BARONI: ''LE DIFFICOLTA' DIVENTANO OPPORTUNITA''

Marco Baroni parla nella consueta conferenza stampa prima della gara contro il Carpi. Giocherà Memushaj.

da Redazione
3.125
BARONI: ''LE DIFFICOLTA' DIVENTANO OPPORTUNITA'', foto 1

Torna a parlare Marco Baroni a poco più di 24 ore dal match importantissimo contro il Carpi dell’ ex biancazzurro Simone Romagnoli. Dopo il clamoroso addio del centrocampista bresciano Roberto Guana l’ allenatore torna a parlare e a cercare di chiarire la situazione: “Ho metabolizzato la scelta di Guana, oggi ha salutato i compagni con delle bellissime parole che , ovviamente, restano segrete negli spogliatoi. Prendiamo atto e dobbiamo trasformare questa sua decisione come una spinta motivazionale da usare.” Prosegue Baroni: “A poche ore da un gara importante dobbiamo reagire, io sono abituato a guardare avanti. Non sono deluso. Rimane l’ assenza comunque di un giocatore che avevamo preso e che ora non è più a nostra disposizione.” Con la delicata situazione degli infortuni e della poca presenza di “sostituti” Baroni ha detto: “Con Guana out non ho preso per nulla in considerazione, insieme alla società, il mercato degli svincolati. C’ è un gruppo che deve lavorare, restare unito e crescere.” Prosegue sull’ argomento Guana: “Dobbiamo essere bravi noi a trasformare le difficoltà in opportunità. Viene a mancare un giocatore importante come Guana e quindi non escludo che i ragazzi che ho in panchina della primavere potranno scendere in campo.” Conclude l’ argomento Guana così: “ Io so quanto possa essere sofferta la scelta del giocatore. Vi posso assicurare che non ci sono problemi né di salute suoi nè dei famigliari. La società per Roberto aveva fatto un investimento economico importante ed accettato la scelta di rescindere il contratto. Ovviamente dobbiamo tutti rispettarla.” Dopo la lunga parentesi dedicata a Guana si passa a parlare della partita di sabato contro il Carpi. “Sarà una partita difficile. Una squadra di categoria che cercherà di metterci in difficoltà ma noi dobbiamo pensare a fare la nostra partita e a concentrarci. Dal Carpi mi aspetto una squadra solida, ben strutturata e compatta. Credo che partiranno con l’ atteggiamento che ha avuto l’ Entella ma saremo noi a dover fare la partita come abbiamo sempre fatto. Dobbiamo stare attenti a non perdere la palla.” Prosegue il tecnico biancazzurro: “Vedremo Memushaj dall’ inizio. Il fatto che rientri a 5 mesi dall’ intervento è una prova di forza impressionante e tutti i ragazzi devono prenderlo come esempio. Ovviamente non ha i 90 minuti. Se non fosse arrivato l’ addio di Guana in ogni caso avrebbe giocato. Nielsen ha avuto qualche problema ma ci ha dato la disponibilità di stare in campo.” Continua Baroni: “Più in alto recuperiamo il pallone e meglio è. Gli attaccanti devono apportare maggiore pressione ed è questo l’ atteggiamento che voglio sabato.” Dopo Carpi il Pescara è impegnato nel turno infrasettimanale contro il Bari a domicilio per poi riscendere in campo, sabato prossimo, contro lo Spezia: “Quando si giocano tre partite di fila manca il tempo di lavorare sul campo, bisogna recuperare e subito si rigioca una gara importante. Questo è l’ unico aspetto che mi preoccupa. Le tre gare di fila le vivo serenamente con l’ unico rammarico di poter lavorare poco con i ragazzi.” Conclude il tecnico Baroni: “La squadra ha una sua traccia. È chiaro che ci sono delle situazioni di cambiamento tra infortuni e convocazioni e non abbiamo avuto una continuità. Dobbiamo andarci a prendere dei risultati. Non ricordo una gara dove abbiamo toppato per 90 minuti. Lo abbiamo fatto magari ad inizio gara e dobbiamo migliorare in questo. Bisogna entrare in campo con fiducia intensità e cattiveria dall’ inizio. Io non avverto sfiducia dalla società magari si può avvertirla dai tifosi perché non ci sono i risultati.”

