Cadè, gentiluomo del calcio
Il suo ricordo affidato alla penna leggera di uno dei decani del giornalismo abruzzese: Alfredo di Pasquale.
di Alfredo Di Pasquale
Quando ho saputo della scomparsa di Giancarlo Cadè stavo seguendo in tv uno scambio piuttosto spigoloso tra uno che annunciava la fine di un ventennio ( quello di Silvio Berlusconi….) e un altro che replicava il contrario. Nel mio maldestro tentativo di rinfrescare così la memoria, la mia naturalmente, sul suddetto ventennio, sono finito per uscire fuori strada, anzi fuori tempo, cosicché sono tornato sì indietro nel tempo ma, molto più indietro, proprio verso quella estate in cui a Pescara arrivò Cadè. La notizia fece un certo effetto. Si trattava di un tecnico molto conosciuto allora, e godeva anche di un certo prestigio per i diversi campionati sulle panchine della serie A; da calciatore aveva vestito persino la maglia azzurra. Non ricordo se uno o due anni prima era già stato da noi per una partita, forse una amichevole, e la sua squadra era il Torino; non capitava spesso a Pescara di vedere da vicino gente della massima categoria, ed in televisione il calcio non aveva grande spazio allora. Tutti i giornalisti sportivi locali ( cioè non più di sei o sette persone, per i tre quotidiani sportivi, due o tre di cronaca locale e la Rai…..) si precipitarono, anzi ci precipitammo per poter vedere e sentire da vicino un protagonista del grande calcio. Niente addetti, niente buttafuori, niente microfoni, niente telecamere, niente file, nessuna attesa; per tutti Cadè trovò il tempo per l’intervista, con uno stile ed una classe che ci colpì “ La serie A è un’altra cosa “ pensammo tutti, ed il giorno dopo assaporammo il gusto della prima pagina nelle nostre testate, e ci sentimmo tutti colleghi di Gianni Brera. Attenzione, non c’è nessuna ironia nelle mie parole, solo la tenerezza che accompagna sempre i ricordi di gioventù. La squadra del Pescara era da qualche anno tra i cadetti, dopo oltre vent’anni di delusioni, tra il campo Rampigna e lo stadio Adriatico, grazie all’incontro con Tom Rosati. Tom non veniva da Oxford, metà marchigiano e metà chietino, non parlava settentrionale, nei rapporti con la stampa era spesso ruvido e non te le mandava a dire, ma quando l’indimenticabile presidente Galeota lo chiamò per salvare la baracca fece la scelta migliore della sua lunga e sfortunata gestione. Con due promozioni ( e nessuna retrocessione….) Tom Rosati aveva risvegliato una tifoseria depressa e rassegnata, e quando lasciò, in organico al suo erede sulla panchina fece trovare Zucchini, Nobili, Repetto: scusate se poco. Sì, forse le sue squadre giocavano il calcio di quei tempi, un po’ catenacciaro, ma vi assicuro che sul mercato Tom Rosati non aveva rivali. Quindi quell’anno arrivò dal profondo Nord il sig. Giancarlo Cadè. Passare dallo stile Rosati ( una trincea in prima linea) a quello di Cadè ( un manuale del galateo) non fu facile, soprattutto per noi giornalisti, con una lunga gavetta in serie C. Non era solo una questione di eleganza. Se necessario Tom era capace di inventarsi anche il doppio libero ( Franco Rosati e Salvatore Di Somma per esempio) per garantirsi una difesa arciprotetta, e come se ci riusciva! Cadè invece a quei tempi per le sue “ eresie” spesso rischiava il linciaggio. Ricordo perfettamente una sua intervista, anzi una sua lezione tattica, a uso e consumo di tutti: “ Ma vi pare che se io ho in formazione un terzino come Giacinto Facchetti, mi deve preoccupare del suo dirimpettaio, l’ala destra, che magari non è nessuno. E lo costringo a stare dietro ad un nessuno, magari appiccicato per 90 minuti; il risultato: mi sono tarpato da solo, e mi sono privato di un giocatore. Il mio giocatore invece deve essere libero di muoversi e partecipare alla manovra, sarà quell’ala a doversi preoccupare del terzino, e corrergli dietro. “ Vi assicuro che negli anni settanta era una teoria destabilizzante. Il Pescara quell’anno aveva a sinistro un terzino abbastanza legnoso, ma atleticamente dotato, mi pare si chiamasse Mosti; fu uno di quelli