell'acqua di mare che non è salata ma dolce.

da lanciacori

TI SEGUIRO'......OVUNQUE GIOCHERAI....TI SOSTERRO' XKE TI AMO SAI....SE VINCI SE PERDI PUOI STAR SICURO CHEEEE.... PRENDO LA SCIARPA E VERRO' CON TEEEEEEEEEEEEEEE

da fabioout

non si vive di ricordi, bisogna ripetere la nostra storia, noi siamo pronti!

da geronimo70sei

...caro bolsenaccio questi sono oggi i veri valori di pescara, e per l'amore di Dio, pescara anche oggi non è udine come dice il gale, ma non è la pescara di quei tempi di cui ci si poteva vantare!

da flaiano

Ripenso alle sonore batoste del Pescara di Galeone al parma di arrigo sacchi,alle lezioni di calcio impartite.E se penso alla carriera di sacchi provo ancora più ammirazione per il profeta, che non è mai sceso a compromessi,vivendo a modo suo anche a rischio di penalizzare la sua carriera.Semplicemente unico in tutto!

da pier66

Ma è vero che quando era a Perugia si è fatto la Tulliani? boo

da geronimo70sei

da ---BOLSENA--- PESCARA E' UNICA AL MONDO NON E' UN PENSIERO DI PARTE MA L'UNICA VERITA'. PESCARA UNICO AMORE. Caro bolsenaccio questa volta mi dispiace contraddirti! Le tue bellissime parole sono riferite al periodo del grande Gale, al periodo in cui la città si popolava sempre più di gente che veniva dalla provincia, gente dai veri valori umani e sociali! La nuova generazione ha rovinato tutto! Umiltà 0, tutti dietro al "dio" denaro, oggi a pescara se non esci col giubbino della refrigwear (o cuma cazz si chiam) è una vergogna, egoismo e spesso stupida presunzione...

da amorebiancazurro

che tempi ragazzi... che nostalgia di quei tempi andati. Che magone in gola... cry

da _PescArA_

QUESTA E' UN INTERVISTA CHE DOVREBBE FAR RIFLETTERE. SENTITO CHE FRASI? PESCARA-PARMA LA GENTE GIA FESTEGGIAVA. QUESTO SPIRITO LO ABBIAMO PERSO. TROPPO IMPAURITI. CI VUOLE LA SFRONTATEZZA CHE PRIMA AVEVAMO. NU SEM NU. STAMM IAMM IN SERIE A. NON ME NE FREGA UNA MINCHIA CHE LA GENTE SPERA DI SALVARSI E POI..... NOI STANNO DOBBIAMO ANDARE IN SERIE A CON LE BUONE MA SPECIALMENTE CON LE CATTIVE.

da DAsempre

laugher laugher laugher immagino proprio di si..... pss ricordate? Simona Tagli sale la scaletta dagli spogliatoi e parte il coro, OILELE OILALA FACCELA VEDE' FACCELA TOCCA'......

da franz

Dan Peterson (Evanston, 9 gennaio 1936) Il 3 gennaio 2011 subentra, dopo 23 anni di inattività sportiva, all'esonerato Piero Bucchi sulla panchina di Milano. Di seguito i risultati conseguit dal suo ritorno: Armani Jeans Milano 98-84 Pepsi Caserta 05/01 Vanoli-Braga Cremona 71-78 Armani Jeans Milano Armani Jeans Milano 94-84 Scavolini Siviglia PesaroArmani Jeans Milano 87-74 Banca Tercas Teramo

da lapescara

ma secondo voi, l'ha castigata Simaona Tagli?

da DAsempre

Galeone...... vi racconto un episodio che mi è accaduto alla fine degli anni '80, sapevo che il Profeta era a cena in un ristorante nel teramano allora la sera mi sono precipitato li con mille cose per la testa da dirgli..... non sono riuscito a mettere di fila 2 parole.....peccati di gioventù, mi sono rifatto diversi anni dopo allo stadio l'ho avvicinato gli ho dato un pizzicotto sulla guancia e gli ho detto: mister, grande mister gli anni migliori li abbiamo vissuti con te! e lui tutto felice con il suo classico sorrisetto beffardo a metà tra l'ironico e l'eterno sognatore, che personaggio!

da ---BOLSENA---

IMPERO PESCARA

da lapescara

D'Annunzio, Eriberto e Galeone...simboli di Pescaresità!!!

da mmmm

ESCLUSIVA TMW - Lucchesi: "Niente Toro, resto a Pescara" 26.01.2011 11.50 di Gianluigi Longari Fonte: Intervista di Raffaella Bon © foto di Image Photo Agency Una scintilla c'era già stata. Proprio agli albori dell'avventura di Cairo alla presidenza del Torino, Fabrizio Lucchesi era stato associato ai granata come ds, senza che poi i contatti si concretizzassero. Oggi le voci si inseguono di nuovo in questo senso, e noi abbiamo dunque contattato l'attuale direttore sportivo del Pescara, chiedendogli lumi in merito. "E' una voce priva di fondamento, c'è un rapporto di stima e cordialità, spero reciproca. Io non ho mai incontrato Cairo, nè ci ho parlato di recente se non per gli auguri di Natale a dicembre. Il mio futuro è tutto per il Pescara: finisco il mercato e poi mi incontrerò con la società per valutare i programmi". Tra l'altro si era fatto il tuo nome anche in ottica Bologna "Fa piacere avere società e presidenti che mi stimano, ma sono a Pescara e rimango qua". Si parla di un interesse per Avramov, per entrare nel vivo del discorso Pescara "E' stato più che un'idea quqndo avevamo avuto qualche problema con Pinna, cui avevamo proposto un rinnovo che non aveva accettato. Ora il rapporto è migliorato, rimane con noi fino a fine stagione e poi si vedrà il da farsi". News di mercato? "Il mercato per adesso è solo in uscita: Carboni (Cosenza ndr), Camorani (Cosenza ndr) e Alcibiade (piace a Como e Viareggio ndr) andranno via".

da oldPE

non è per banalizzare, ma vi ricordate come era bella la moglie di Eriberto?

da Tontodonati

Non mandate via Alcibiade fatelo giocare titolare

da luciano60

che tempi...........!!!! adesso pero' bisogna pensare al presente, e sopratutto a questi ultimi gg di calciomercato. a tal proposito, mi permetto di dare un consiglio alla ns dirigenza. visto e considerato che la reggina, ci ha "soffiato" DE ROSE, che era un ns obiettivo, ora don peppe fai l'ultimo sforzo, l'ultimo sacrificio: prendici LODI del frosinone, e' il tassello che ci manca! dopodiche'............play-off
e serie A nn saranno piu' solo dei sogni!!......e' solo una mia idea........sempre FORZA PESCARA..........fino alla morte!!!!!!!!!!! pss pss pss hiss hiss hiss hiss hiss hiss hiss hiss hiss