Commenti
22

Legenda utenti: Amministratore | Community | Ospite | Semplice

Inserisci il tuo commento

Devi aver effettuato l'accesso prima di poter commentare,

Condizioni di utilizzo Non sei registrato?

da prunekki

Grazie di cuore Germano. Pescara è diversa ma sempre bella, ieri laltro con la tempesta di sabbia sulla riviera sembrava incartata con la velina...È bbell pure quanda piove!

da robert

ducend pe du anni

da Homer

E' tutto un rompimento di cog.....lioni........, punto e a capo.

da pescarancia

Guana guadagnava 400 mila € netti annui?????? Ma stet a dic bon ??

da pescarancia

Mah, staremo a vedere

da PE_umbria

Grande GERMANO!!!

da Aquatomica

ESISTE SOLO IL PESCARA - ESISTE SOLO LA MAGLIA. ESISTE SOLO ERIBERTO!!!! Grazie GERMANO

da Presilaquilateatina

johnny-blade. Pronunciato con intonazione elegiaca (Orazio)

da Warco

Guana non ha dato niente a Pescara, quindi bene abbia tolto il disturbo. Dovrebbe fare lo stesso pure chi gli è stato appresso per 2 anni per farlo venire qua. Aaaahhh pover a nu...

da NeSeMEnU

cuorevero: rinuncia a un contratto di 400 mila euro l'anno per DUE anni. e se voleva lasciare come dici tu lasciava a dicembre non mo. Ha detto in conferenza che al momento quasi sicuramente lascerà IL CALCIO...quindi ci sta poco da interpretare.

da cuorevero

Ah Guana Guana.......perche' ci lasci? Se i motivi non sono di natura familiare o di salute che sono stati esclusi, quali sono i reali motivi dell'addio al Pescara? Io ho molti dubbi. hiss noo. Basta una mancanza di stimoli x andare via? Oppure gli stimoli nuovi si potrebbero trovare altrove? hiss

da maidomi

PESCARA lanciano venerdì sera

da haze19

con il vicenza c'è stata pure troppo la pressione alta dei tre davanti,ma da soli non serve a nulla,il problema è che tieni il centrocampo bloccato,la squadra diventa lunga,questa presunzione del pressing và fatta bene tenendo corta la squadra e salendo con tutti gli effettivi,allora sì che ha una logica,ma questo credo lo possa fare un gruppo con grande mentalità offensiva,cosa che non vedo per niente al momento attuale.io mister inizierei ad applicare quei numeri e quelle conferenze sul campo,le chiacchiere ci stanno,ma quando il Pescara va male parlate di meno hornyFORZA PESCARA! horny

da cuorevero

Non ha piu' stimoli? UHmmm...mumble mumble....la cosa mi pare strana.....non e' che ha ricevuto una proposta migliore, magari un ritorno in serie A e fra un po' di tempo dara' l'annuncio? la storia del calcio e' piena di addii, prima negati con forza e poi ammessi..... hiss hiss A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina.....

da NeSeMEnU

quindi ufficiale: Guana è andato via perchè non aveva piu stimoli. Quindi (per fortuna) nessun problema di salute suo o di qualche suo famigliare.

da Alumaredasole

Barò fina a quand nin si capace a faje fa 4 passaggi consecutivi a si jucature, aviss voje a parlà...ma ta mai success sta cose? ma allore come ti li fi aspitta? tu pi me sti chiuse, come nu sorge di chise, arvattene ca ci fi chiù bella figure...e arpurtit pure a renzie ca je ndundite e chiacchiarone comatte'!

da Maxpe1966

Germanodacuneo bella storia e chi come me ha conosciuto il pirata sa .....ora ne è rimasta solo l'effige di una barca in legno di uno stabilimento "vip" ma in cui aleggia la sua presenza.

da un vecchio amico

na frec di parole barò, poi in campo si vede tutt'altro....vid'à
ambò di svegliarti tu e tutta sa ciurmaglia che sono 2 anni e mezzo che stiamo a sentire le parole di tecnici, dirigenti e giocatori su dobbiamo e possiamo ma poi in campo tutti imbauriti e nin sapet fà nu passagg a 5 metri.... perplex

da johnny-blade

CARPI DIEM horny

da giulio0808

Nel campionato di B che ci portò per la prima volta in A, Cadè fu costretto a far giocare il giovane Mosti, al posto di Mancin, e lui da quel momento divenne titolare fisso e fu uno degli artefici della promozione