che più si avvantaggiò della rivoluzione Cadè. A pensarci bene il tecnico bergamasco non aveva mai uscite clamorose, frasi ad effetto; volendo, si può dire che era grigio, come i suoi capelli, ma il suo era un grigio elegante, distinto, sempre misurato. Non rientrava nel solito clichè del calciatore-allenatore nostrano, sempre e solo pallone a pranzo e cena; aveva una ragguardevole formazione umanistica, appassionato di musica classica, con qualche velleità canora tenuta ben nascosta. Dopo di lui sarebbero arrivati Agroppi, Galeone, Scoglio: grandi personaggi che bucavano l’obiettivo, e più tardi anche le sempre più numerose telecamere. Perciò non credo che l’aneddotica sul suo conto sia mai stata molto ricca.Nei primi due mesi ebbe qualche incomprensioni con dei colleghi della stampa, quelli più ruspanti, cresciuti alla scuola di Tom, ma quando la squadra prese la sua fisionomia , e Bruno Nobili in particolare trovò la sua collocazione, e l’attacco, per quanto molto modesto ( Prunecchi e La Rosa mi scuseranno!) cominciò persino a segnare, l’idillio tra stampa e tecnico non ebbe più interruzioni, fino alla entusiasmante conclusione degli spareggi.: giornate indimenticabili ! Non mi ricordo più in quale dei due spareggi, sicuramente nello storico stadio di Bologna, in un incrocio di piazza San Petronio, dal finestrino dell’auto ricordo nitida la battuta divertente di un bolognese, fermo sotto una semaforo: “ Sòccimel, ma a casa, a Pescara, non l’è rimasto più nessuno.” L’anno dopo in serie A, con i pochi soldi che la società affidò al povero Piero Aggradi, Cadè dovette accontentarsi di quello che passava il convento. Mi ricordo di una sua sconsolata confessione: “ Non lo scriva, per carità, anche per rispetto dei miei giocatori, ma le pare che posso presentarmi all’Olimpico o a San Siro che un attacco composto da Grop e Bertarelli? “ No, non era dignitoso, i Caraglio e soci sarebbero arrivati molto dopo. Un ultimo ricordo, oggi incredibile, con la ressa di colleghi, reali o abusivi, che assediano le squadre di calcio, per giornali, radio, televisioni, siti on line, eccetera eccetera. Trent’anni fa, quando nel dopo partita le interviste si facevano nello spogliatoio, anche sotto la doccia addirittura, perché non eravamo più di cinque o sei, poteva anche capitare questo: chiamavi Cadè per una intervista, a casa, o allo stadio, lui non era nei paraggi; passava qualche minuto e ti arrivava la telefonata:” Pronto, sono Giancarlo Cadè, mi ha cercato?.” Mmm, forse è solo nostalgia della giovinezza….
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da Aleks_il_ritorno_2
@GIORDANOCINQUETTI di fatto era un 4-3-3 senza un vero centravanti (avevamo solo un giovanissimo Di Michele in grado di poterlo fare e mi sembra che fece una decina di partite e 3/4 gol. Doppietta col Modena?) e Orazi, con le calzette sempre calate, era in quella posizione. Non si esprimeva poi in modo così diverso dalle formazioni innovative di Galeone e di Zeman. Giocava tra l'altro in velocità, che per quei tempi era un'eccezione. RIP Mister. Volesti andar via da vincente (a Cesena) dopo la successiva retrocessione nonostante la raccolta di firme per farti restare. Detto questo, detto tutto.
da Aleks_il_ritorno_2
Stupendo articolo, Alfredo Di Pasquale. Abbiamo ancora bisogno della tua voce e della tua penna per parlare del Pescara di oggi. O forse lo fai ancora da qualche parte e non me ne sono accorto? Aggiornami, aggiornaci per favore. Firmato "uno di quelli di Bologna 1977"
da ruspa74
ci sono tre Uomini che fecero parte di quel fantastico gruppo e che oggi sono ancora parte attiva in questo Pescara del nuovo millennio, ed è a loro che mi rivolgo affinchè quei VALORI e quell'ENTUSIASMO che ci contraddistinsero allora vengano riportati alla luce e diventino per sempre segno caratteristico e distintivo del Pescara di oggi e di quello del futuro...cercate nel vostro passato e restituiteci DIGNITA' E ORGOGLIO. FORZA PESCARA LIBERA SEMPER
da seratocapogna
I miei più sinceri complimenti all'autore
dell'articolo, elegante come il Sig. Cadè.
