Ci li magnem!!!

AGNOLOTTI PIEMONTESI

da Redazione
2.202
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Cenni storici e curiosita’



Per i piemontesi il Re 'Agnolotto' è un'antica tradizione: è innanzitutto una questione di memoria....Il suo sapore caldo, ricco, prezioso è lo stesso che ogni piemontese ricorda di aver sentito fin da piccolo, nella cucina della nonna in campagna, il giorno della gran festa di Natale quando tutta la famiglia si riuniva e per una volta non si pensava al lavoro, ma ai regali: spesso c'era fuori la neve e un che di favoloso nell'aria.Non era concepibile un pranzo di Natale senza gli agnolotti.Gli agnolotti erano lì allineati su una tovaglia bianca in attesa di essere 'buttati giù' nella pentola di acqua salata bollente (nelle case dei Signori e dei Nobili talvolta non era neanche acqua, ma buon brodo di manzo); davano l'idea di soldatini schierati, pronti per la battaglia, ubbidienti... Chissà quando è nato, e come era allora, certo molto diverso; poi si è evoluto nei tempi, nei modi diversi di oggi.Tutti conoscono l'atto notarile ligure del 1182 in cui un fittavolo agricolo di Albenga si impegnava a dare al padrone, fra l'altro, ogni anno una certa quantità di 'ravioli'; e si vuole che quella sia stata la prima volta nella storia in cui è menzionato il raviolo-agnolotto, ma ve ne sono citazioni più antiche.Probabilmente era già conosciuto dagli Arabi, forse anche dalla tarda romanità, sia pure non nella sua forma attuale.Vi era poi a Gavi nel 1200 una famiglia Raviolo che batteva insegna di osteria e serviva alla gente ... qualcosa che somigliava a un piatto di ravioli.Anche Boccaccio usa la parola nel Decamerone, ma pare che si trattasse in realtà di gnocchi, più che di agnolotti; vi si legge che nel Paese di Cuccagna alla cima di un monte di parmigiano stavano uomini che null'altro facevano fuor di cucinar ravioli, li rotolavano sul pendio dei formaggio grattuggiato, e al fondo la gente li raccoglieva 'e chi più ne prende, più ne ha'.In breve, dal Medioevo e Rinascimento in qua, questi ravioli si diffondono in tutta Italia la loro patria originaria ed anche qui assumendo forme, contenuti e condimenti alquanto diversi: in principio l'impasto doveva essere di formaggio piccante, uova, erbe aromatiche e droghe, i vari tipi di carni per le versioni in grasso e di ricotte e verdure per le versioni in magro, arrivarono successivamente.Infinita poi, e di difficile etimologia la gamma dei nomi: agnolotti, agnellotti, ravioli, raffioli, anolini e anellotti, tortellini, cappelletti e vavanti a non finire: abbiamo anche l'agnolotto femmina, perché da Canelli in là diventa la raviola, del resto secondo una degli scrittori sull'argomento Felice Cunsolo, la parola deriverebbe da un arcaico 'ravita' o 'graviola' che significa donna incinta.Più interessante è ricordare che la loro forma arcaica in Piemonte era rotonda (dal torinese 'anulòt' che era il ferro adoperato una volta per tagliarli a forma di anello), poi mutata in un grosso agnolotto quadrato, tagliato con la rotella a mano e chiamato dalla gente 'il gobbo' ('gheub') mentre la denominazione del piccolo formato leggiadro dato con la punta delle dita e somigliante ad un cappelletto emiliano, di raviolo 'con il plin' risulta molto moderna e ristorantiera.....

Giovanni Goria

L'agnolotto è RE

Da Asti in ... vetrina - Anno XII numero 5 - 6/2001





INGREDIENTI



Un trancio di pollo;

2 salsicce;

Un etto di prosciutto crudo;

Un etto di spinaci;

Acqua q.b.

Olio e sale;

PER L’IMPASTO:

2 uova;

400 gr farina di semola grano duro;

2 bicchieri d’acqua;



OCCORRENTE:

Mixer,mattarello o macchina per la pasta.





PREPARAZIONE

Fate bollire dell’acqua per cuocere la carne mista,spinaci olio,sale,facendo cuocere per quasi un ora.Mentre aspettiamo prepariamo l’impasto con gli ingredienti sopraelencati mettendo tutto nel mixer.Aspettiamo fino a quando non si forma una specie di palla.Facciamo raffreddare la carne disponendolo su un piatto tagliuzzata.Pulito il mixer,mettere la carne,10 cucchiai di parmigiano.Frulliamo fino a quando l’impasto è ben unito.

Tornando all’impasto,prendete la palla,tagliatela,e stendete con gli utensili a disposizione.Tagliate la striscia di pasta in due e lasciate riposare un 10 minuti.Poi ristendete il pezzo con l’utensile e cominciate con un cucchiaio a versarci un po di farcia alla volta.Ripiegate su se stesso la pasta rimasta.Passate le dita tra le varie palline di farcia,e tagliate con la rotella la pasta in avanzo.Infine dividete gli agnolotti.Posarli su un vassoio con tanto di farina sotto.E’ consigliabile lasciare seccare gli agnolotti per tutta la notte mangiandoli il giorno dopo almeno.

Il tempo di cottura è di 12-13 minuti circa.





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A cura dello chef Alessio Lanaro di eventi paradiso.

Sitoweb: www.eventiparadiso.net

Pagina facebook: eventi paradiso

Commenti
11

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da alex78

ma infatti questa ricetta è una rivisitazione di quella originale eyed

da piero torino

Ruspa, tu non immagini come sono buoni gli agnolotti fatti da un' abruzzese................ pss hiss

da Vlf

porta sfiga

da ruspa74

piero mi spiace ma sul cibo lo sono...quello nostro è il cibo migliore del mondo... eyed

da alex78

da piero torino No, Ruspa, non essere integralista...sul mangiare non si può......................Ales
s io perchè non hai messo la ricetta della Bagna couda Piero perchè non ce la scrivi qui al volo saprai meglio di me eyed eyed

da E

Buoni

da piero torino

No, Ruspa, non essere integralista...sul mangiare non si può......................Ales
sio perchè non hai messo la ricetta della Bagna couda pss

da ruspa74

tutto quello che non è cibo abruzzese mi fa schifo.... horny

da alex78

scrivere ci li magnem contro una corazzata mi fa un po strano...speriamo bene eyed

da ONLYPE

pi me' quess e li raviul

da elioelst

cartman