da GermanodaCuneo

Quattro giorni fa è stato il sesto anniversario della morte di un famoso personaggio pescarese che voglio ricordare in tre parti..... Ah!... m'arcord: GermanodaCuneo ricorda Eriberto (+ 20/10/2008) nell'esennale della sua tragica morte e di una Pescara che non c'è più. (Terza parte) In quell’anno si disputò il “1° Torneo dei piedi scalzi” sulla spiaggia in corrispondenza dell’attuale stabilimento balneare Zara. Il campo era tracciato sulla sabbia, aveva misure regolamentari e con le porte munite di reti. Le squadre erano formate da giocatori dei vari rioni: quella del rione di Zanni aveva in porta Gabriele Cantagallo che giocò anche in serie A con Spal e Bologna; quella del rione di Sant’Antonio era capitanata da Monticelli con la sua ragazza sempre seduta sul muretto; quella del rione di via Venezia capitanata da Marinaro; quella del rione San Francesco, sponsorizzata dal pastificio Spiga, dove giocavano Piero Ruscitti, il padre di Davide Ruscitti del Pescara di Galeone, e Luigi Di Felice detto “Gino la mopa” che si allenava a indurire “li ditun” dei piedi battendoli contro il muro, per poter meglio calciare il pallone di punta. Queste erano le squadre formate da buoni giocatori che facevano già parte di squadre del campionato dilettanti e che avevano la possibilità di mettere ai piedi, per meglio calciare, le cavigliere. Chi aveva le cavigliere era una persona benestante! Allora le squadre erano formate da 13-14 giocatori perché non c’erano ancora le sostituzioni. Parecchi giovani, tra cui io, desiderosi di giocare non avevano una squadra. A questo punto intervenne Eriberto che fece una sua squadra con noi “rimasugli” che però era sempre la più applaudita, all’inizio e alla fine della partita, anche in caso di sconfitta. Come mai? Eravamo la squadra più giovane e simpatica. Le altre squadre arrivavano sul campo a piedi e alla spicciolata, mentre la nostra che si chiamava “Albatros”, ricordate?, scritta sulle magliette di color arancione, arrivava sul campo in barca-bus. Si proprio in barca. Ci imbarcavamo presso lo stabilimento “Albatros” di Eriberto e con lui al posto di comando, dopo un tratto di circa trecento metri sbarcavamo al centro del campo da dove facevamo l’ingresso tra gli applausi della gente. Dopo la partita si faceva il percorso inverso e giunti presso lo stabilimento, Eriberto ci premiava, anche se sconfitti, con una bottiglietta di birra. Per terminare desidero aggiungere una nota personale. Dopo una partita, al mio ritorno a casa mia madre mi apostrofò:<Mi sembravate tante Gina Lollobrigida, per quelle magliette troppo scollate! Vi ho visto da dietro il muretto>. Effettivamente le magliette con l’uso si erano talmente dilatate che ci lasciavano quasi il petto scoperto e per fortuna non mi sono accorto della presenza di mia madre che mi avrebbe sicuramente deconcentrato! Tornando a Pescara e, passeggiando sulla riviera, mi fermavo presso il suo stabilimento, dove lo trovavo impegnato, quando era libero dai suoi molteplici impegni, in qualche accanito doppio di tennis con i suoi amici. Durante l’incontro, ogni tanto, dava spettacolo con una finta arrabbiatura o con una sceneggiata per una palla contestata. Si poteva vedere anche in sella al suo fedele motorino col megafono in mano a gridare sempre qualcosa a qualcuno. Sono venuto a conoscenza, rimanendo scosso prima per il suo investimento, da parte di uno scooter e, in seguito, l’anno dopo, della sua prematura morte, tramite i commenti dei tifosi del Pescara del sito di forzapescara.com. Con Eriberto è scomparso un pezzo della Pescara più autentica e si è perso un personaggio e un simbolo della pescaresità, che non tutti possono e potranno vantare. Nei tre episodi che ho descritto ho voluto far notare alcune caratteristiche della figura di Eriberto. Il suo coraggio e serietà nel primo, la sua spericolatezza e fantasia nel secondo e nel terzo, bontà e bernoccolo degli affari. Fu generoso con noi allestendo la “sua” squadra di calcio, ma ben sapendo, mettendo il nome del suo stabilimento balneare sulle magliette, di farsi una pubblicità non tanto occulta ma ben evidente alla luce del sole. Posso dire che Eriberto è stato un precursore della pubblicità. Anche Pescara è cambiata in questo periodo, credo in meglio, perché il progresso avanza, ma stritola tanti sogni di quei personaggi che vorrebbero restare sempre dei Peter Pan. Si può ancora tuffarsi e fare il bagno nel fiume, sciare in città in caso di nevicata abbondante o fare un torneo di calcio, con 11 giocatori, sulla spiaggia occupando tutto lo spazio dal muretto fino alla battigia? Allora, 50 anni fa, si poteva fare ed era un momento di svago e di aggregazione a buon prezzo. Tutto ciò, adesso, non si può più fare perché il fiume è inquinato dagli scarichi industriali, la collina che sovrasta Pescara è diventata un formicaio di ville e la spiaggia è diventata una striscia ininterrotta di sdraio e ombrelloni. Termino dicendo che la città di Pescara ha fatto tanti progressi dal lato economico e industriale, ma nello stesso tempo questi progressi hanno ucciso tante belle cose che non costavano niente e che non torneranno mai più. Queste belle cose possono tornare, per farle conoscere ai più giovani, solo tramite i racconti di chi le ha vissute. Spero di esserci riuscito. Un caro saluto a tutti i tifosi pescaresi di forzapescara.com da un loro concittadino, da più di quarant’anni in esilio, che ha goduto della propria città per solo trent’anni, ma impregnando la sua mente, come una spugna, di tanti begli episodi e ricordi. GermanodaCuneo

da PESCARA FOREVER

E SEMPRE...