Il terzino a cui faceva riferimento
l'autore era proprio Mosti (famosa la
sua doppietta casalinga contro il
Cagliari), a cui ricordo che proprio Cadè
appioppò il soprannome di "rigido" con
il quale lo riprendeva durante gli
allenamenti ai quali io personalmente
mancavo poche volte. Tempi che non
torneranno più e soprattutto persone
alle quali i protagonisti di oggi non
sarebbero degni nemmeno di lucidargli
gli scarpini ........
da roberto_dal_mexico_
Un articolo e soprattutto i VOSTRI, i NOSTRI commenti DA BRIVIDI! Che anni porca miseria, non solo eravamo un pochino piu' giovani, ma Pescara era diversa, il PESCARA era diverso. Solo il Gale e' a quei livelli, in bocca al lupo a te, Nobili, Zucchini, Gaudenzi, e anche Sansovini, e tutti quelli che ci ricordano di un'era passata, ma con passione. Redazione un consiglio: fate un 'digest' dei commenti di questi ultimi 2 giorni, e metteteli in una sezione Amarcord sul sito, una collezione bellissima di ricordi per lo zoccolo duro dei 40-50 enni che saranno solo e per sempre tifosi del magico PE!
da GiordanoCinquetti
Cadè era molto innovativo: in B, ad esempio, Orazi giocava con il n. 9, era una specie di centravanti arretrato. Al ritorno da Bologna sognavamo a occhi aperti. Poi la società deluse le attese: non riuscì a confermare Orazi e la Roma se lo riprese, arrivarono Bertarelli e Grop per l'attacco, Galbiati andò alla Fiorentina, Piloni i tifosi della Roma lo chiamavano "a sarsicciotto". Però quanto cuore: chi dimentica le sgroppate di Zucchini dalla difesa fino all'attacco, le punizioni di Nobili e i suoi passaggi per la testa di Zucchini. Grazie Cadè per come ci hai fatto divertire e sognare!
da maurenz
Di tutti i bei ricordi postati qui sotto vorrei ricordare a tutti quelli che all´epoca vedevano la differita della partita del giorno in tarda serata su tvq....per mé era un´avvenimento....poi inoltre se contate i giocatori nella foto che poi erano tutti i giocatori in rosa, arriviamo a 17 giocatori...toh abbondo a 18 se qualcuno era rimasto nello spogliatoio .......infortuni? rari....anche se i tempi di gioco erano differenti....ma la professionalitá di quei giocatori non lo paragono con quella odierna. Bei tempi , bei ricordi e tanta ma tanta spensieratezza....
da cuorevero
Io ero tra i quarantamila che nel giugno1977 andarono a Bologna per godersi la storica promozione. Ricordo che i bolognesi ci guardavano scorrazzare per le strade di Bologna, col sorriso sulle labbra: pur se caciaroni, fummo corretti e gli risultammo simpatici. E poi l'apoteosi allo Stadio Dall'Ara quando in 40000 facemmo invasione di campo: era fatta! Il Pescara per la prima volta nella sua Storia era stato promosso in serie A tra le grandi del calcio.......!!!!! Io andai con una mini minor di un collega di ufficio, eravamo in 4 e al fischio finale non la smettevamo di abbracciarci e gridare..
da DAsempre
Io ero piccolo, mio zio ogni tanto me lo racconta, lui (di Atri....) e un suo amico, presero il treno e andarono a Bologna. E' meraviglioso vedere un tranquillo signore di mezza età, ormai purtroppo distaccato dal calcio, da questo calcio e pensare, immaginare cosa era quel periodo. Ho erediato da lui e da un altro zio questa passione. Fino ad ora ho visto davvero di tutto (dal 1982) pero' credo di poter dire che in quel periodo la passione che si respirava intorno al Pescara era di gran lunga piu' calorosa dei tempi nostri. Coinvolgeva un'intera regione, e oltre.
da Pescaravola
Quest'articolo è semplicemente stupendo, come lo sono tutti i commenti dove ognuno ha cercato, con la propria testimonianza, di aggiungere un pezzettino in più alla storia. In momenti come questo mi rammarico di essere troppo giovane e non aver vissuto epoche e momenti incredibili come gli anni '70/80, dove pur vivendo con molto meno si era più felici. Riposa in pace mister e grazie a tutti per i vostri racconti!
da Lou_Cajan
Ho una foto di quella fantastica squadra , la squadra di Giancarlo Cade' , che esposta in un punto strategico mi permette di dargli un ' occhiata tutti i giorni , mi soffermo sempre sui volti dei calciatori , Piloni, Motta, Andreuzza, Nobili e compagni i loro volti le loro espressioni ,orgogliosi , fieri,erano i nostri eroi e lo sapevano erano i volti dei veri CALCIATORI li JUCATUR !!!
da eva
Complimenti per l'articolo, bellissimo. Ciao Mister.
da eddie65129
Cade' e' stato un uomo retto e corretto
da Lou_Cajan
Mosti era una bestia fisicamente
fortissimo , ricordo Orazi per la sua
caratteristica di giocare con i calzettoni
calati sulle scarpette senza i parastinchi
formidabile come visione di
gioco e con una grande tecnica , grande
Angelo Orazi.
da 43annibiancazzurri
maximo...che mi'fatt arcurda'...la passerella di corda al parco vicino al forte di legno...con la scritta...PASSERELLA BIANCAZZURRA ATTENTI A NON CADE'!!!! grande maximo me la ricordo anch'io...ngulo ha passat nu secolo!!! GRAZIE MISTER CADE'!!!!!
da alex_74
da rickimassara
grazie reda,giusto cosi,è solo che ieri non
sapevo piu dove scrivere
da Redazione
ricki volevamo lasciare un giorno a ricordo del mister. Tra un'oretta posteremo l'editoriale di Federico De Carolis e lì potrete tornare a discutere tranquillamente sul Pescara.
da rickimassara
buonasera redazione,ma dove possiamo scrivere cose diverse dal ricordo di cade'??su torna pescara channel??grazie
da ghemon
pinocchio vattene
da ritornoalpassato
Ma hanno iniziato a contattare i rinforzi? perkè devono poter giocare alla prima giornata utile ,non facciamo che arrivano a fine gennaio e devono acquisire la forma altrimenti saranno pronti a marzo . Società niente scuse.......... muvetev
da Redazione
Vi avevamo chiesto di ricordare mister Cadè ieri, lo avete fatto in molti. Oggi abbiamo lasciato passare qualche commento sul Pescara in generale per non dovervi limitare. Ma sinceramente quello che abbiamo provveduto a cancellare non ce l'aspettavamo. Come vi avevamo promesso abbiamo cancellato e qualcuno è stato bannato. Almeno il rispetto, solo quello. Grazie.
da Xam
Onore a tutti coloro che hanno ricordato con la propria esperienza, o con quella dei loro padri, nonni, zii...questo grande allenatore e uomo.
da 20091milano
da 20091milano Parlando di cose serie. I fatti di questi giorni fanno rimpiangere il calcio come era ai tempi di Cadè. Tempi nei quali si andava allo stadio senza dover lasciare un documento, senza limitazioni ne nulla. Uno sport privo di tv e perciò genuino. Tra tifoserie ci si sfotteva tranquillamente. Oggi se si canta un coro contro la città avversaria prima ti chiudono la curva, poi lo stadio e infine 0-3 a tavolino. Per fare un biglietto devi lasciare una goccia di sangue a momenti. Le tv ti fanno giocare alle 12:30!!!! 08-10-2013 ore 17:58:58
da silvidal76
Nel 1976 avevo 13 anni e il Pescara di Cade' veniva spesso in ritiro a Silvi e i giocatori alloggiavano all'hotel Abruzzo Marina. Un giorno vidi i calciatori, quasi tutti con baffi d'ordinanza, scendere dal pulman ed è scoppiato un amore che dura da 37 anni. E' quello il Pescara che ricordo con amore e commozione . Grazie Galeota, Caldora, Taraborelli, De Leonardis-Fedele e Scibilia.Qui' mi fermo
da nico1956
accidenti ke brutta notizia ...con cade' se ne va un pezzo della nostra storia ...ed aime un pezzo della mia vita ...sempre in giro per l'italia dietro quella squadra....mi viene il magone comincio a diventare vecchio....ma ke spettacolo ho vissuto ....in ottomila a roma ...ottomila a bologna ....in casa sempre sui trentamila....una squadra ke aveva uno dei piu' bei centrocampi d'italia .....ah ad avercelo adesso un centrocampo del genere....
da 20091milano
Parlando di cose serie. I fatti di questi giorni fanno rimpiangere il calcio come era ai tempi di Cadè. Tempi nei quali si andava allo stadio senza dover lasciare un documento, senza limitazioni ne nulla. Uno sport privo di tv e perciò genuino. Tra tifoserie ci si sfotteva tranquillamente. Oggi se si canta un coro contro la città avversaria prima ti chiudono la curva, poi lo stadio e infine 0-3 a tavolino. Per fare un biglietto devi lasciare una goccia di sangue a momenti. Le tv ti fanno giocare alle 12:30!!!!
da ingressomaratona
bell'articolo che mi fa tornare alla memoria un periodo bello,genuino e semplice...mi ricordo che appena si tornava dallo stadio ci si ritrovava tra amici per disputare interminabili partite di calcio lungo la strada(a quei tempi nelle viuzze di Pescara passava un auto ogni mezz'ora,chi c'era se lo ricorda),dove le porte erano semplici mattoni e le squadre si facevano a pari e dispari...bei tempi,altra gente...per questo non smettero' mai di ringraziare la buon anima di mio padre per avermi trasmesso l'amore per la citta' e per la squadra...per sempre FORZA PESCARA
da alex_74
paolo?
da Rocco_Tan
Il problema di Marino è che secondo me ha paura a cambiare. .. gioca ancora con maniero e Cutulo. .. Se vuoi giocare con Cutulo almeno sostituiscilo sistematicamente all'inizio del secondo tempo. Le sostituzioni le fa sempre in ritardo
da simon
Da tg8 sport:ripresa degli allenamenti
per il Pescara che nel pomeriggio si
ritroverà allo stadio di Francavilla
Ca@@o!!!!!vuol dire che
hanno avuto due giorni e mezzo di
riposo(?)Dopo ci meravigliamo che non
reggono fisicamente
da eddie65129
se si potessero mandare via i giocatori che non rendono non sarebbe male
da KattiviK
Condoglianze a Marco Pomante per la grave scomparsa del papà...RIP un abbraccio a Marco!
da KattiviK
Per rispetto anche di chi non c'è più, il
Pescara non può perdere la sua dignità
anche in B, insieme a Sebastiani forse è
il caso di mandare via anche Marino e lo
dico a malincuore perché ci credevo,
cussù non ci sta capendo niente e
continua a fare errori che ha fatto già in
passato, su FB ho trovato questo link è
una petizione con raccolta firme fatta
dai tifosi del Parma due anni fa,
praticamente gli imputano le stesse cose
che diciamo noi ora, qualcuno ci salvi...
http://firmiamo.it/raccolta-fi
rme-per-l-
esonero-di-pasquale-marino
da KattiviK
Per rispetto anche di chi non c'è più, il
Pescara non può perdere la sua dignità
anche in B, insieme a Sebastiani forse è
il caso di mandare via anche Marino e lo
dico a malincuore perché ci credevo,
cussù non ci sta capendo niente e
continua a fare errori che ha fatto già in
passato, su FB ho trovato questo link è
una petizione con raccolta firme fatta
dai tifosi del Parma due anni fa,
praticamente gli imputano le stesse cose
che diciamo noi ora, qualcuno ci salvi...
http://firmiamo.it/raccolta-fi
rme-per-l-
esonero-di-pasquale-marino
da baka
credo che come tutti gli over 40 nasca proprio dal quel tempo questa magnifica ed ora maledetta passione per il Pescara. altri tempi che non torneranno piu'. il mondo e' cambiato , tanto, in peggio. figuriamoci il calcio. serbo pero', l'orgoglio di aver vissuto seppur bambino quegli anni, e l'emozione, ancora presente solo a ricordare, del viaggio di ritorno da bergamo, con la squadra , ed io semplicemente ipnotizzato seduto affianco a Mister Cade'.
da galbiati
grazie di tutto..il 3 luglio a bologna non pensavo a nulla..nemmeno che il giorno dopo avrei sostenuto la prova di italiano all'esame di stato..ero senza voce..per fortuna era solo il tema..grazie Cade'!
da alex_74
ODIO ETERNO AL CALCIO MODERNO...
PINOCCHIO VATTENE
da tribuna76
@PE_NEWDOOR.... misteri di Collodi....
da PESCARA FOREVER
Bellissimo articolo! Complimenti ad Alfredo Di Pasquale!
da WillyRancitelli!
Sono contento di avere "solo" 31 anni, ma leggendo i vostri commenti vorrei averne da 45 in su... Mi avete fatto venire i brividi leggendo i vostri aneddoti ed i vostri ricordi. Io ho iniziato a frequentare lo stadio ad inizio anni '90 e qualcosina minima di quel calcio che fu si respirava ancora (non foss'altro per le partite tutte in contemporanea la domenica pomeriggio, dalla A alla terza categoria). Provo sinceramente dispiacere per quei ragazzi nati negli anni '90 e che hanno conosciuto solo questo calcio moderno malato...
da PE_NEWDOOR
Tanti giornalisti bravi che scrivono sul passato come in questo caso, ma quando c'è da scrivere del presente latitano tutti.....come mai? Come è possibile che certe domande le facciamo solo noi da qui (l'esempio lampante fu Senza Filtro...) che siamo semplici tifosi?
da M@RCO
Il primo amore non si scorda mai......il Pescara di Cadè che fece impazzire una intera Regione e soprattutto una splendida "città giardino".......
da haze19
complimenti di pasquale bell'amarcord
FORZA PESCARA SEMPRE!
da PE_NEWDOOR
Pinocchio pidocchio sanguisuga del Pescara: VATTENE VIA, IL PEGGIORE IN ASSOLUTO...PER DISTACCO
da simon
Bei tempi....non c'erano pc, smartphone,pay tv e calcioscommesse e i calciatori erano maschi combattenti e non fighetti tatuati presuntuosi e pieni di moneta
da amicodelbannato
si trattava della vigilia della famigerata Lazio-Pescara
da amicodelbannato
è ottobre 1977, hotel claridge roma. Io, Adriano, Bruno e Tito siamo in attesa da ore. All'improvviso spunta il pullman 'La Panoramica' con lo scudetto del Delfino che campeggia sul vasto parabrezza. E' la squadra! Il cuore batte forte, si riconoscono le prime facce, il più lesto a scendere è proprio Cadè che, come un padre di famiglia si ferma a contare i suoi raccomandandoli di andare subito in stanza senza indugiare con noi tifosi.Allora chiesi: mister, almeno l'autografo, siamo pescaresi esiliati. E lui: per voi molto di più...e ci regalò 4 biglietti per la partita.GESTO FANTASTICO,GIANCA'!
da alex_74
PINOCCHIO VATTENE
da lesotutteio
Ho le lacrime agli occhi leggendo lo splendido articolo di Di Pasquale e i vostri commenti, tutti impregnati di infinito amore per i nostri colori. E' inutile dirlo, il calcio di una volta era passione. E basta
da EsiliatoPeColli
Bellissimo articolo scritto da un signor giornalista. Tanta malinconia pensando a quegli anni, e ai cari che mi portavano allo stadio e non ci sono più. Quel calcio, lo sappiamo, è finito da tempo. La passione per i colori non finirà mai.
da cuorevero
Vorrei superare questo Amarcord, peraltro bellissimoe tornare a parlare del Pescara. Copio un commento che ho letto e che sposo in pieno. Abbiamo 3 difetti: 1) la difesa non e' adatta alla serie B. 2) Il Pescara ha il vizio tragico di giocare con passaggi orizzontali e all'indietro, anziché giocare con passaggi molto lunghi.Questo permette agli avversari di tornare indietro comodamente e organizzarsi per difendersi. 3) Marino e' un allenatore da serie A e lo si vede da come fa giocare i suoi che corrono poco (in serie A si corre di meno che in serieB) ed e' un allenatore dal decimo posto in su
da AmicoDiProento
malinconia puttana, di allora, del Gale, della magica cavalcata di Zemanlandia
da MASSIMO70
X ME E' UN SOGNO MA VISTI I TANTI GIORNALISTI, EMITTENTI RADIO E TV E STAMPA ON LINE NN SAREBBE IL CASO DI CREARE UNA TECA DEL PESCARA IN CUI FILMATI DI PRIVATI O DI TV DEGLI ANNI 70-80 SI POTESSERO POSTARE E RENDERE AI NS FIGLI O NIPOTI? PERSONALMENTE HO CHIESTO PIU' VOLTE A TVQ KE E' LA NS MEMORIA CALCISTICA PER ECCELLENZA MA NN HO AVUTO RISPOSTE!!!! CHIEDO ALLA REDAZIONE. GRAZIE. NU SEM NU!!!!
da DavalosinBra
Erano anni in cui c erano 11 titolari e 3 riserve, ci si allenava tutti i giorni all adriatico e io c ero sempre. Sognavo dietro la porta le parate di Albertosi o Zoff che avevo visto in tv a 90minuto, immaginavo di essere Bertarelli o Prunecchi e non visto calciavo la palla esultando sotto la curva nord, tempio della mia passione.. Se penso alle creste e ai tatuaggi, alle scarpe fosporescenti e alle rose da 24 giocatori di oggi mi viene da smettere. Purtroppo questa é una malattia che non va piú via. Delfino nel cuore.
da DavalosinBra
Eh si sembriamo un po dei dinosauri noi ultra quarantenni che abbiamo ancora davanti quelle immagini meravigliose di un'intera cittá vestita a festa per la partita della domenica pomeriggio. Io abitavo in una traversa di via davalos e dal mio palazzo vedevo l adriatico. Ricordo che quando mio zio non andava allo stadio stavo al balcone a vedere la gente che arrivava e parcheggiava li sotto, prendeva sciarpa e bandiera e si avviava verso via pepe. Odore di sigarette fumate, rumore di tricketracche..giocava il delfino e anche se la vittoria era rara, il sogno continuava a galoppare
da MASSIMO70
Quella domenica dello spareggio a Bologna io ero davanti l'excelsio con mio padre e mio fratello. Avevo 6 anni e ricordo le ali di folla sul marciappiede rosso di corso Umberto (anche rotto) che accompagnavano le macchine verso il lungomare in un festoso gioco di "biancazzurro" nell'aria. C'era un popolo dietro, quello pescarese e non. Ora penso che certe cose nn le vivremo più nella spontaneità e gioia di una volta. Per noi era un sogno e una realtà! Ora è solamente tutta una grande bolla di sapone!!!!! Nu sem NU!!!! Grazie di tutto!!!!
da Maximo
Chi ricorda alla Pineta di Pescara tra i giochi per bambini una passarella in corde. Sopra c'era scritto: "Passarella Biancazzurra.. attenti a non cAdè". Tutta la città era impazzita per quel Pescara.
da zdenek
Certo, il passato è passato ormai ma quelle facce da figurine anni settanta sono impresse anche nella mente di chi, quegli anni, non li ha mai vissuti. Quelle cravatte esagerate dei dirigenti, quel taglio di capelli e di baffi dei calciatori, i tifosi esagitati ed appassionati, il tifo colorato e crudo. Bei tempi, anni duri. Il calcio unica, totalizzante, passione che coinvolgeva tutti, dal medico all'operaio. Erano gli anni di Cadè, del suo viso duro da contadino, del suo sorriso da gentiluomo e delle sue maniere forti. Quel passato sta diventando troppo passato. Peccato.
da marcobeach
Non vi dimenticate del grande Santucci unico salernitano ben accetto a Pescara
da Maximo
E si, come dimenticare Piloni, Motta, Mosti, Zucchini, Andreuzza, Galbiati/Di Somma, La Rosa, Repetto, Orazi, Nobili, Prunecchi/Di Michele
da solobannato
ah ovviamente basta pensare che oggi viviamo un calcio dove un giocatore la domenica fa la sua ultima partita,il lunedì fa un corso di 4 ore organizzato dalla confcommercio ed il martedì si trova a guidare il primo allenamento in una squadra professionistica è tutto dire.Poi pensi ai capelli grigi di Cadè e qualche pensiero ti viene.Qualcosa non va.Diciamo che non va quasi tutto.
da cuorevero
Bell'articolo, complimenti! Anch'io mi ricordo molte cose di allora, ma sicuramente non tutto, anzi, non mi ricordo quasi niente.......
da solobannato
se ne va in un momento calcisticamente difficile.Polemiche sui risultati e sulla dirigenza che sei riuscito a tenere in pausa.Caro Mister facci un altro miracolo anche da lassú...guida questi colori verso la retta via.Chissá perchè si dice sempre che il passato è meglio del presente e del futuro.Peró se del passato fanno parte persone come te è facile trovare risposte...
da ruspa74
uno dei migliori articoli letti sul NOSTRO PESCARA...Davvero bello che il ricordo di un grande uomo che fece grande la nostra storia, sia stato scritto da una penna mossa direttamente dal cuore, COMPLIMENTI. Seppur poco più che in fasce quel Pescara e quella gente mi diede l'imprinting che mi permette di amare ancora adesso la squadra della mia città...conserverò questo amore per sempre, ed anche grazie a questi articoli lo alimenterò nei momenti bui come sono quelli attuali...FORZA PESCARA LIBERA SEMPER
da Hurricane81
La prima volta in serie A
http://www.youtube.com/watch?v
=T9ounztlpWQ
da giulio0808
Si era MOSTI che entro in squadra durante l'anno, all'inizio giocava MANCINI in coppia con MOTTA terzino, ma poi si infortunò e così inziò a giocare MOSTI che fu artefice di un bel gol sotto la SUD in un fantastico 3-0
da Shawn
Articolo davvero bello, per chi come me non ha vissuto quei momenti leggere certi racconti (tra l'altro scritti benissimo) è come leggere un libro e far viaggiare la fantasia. P.s.: non penso che non ricordasse Mosti, era ironico!
da Calciospettacolo
Mosti....un vero mastino,,,ce l'avessimo adesso uno simile!
da manoppello1991
grande Kontro_Korrente ........
da gips
Il terzino era Mosti!confermo!
da parannaus
Bellissimo articolo. Se mi offrissero un viaggio con la macchina del tempo sceglierei Bologna, 3 luglio 1977. Condoglianze
da Maximo
E' vero. Se ne va un altro dei miei ricordi di fanciullezza legato al Pescara.
da amicodelbannato
tranquillo di pasquale non ci estingueremo mai.....quel terzino sinistro anche a me sembrava si chiamasse Mosti ed era senz'altro più forte e ci fece vincere più partite di un certo.......ehm...Repetto..? sci sci repetto
da Kontro_Korrente
Se ne va un altro pezzo della mia vita di tifoso esclusivamente biancazzurro. Avevo solo 7 anni quando quella squadra centrava un risultato storico e ricordo bene le prime partite cui mio padre da sempre più che tifoso mi portava. Ricordo la gioia di andare allo stadio e la ... fatica ... di farlo a piedi su una via Marconi stracolma di gente che camminava verso l'Adriatico, ricordo la mia rabbia ed i miei ... capricci ... per non aver potuto andare agli spareggi con mio padre (diceva che ero piccolo per le trasferte), ricordo le riunioni sempre appresso a mio padre in un'appartamento difronte allo stadio in cui lui e quegli appassionati che seguivano da sempre i biancazzurri si adoperavano a raccogliere fondi per il neo-nascente tifo organizzato (ho ancora in mente la frase di papà: mai alla saccocc'. A sti ragazzi avem'ada' caccos pe li tambur e li strisciun). Ricordo un grande allenatore che purtroppo ha dovuto affrontare una serie A ... da Pescara ... ma sempre con grande dignità. Ricordo che da lì è partita la mia passione che ha vissuto momenti bellissimi e momenti meno piacevoli. Oggi se riguardo indietro sento la mancanza di tanti "mattoni": da quello fondamenetale di papà, ai tanti presidenti ed allenatori biancazzurri scomparsi, ai giocatori che un tempo erano idoli ed ora non ci sono più o lottano per esserci ancora. Ma questa è la vita che va avanti e non si ferma mai ed è naturale sia così. Quello che però mi manca di più è il CALCIO, quello vero fatto di PRESIDENTI che erano prima di tutto tifosi, di trasferte libere, di tifo senza false ipocrisie e finto sdegno, di sano campanilismo, di giocatori che si identificavano con la squadra in cui giocavano e non pensavano esclusivamente a soldi, tatuaggi, capelli ecc.... Perchè oggi ormai il calcio professionistico è una semplice azienda e come tale fatto da dirigenti che ambiscono solo al profitto, di "impiegati" fatti col cristallo che mirano esclusivamente al loro stipendio e poco hanno dell'atleta, di "faccendieri" che sotto le spoglie di procuratore ... procurano più danni che altro attaccandosi come parassiti a società ed assistiti per succhiare quanto più possono e riempirsi le tasche. Ma ormai quel CALCIO non c'è più e mai più tornerà. L'amore, però, non si può dimenticare e continueremo a gioire ed arrabbiarsi appress a lu Pescar. Purtroppo, però, i veri tifosi, quelli che hanno SOLO il Pescara nel cuore e non lo dividono con le solite grandi, come dice ROBERTO dal Mexico sono sompre più over 40. Speriamo di non estinguerci mai.
